domenica 26 ottobre 2008

La manifestazione a Roma

mazapegul
Le tradizioni dei reggimenti sono spesso più durature degli eserciti a cui i reggimenti appartengono. A noi di Imola e ai modenesi, più formati alla disciplina del partito comunista dell'epoca alle nostre spalle sepolta, era stato comandato di anticipare i cortei diretti al circo Massimo e di prendere posizione appena sotto al palco. Questo m'ha permesso di rincontrare "dal vivo", troppo brevemente, Massimo Marnetto, che invece era stato invitato sul palco, a rappresentare quella società civile che del nuovo partito è invece la nuova cifra. E così abbiamo passato le poche ore della manifestazione, Massimo e io, nelle file della Nuova e della Vecchia Guardia.
Anche se, a guardare le cose più da vicino, parevano più mescolate. Perchè, da un lato, nel gruppo del mio circolo PD c'erano anche i giovani (quarantenni) che vengono dall'ex Margherita, che si sono mescolati bene coi vecchi militanti comunisti (meno bene coi quarantenni ex DS). E sul palco, assieme ai reppresentanti del nuovo corso prodiano-veltroniano, c'erano tutte le vecchie volpi degli apparati: lontane dal podio, ma sempre al comando della struttura; uno stato maggiore necessario e ingombrante al tempo stesso.
Alla fine della manifestazione avevamo perso uno dei dei nostri, un ex partigiano (garibaldino, della leggendaria 36-esima di Bulow), sprovvisto di cellulare. Mentre lo cercavo in mezzo alle nuvole di polvere sollevate dall'incipiente temporale, incontro il segretario delle federazione imolese che regge il cartello col numero del suo pulman. "Ho perso uno del nostro pullman," gli dico; "Beato te, mi fa lui, io ho perso tutto il mio pullman, credo." Aveva forse il sospetto d'essersi perduto lui, non gli altri.
Lascio l'area del circo in mezzo a una tempesta di polvere, con il palazzo di Domiziano schiacciato da un immenso accumulo di nuvole violacee e marroni.


6 commenti:

Solimano ha detto...

Guarda, guarda... Massimo sul palco! Ecco perché ha scritto un solo post per il diario. E la canetta, hanno ammesso anche la canetta, sul palco?
Il dirigente imolese, solo col suo cartello, mi ha fatto pensare a quel titolo su un giornale inglese: "Nebbia sulla Manica: il continente è isolato".

grazie Maz e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Azzeccatissime le immagini. Resoconto "fulminante" (vista anche la tempesta imminente). Ma in definitiva, secondo la tua impressione, è stata una manifestazione "riuscita", migliaia, milioni o miliardi di partecipanti a parte?

R.

PS:aspetto ovviamente un post di Massimo sullo stesso tema!

Annarita ha detto...

Quoto Roby. Com'è andata? Saluti, Annarita

Melinda ha detto...

E' andata benissimo. Il numero 2.500.000 è ovviamente esagerato, come i tre milioni di Cofferati, il milione di Berlusconi e altri. Credo che vadano divisi almeno per dieci. Quello che conta non è il numero assoluto, ma la dimensione relativa: Berlusconi aveva raccolto in piazza S. Giovanni un pò meno dei "movimenti": tra le 50.000 e le 100.000 persone (un milione, alla sig. Bonaventura), mentre ieri ce n'erano quattro-cinque volte tante. Quasi quante ne aveva portate lì Cofferati. Un risultato politico imponente.

Veltroni, visibilmente emozionato, ha fatto un discorso riformista e d'opposizione, in stile -direi- molto anglosassone. Nessun paludamento mediterraneo: si può parlar male di Berlusconi (e chiamarlo per nome). Si deve essere patriottici (notevole il coro con cui il circo ha cantato l'inno nazionale). Bisogna, con linguaggio semplice, sempre mettere in rilievo la complessità del mondo: dell'Italia e delle sue istituzioni, dell'economia, dei problemi. Non bisogna vergognarsi dei propri principi e valori; anzi, vanno enunciati chiaramente e con nettezza, immergendoli nelle condizioni del presente.

Veltroni ha, come suo solito, ecceduto un pò nel richiamo agli esempi esteri (stavolta era più Sarkò, come altre volte era stato Kennedy). Ha però avuto successo nello scaldare (a fuoco lento, senza trucchi da circo) la grande folla.
Stavolta devo dire di non aver capito, o di non aver apprezzato, la posizione dell'altro Massimo, Cacciari, con cui in passato m'ero (quasi) sempre trovato daccordo.

Solimano: con Massimo s'è detto che ci si deve incontrare dal vivo. Bologna è sempre pronta ad accogliervi.

Màz

Massimo Marnetto ha detto...

Sì, sono diventato molto importante e quindi non vi posso più frequentare...

Scherzo! Solimano (accidenti a te! :) t'ho pure messo un bel post...

In realtà, non ero sul palco, ma nell'area sensibile, quella a diretto contatto con Veltroni e quindi riservata a persone "sicure".

Insomma ho fatto la comparsa.

E anche un po' in disparte, perché con i miei capelli bianchi rovinavo l'effetto giovani.

Ma è stata comunque una bellissima giornata sia per quello che ho sentito, sia per la gente che ho incontrato (tranne quel rompipalle di Nicola, ovviamente..:).

Infatti, mi sono messo a chiacchierare "da dentro", con le persone appoggiate alle transenne. Le volevo salutare, quasi accogliere, visto il mio senso di colpa: loro partite di notte per venire, mentre io ero arrivato a piedi.

Ecco, se potessi modificare il programma per la prossima manifestazione, vedrei bene tutti noi romani - insieme ai politici del PD - alla stazione.

Ad accogliere chi arriva, a ringraziarli, abbracciarli per la loro generosità, dare bottigliette d'acqua,
informazioni...

Molto meglio che stare in un recinto.

Per la rimpatriata, ottima la location di Bologna;

Aspetto ordini per prendere una volta tanto il treno io :)

Massimo

Silvia ha detto...

Dalle immagini passate in tv sembravano davvero tanti, ma tanti, poco importa mille più, mille meno. E mi sono stupita devo ammettere, con piacere, di essermi sbagliata nelle previsioni. Ho ascoltato il radioso Veltroni a pezzi e bocconi e non mi ha fatto impazzire, ma ha usato pochi slogan per fortuna e l'ho ritenuto più digeribile di tanti altri. Ho percepito che qualcosa d'importante è avvenuto ieri. Non fosse altro che le persone hanno ritrovato una loro identità di piazza dopo tanto torpore e obnubilamento, malgrado le indagini di Manhaimer che decretano la sconfitta trasversale della politica. Ed è inutile che il pdc livido e tirato, in tutti i sensi, preghi accidenti in giro per il mondo. Ci fa solo l'ennesima figuretta.