venerdì 24 ottobre 2008

U2

Sgnapis
Ci sono sensazioni che albergano in noi per anni ma non ne acquisiamo consapevolezza finché non lo esterniamo a qualcuno.
Ne ho scritto alcuni giorni fa sul blog di Angie, di un concerto degli U2 di molti anni or sono, al festival dell’Unità di Reggio Emilia. Grande evento, grande attesa, grande folla. Nemmeno allora impazzivo per gli U2 per cui quella sera, avevo deciso di non entrare, ma poiché mio marito era di servizio per il Comune, ero rimasta nei paraggi della grande area allestita per l’occasione. Non passava nessuno senza biglietto, manco un topino.Me ne frego pensavo. Ma chi saranno mai questi U2 poi…
All'improvviso ho sentito la terra tremare sotto i piedi e una vibrazione fortissima salire fino alla punta dei capelli. Era il boato del pubblico e l’attacco del pezzo In the name of love.Mi sono messa a correre in preda ad un delirante entusiasmo come non mi capitava da tempo. Ho tentato di tutto per entrare, mentre continuavo a saltare in modo incontrollato. Mio marito era irreperibile. Ho scoperto poi che era tra quelli che urlavano sotto al palco.Per cui ogni volta che ascolto gli U2 penso alle occasioni perse della mia vita e quindi al rimpianto per le cose che non sono riuscita a capire o vedere, per l’entusiasmo incontrollato e viscerale che mi aveva sorpresa come un fulmine a ciel sereno e che vorrei riprovare, magari, un giorno.
Chissà, forse ad concerto degli U2.

7 commenti:

Barbara ha detto...

Ma lo sai che c'ero anche io tra quella folla!?
Ah, erano anni che non ci pensavo, quant'ero giovane!!!!!

mazapegul ha detto...

Eppure, sgnapis, quella misura eccedente d'entusiasmo potrebbe proprio venire dal non esserselo aspettato, dal non aver nessuna particolare attesa, dalla sorpesa con cui s'e' stati colti dall'attacco di una musica da cui non ci si attendeva nulla.

Solimano ha detto...

Ehilà, c'ero anch'io a Reggio Emilia! Evidentemente è lì che ci siamo conosciuti tutti. Veramente io ero andato col pullman da Monza per il comizio di chiusura della Festa Nazionale dell'Unità, non per gli U2. Comunque tutti ne parlavano, di 'sti U2.

saludos
Solimano

Barbara ha detto...

No no, io ero andata proprio per gli U2 che della politica all'epoca non me ne importava niente (beh, a ben guardare anche adesso non è che sono proprio una suffragetta)...
Poi con gli anni ho allargato i miei orizzonti musicali, però al boato di In the name of love c'ho partecipato anch'io :-)

Chi altro c'era alzi la mano! :-)

Roby ha detto...

Racconto coinvolgente di un episodio emozionante. Io non c'ero, e vi invidio un po' (un po' TANTO!), ma attraverso le parole di Sgnapis, per un attimo, mi è sembrato di essere lì.

Grazie!

Roby

SIlvia ha detto...

Ci sono, non sono fuggita...solo un imprevisto che mi tiene lontano da casa.
@Barbara, è stata una gran bella serata comunque:)
@Hoi ragione mazapegul, anch'io credo che l'effetto sorpresa abbia giocato un ruolo determinante.
@Solimano anche tu nel mio regno? Anche io ero lì per la chiusura che poi non sentito...in somma, erò lì, eravamo lì tutti:)


Grazie a te Roby, che ci regali sempre tante emozioni:)
Avete scritto tante cose belle in qusti giorni. Proverò a mettermi in pari appena possibile:=
Buona serata a tutti.

elena ha detto...

E c'ero pure io a Reggio!
Però, feci come te, un'altra volta, non ero riuscita ad avere il biglietto, mi sembrava un'impresa impossibile riuscire a entrare, anche se un amico mi disse, dai proviamo, e non andai al loro primo concerto, a Modena nell'87.
Lo metto tra i rimpianti della vita. (pochi).