martedì 28 ottobre 2008

Di modi e di età

zena

La mia cucina ha i mobili bianchi, contro un piastrellato a scozzese sull’azzurro.
Mi accorgo dalle fotografie che rivela la sua età: le rifiniture, i dettagli dicono il tempo più dell’usura.
E me ne accorgo vedendola riflessa nelle immagini casuali di amici o ospiti che la ritraggono, insomma se è vista da altri occhi.

Succede spesso la stessa cosa, con me.

Mi accorgo della mia età quando non sono in casa: lì, le cose e le persone mi fanno contesto. Me ne accorgo fuori, quando ‘mi’ vedo in relazione.
E non per via dello stato di conservazione. Piuttosto per i modi, che sono le rifiniture delle persone. Qualcosa di molto diverso e lontano dall’apparire.
Per dire, io sorrido. Mi piace salutare, cedere il posto, fermarmi per lasciar passare, accompagnare una porta.

Maniere assorbite col latte e col pane.

Mi capita spesso di imbattermi in giovani dalle bruschezze abrasive, in adulti che praticano piccole furbizie sgarbate come segni di una qualche distinzione. Torvi e non salutanti.
Allora mi sento felicemente datata.
E sorrido con maggiore, accresciuto benessere.
E saluto anche chi non conosco.

Si andava a Padova, un paio di giorni fa.
Sul bordo della strada provinciale, fra automobilisti strombazzanti alla nebbia rada o a chiunque decelerasse la corsa, c’era il mio amico G., poeta e latinista, che camminava con il sacchetto del pattume in mano: per raggiungere il più vicino cassonetto.
E sorrideva. Da solo, camminava e sorrideva.
L’ho sentito arrivare dal tempo della gentilezza e dei pensieri che colonizzano anche il ciglio di una strada: fratello.

P.S. Nell'immagine a destra, Simone Martini: "Allegoria virgiliana" Miniatura su pergamena (1340) Frontespizio per il codice di Virgilio alla Biblioteca Ambrosiana di Milano

12 commenti:

giulia ha detto...

Come mi ritrovo in questo tuo post. Siamo forse un po' obsolete? Ma, non so, certo apparteniamo ad altre storie, ad altri modi di essere.
"L’ho sentito arrivare dal tempo della gentilezza e dei pensieri", dici parlando del tuo amico. Devo dire che ci sono giovani che si presentano così, come noi che forse non lo siamo più tanti. Parlavo con uno di loro l'altro giorno. Mi era più vicino lui che altri della mi stessa età. Allora mi viene da dire che anche loro appartengono più che ad un tempo lineare ad uno "spazio" che ci appartiene, ma che non è vecchio, è "altro". Giulia

Roby ha detto...

Oh mamma mia, come sono CONTENTA di essere un po' obsoleta anch'io !!!!

Mi volete, all'interno di questo circolo virtuoso e virtuale ???

In ogni caso, vi sorrido, vi saluto e vi abbraccio...

....Roby [;->>>]

Habanera ha detto...

Si avverte il tuo sorriso, il tuo istintivo bisogno di salutare, di cedere il posto, di laciar passare, di accompagnare una porta. Si sente quel tuo saper stare al mondo -assorbito col latte e col pane- con gentilezza e rispetto.
Impossibile non avvertirlo, leggendoti.
Oggi i ragazzi sono certamente diversi ma, come ho già scritto altrove, non sono sicura che la colpa sia solo loro.
Che genitori siamo? Che esempio diamo? Quali valori siamo ancora capaci di trasmettere?
Non parlo, ovviamente, delle singole famiglie (ce ne sono, per fortuna, ancora di splendide) ma della società, in generale.
H.

Solimano ha detto...

Zena, qui a Monza, se tardi mezzo secondo a partire quando viene il verde, usano il clacson anche le suore. Non è un'opinione, è un'esperienza.
C'è una situazione strana: l'immigrazione istruita, da tutte le regioni d'Italia, di migliaia di persone, attratte dalle possibilità di lavoro (IBM, Philips, Telettra etc). E tutti lo notano. Non ce la fanno proprio, ad essere gentili, i briazoli. Persino nei negozi sembra che siano loro a fare un piacere a te, se compri. Che farci? Quattro risate al Parco, che è il motivo vero per cui siamo tutti diventati monzesi. Già a Sesto è diverso, ed anche a Milano, se non si è prevenuti. Me lo vedo, il latinista poeta, sorridere col sacchetto della spazzatura. Sai cosa penserebbero di lui? Che certamente non adempie alla raccolta differenziata, in cui sono bravissimi: torsolo per torsolo, barattoletto per barattoletto, a ciascuno il suo.
Il motivo di fondo non è il lavorismo né la religiosità troppo
maggioritaria, ma l'attenzione eccessiva al denaro (eufemismo).

grazie Zena e saludos
Solimano

Anonimo ha detto...

C'è che mi sento ciclicamente 'sguarnita' di fronte alla mancanza di gentilezza, mancanza che mi sembra trasversale alle età e agli spazi.
A volte è indotta dalle circostanze, dalla fretta, dalla stanchezza, a volte è soltanto distrazione, altre ancora è segno di una "sgrammatica" dei sentimenti, e mi preoccupa di più.
Sono per la non rassegnazione e per la gentilezza militante :).
Certa di non essere sola, soprattutto qui.
Un saluto sorridente a Giulia, a Roby, ad Habanera, a Solimano e a chi dà aria/vita a queste belle stanze.
z.

Barbara ha detto...

A me è successo il contrario.
Un pomeriggio entra in negozio una ragazza sui venticinque anni e mi dice:
-Mi scusi signora...
Io ero un po' sovrappensiero e mica avevo capito che diceva a me...

Giuliano ha detto...

Ci sono dei supermercati dove vado più volentieri a fare spesa, e non tanto per questioni di prezzi, ma perché i dipendenti sono gentili e scherzano tra di loro.
Chi ha mai detto che se si ride e si scherza non si lavora?
Quando, nei supermarket "severi", riesco a sorridere con la cassiera, ammetto che mi si migliora un po' la giornata.
PS: Cara Barbara, a me "signore" me lo dicevano già a 16 anni...

Roby ha detto...

L'altro giorno in ufficio una distinta visitatrice esattamente della mia STESSA età (l'ho visto dal modulo compilato all'ingresso) mi si è rivolta con un benevolo: "Lei non può ricordarselo, perchè E' MOLTO PIU' GIOVANE di ME, ma tanti anni fa qui all'angolo della strada c'era una bottega di ... " ecc. ecc.

Son soddisfazioni...nel mio piccolo...

[;-P]

Roby

Roby ha detto...

... ma c'è anche da dire che la signora aveva dimenticato a casa GLI OCCHIALI!!!!!!!

Sigh... troppo bello sarebbe stato...

[%-*]

Roby

Massimo Marnetto ha detto...

Ho fatto una cartina con Maps dove ho messo i pallini in corrispondenza ai negozi-studi-supermercati con persone gentili.
Perché vorrei proporre alla mia Associazione di quartiere di premiareli.

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Io non devo leggere troppo spesso i vostri post, porca miseria...

Perché più li leggo, più mi viene voglia di conoscervi.
Sono arrivato all'assurdo di avere nostalgia di voi, pure se non ci siamo mai visti (tranne Roby, Giuliano, Nicola e Solimano, in rigoroso ordine di simpatia (dài,scherzo Primo!.. non fare così..:) Col clacson delle suore mi hai fatto ridere di gusto, accidenti a te).

Vi voglio bene.
Massimo

Silvia ha detto...

Ciao tesoro, sono contenta di vederti qui:) Faccio parte del club, sono datata, vetusta, obsoleta e da rottamare però sono molto contenta così. Spero che il tuo viaggio non sia stato troppo faticoso.

mazapegul ha detto...

In dipartimento si finisce col darsi tutti del tu: non solo i colleghi, ma anche col personale amministrativo e i custodi. Per me l'eccezione rimane la custode arrivata qualche anno fa in trasferimento da una scuola elementare. Quella che legge sempre, due libri a settimana almeno. Intelligente e spiritosa. Che lavora quando deve e quando non deve non fa finta di farlo: apre il suo librone e legge. Quella che mi prende in giro perchè mi macchio la camicia con la penna, con cui parlo del nostro cenmtrosinistra sempre indietro di tre passi.
Per stima, simpatia e cordialità, continuiamo a darci del lei.