mercoledì 22 ottobre 2008

Buonafede e malafede

Solimano
Ho letto qualche settimana fa in rete un dibattito sul tema dell'amore e della fedeltà (presto scivolato sul sottotema matrimonio e corna, proprio così, corna). In principio l'ho trovato grottesco, poi ho cominciato a divertirmi, infine ho concluso: quante menzogne sull'amore si raccontano ancora nell'anno 2008!
Perché, senza che i partecipanti se ne accorgessero, la fedeltà diventava un adempimento burocratico volto all'appropriazione dell'altra persona: "Io ti sono fedele, ma tu sei mia!" Manca solo la carta da bollo, anzi c'è anche quella.
Ma ci può stare, molte cose si tengono per sé o al massimo per l'amica fidata, lo sanno tutti -e tutte- che molti matrimoni vanno avanti a colpi di anniversari e compleanni, piccole convention domestiche a felicità obbligata.
Si pensa una cosa e se ne dice un'altra: è malafede, d'accordo, ma può essere utile, perché limita i danni.
Si capiva che molte delle partecipanti erano invece in buonafede, ci credevano veramente all'amore senza pulsioni di dominanza, all'amore eterno, all'amor vicit omnia e così via, prescindendo completamente dal fatto che gli esseri umani di natura sono poligami, non monogami come la coppia di piccioni che tutti i giorni becchettano le briciole di pane davanti alla mia terrazza.
La buonafede è un'aggravante, quando si crede una cosa sbagliata. Meglio l'incoerenza o la malafede: i migliori costruttori di roghi erano pefettamente in buonafede.

Madame de Tourvel (Meg Tilly), Marquise de Merteuil (Annette Bening),
Cécile Volanges (Fairuza Balk) nel film "Valmont" di Milos Forman (1989)

5 commenti:

mazapegul ha detto...

Molti indiani fanno matrimoni combinati. Si da' li' per scontato che l'amore possa nascere e crescere all'interno di un quadro regolato dalle famiglie di provenienza. A volte la cosa funziona, a volte sfocia in tragedia.
Da noi si fa al contrario, e a volte la cosa funziona allo stesso modo, a volte sfocia nella stessa identica tragedia.

Giuliano ha detto...

Uno spaccato della realtà d'oggi, e spaventoso, è nella cronaca: e penso al delitto della studentessa di cui si celebra il processo in questi giorni. Leggendo le cronache e le ricostruzioni c'è da spaventarsi, perché sono ragazze e ragazzi di vent'anni mandati a studiare dalle loro famiglie: si fa perfino fatica a crederci, ma è una fetta cospicua di realtà, nei rapporti di coppia e di sesso, oggi.

Solimano ha detto...

A volte ho l'impressione che poi tutto s'aggiusta, come dice sempre la moglie di Andreotti. Dico perché. Adesso è quasi diventata una normalità che prima due convivono e solo dopo qualche anno eventualmente si sposano. La convivenza senza carta bollata di mezzo la puoi troncare in qualsiasi momento, non sei in gabbia, ma lì ci resti per scelta tuache puoi disdire in qualsiasi momento. Le parole sesso, amore, matrimonio non sono sinonimi, semmai sono osmotiche. E' un grave errore, magari frutto di pericolosissima buona fede, considerarli tali. E i matrimoni combinati, castali, non ci sono solo in India. A Parma, una ragazza di Parma Nuova si vergognava a sposare un ragazzo di Parma Vecchia. Siamo sicuri che le cose siano proprio cambiate, dentro? Io credo di no.
A me questa smania di mettere il timbro con scritto Amore dappertutto non piace. Prima decodifichiamola, guardando ad esempio come è fatto il timbro.
E invece no, perché l'amore! L'AMORE!! L'AMORE!!!
Achille Capmpanile ci scrisse un libro: "Che cos'è questo amore?"

saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Amore eterno eh?
Mah!
Io e Franti diciamo spesso: "Il mutuo ci terrà uniti per sempre"...
Ma allora...IL MUTUO E' L'AMORE!!!!!!!!!!!!!!!

Solimano ha detto...

Benvenuta Barbara!.
Dici poco il mutuo... Noi ne abbiamo avuto uno ventennale, a tasso pure variabile (che lo possino!) intestato ai due coniugi come la casa. Credi che in vent'anni non ci sia stata qualche lite di quelle cioccapiatti?
Ma l'incombere della controtrafila burocratica con le banche annessi e connessi è stato più efficace dei caschi blu dell'ONU: si è sempre stabilita una pace prima armata poi convinta. Il Mutuo fa quello che faceva Imene nella mitologia.

grazie Barbara e saludos
Solimano