domenica 21 febbraio 2010

Libraioli

Solimano

Tirassegno onorifico del comandante di Nagel 1885 Diametro 80 cm
Lanzichenecco con bandierina araldica, sullo sfondo la città di Freising

Domenica scorsa è venuto a casa mia Giorgio per aiutarmi a sistemare un problema software sul PC. Risolto il problema (che si è puntualmente ripresentato nei giorni successivi, ma nel giro di un annetto lo sistemeremo), accompagno Giorgio alla macchina e lui mi fa: "Verresti con me in via Bergamo?"
Erano anni che non ci andavo, ma mi sono ricordato i bei colpi che ci ho fatto, in quella lunga via monzese in cui si svolgono traffici di ogni tipo - tutti leciti, però. Mi sono ricordato in particolare l'acquisto di alcune vecchie guide del Touring Club, quelle grandi con la copertina azzurra, e di due numeri praticamente nuovi della sfiziosissima rivista FMR.
Prima, abbiamo chiacchierato con un ex collega di lavoro IBM che si dedica da anni con successo al restauro di mobili antichi. Un uomo felice, perché la passione ce l'ha avuta sempre, e quando capì come sarebbe andata a finire con la pensione anticipata, si organizzò metodicamente, in modo che il primo giorno di pensione coincidesse col primo giorno del nuovo lavoro in conto proprio. Appena avrò le foto a colori di qualche suo trumeau prima e dopo la cura le metterò qui nel blog.
Salutato l'amico, Giorgio si aggirava fra i libri e soprattutto fra i dischi, io fra i fumetti (Hugo Pratt, Sergio Toppi, Guido Crepax...).
Mi cade lo sguardo su un contenitore in cui c'erano molti libretti della serie Mursia "Invito alla lettura". In casa ne ho quattro: Gadda, Calvino, Borges, Fenoglio, e mi metto a guardare se ce n'era qualcun altro che mi interessava. Avevo già adocchiato l'oggetto delle mie brame (Tozzi), quando il giovane aiutante del rivenditore mi fa a voce spiegata: "Per 10 euro le do tutta la scatola!".
L'ho guardato smarrito: sui libretti c'era ancora attaccata la scritta 13.000, l'ultimo prezzo in lire. Il giovane ha creduto che il mio smarrimento dipendesse dal fatto che dieci euro mi sembravano troppi e mi ha detto: "Facciamo 8 euro e non se ne parla più". Ha aggiunto una sacca quasi pregevole, per metterli dentro, solo per quella sacca gli avrei dato 6 euro. Ecco l'elenco completo, che ho scrivo in ordine di estrazione dalla suddetta sacca: Bevilacqua, Diego Fabbri, Pomilio, Patti, Prisco, Saviane, Bernari, Cancogni, Dessì, Brignetti, Brancati, Santucci, Berto, Malaparte, Testori, Serao, Zavattini, Castellaneta, Bigiaretti, Natalia Ginzburg, Tomizza, Gramsci, Morselli, Bigongiari, Mario Soldati, Volponi, Bilenchi.
Chiara, Dessì, Santucci e Brancati erano doppi e ho detto che avrei ceduto i doppioni (a gratis... facciamo come con lo scambio delle figurine!). Sono libretti gradevoli, ricchi di citazioni degli autori (la cosa più utile). Un film su DVD mi costa, se va bene, 9.99 euro. Mollerò per un po' il cinema e mi dedicherò alla letteratura, per ammortizzare il corposo investimento. Tornando a casa, mi è apparso in un lampo il pensiero segreto del rivenditore: "Finalmente l'ho sbolognata via, 'sta scatola di libri, che ho caricato e scaricato inutilmente sul caminoncino almeno trenta volte!" E' proprio vero, gli affari buoni si fanno in due... viva sempre via Bergamo!
Ma non finisce qui. Quando Claudio ha saputo della mia intenzione di cedere i doppioni, è zompato sulla preda facendo un discorso talmente bello che mi ha imbarazzato: 10 (dieci) numeri della rivista FMR, praticamente nuovi di pacca!
Mi sembrava uno scambio troppo sbilanciato a mio favore. In settimana, ambasciatori e segnali di fumo. Ieri sera l'accordo è andato a buon fine a casa di Claudio. Prima eravamo andati in otto a farci una extra-pizza al Prater, poi, mentre le mogli parlavano di zie, cugini, nipoti, viaggi, Giorgio e Silvio hanno mediato fra noi. Per dir meglio: Silvio, quando ha visto che non c'erano di mezzo libri di Darwin, Lorenz, Laborit se n'è bellamente fregato, Giorgio ha imposto la giusta tangente di un mio libro sui dialetti d'Italia, ed io, oltre ai doppioni, ho ceduto le preziosissime uniche copie degli "Inviti alla lettura" riguardanti Bigiaretti, Bigongiari, Brignetti. Libraioli... siamo peggio dei fungaioli!
P.S. Le immagini è meglio ampliarle, specie quelle tratte dalle copertine FMR che sono rispettivamente (dall'alto in basso) FMR N.22 Aprile 1984, FMR N.27 Ottobre 1984, FMR N.29 Dicembre 1984.

Sigillo aureo di Federico I Barbarossa (10 agosto 1164 Pavia)
Diametro 56-58 mm Peso 20 gr Archivio Segreto Vaticano

Floris van Schooten: Tavola imbandita 92 x 116 cm
Monogrammata FVS e datata 1617 Collezione privata, Bergamo

9 commenti:

giulia ha detto...

Solimano, ti è andata proprioa alla grande. Quei libretti non sono male davvero. Qualcuno l'ho anche io: sicuramente Calvino e Gadda.
Per 8 euro poi è molto poco. Anche io vado spesso per libri che ormai nessuno vuole. Infatti, prova a venderli e vedrai che non li vogliono nemmeno gratis. Tant'è che adesso anche nei posti dove si comprano libri usati, quello che trovavi una volta non lo trovi più. Però basta cercare e qualcuno c'è. Tu l'hai trovato...
un caro saluto

zena ha detto...

(va da sè che sono invidiosissima:)))

Silvia ha detto...

E'come andar per spiagge a cercare conchiglie e trovare coralli. Poi ci vuole conoscenza per distingure un vetro levigato da uno smeraldo, ma con l'eperienza l'illusione della grande scoperta rimane patrimonio dei fanciulli. Però in questi luoghi così ricchi di idee diventate "cose" occorre grande fiuto e occhio attento per scovare delle gemme. E quando accade, è davvero festa grande.

Solimano ha detto...

Giulia, ma perché dovrei venderli? Movimento, movimento, economia di scambio, anzi, visto che siamo buoni, buonissimi, buonississimi, economia di dono!!!
La faccenda non riguarda solo il gruppo dei monzesi (monzesi... più giramondo che monzesi) ma si sta estendendo a macchia d'olio (senza fare nomi): libri di qua, DVD di là, fra un po' cominceremo con quadri, stampe, miniature, affreschi (il conducator sarà Gauss, che non abita in una casa ma in una pinacoteca). Se poi inserisco questa cosa nel giro di amici - e di amiche - di Milano, di Bologna, di Parma e di Roma, viaggeranno i TIR sull'autostrada. E si capirà che 'sti libroni e libretti sò mejo di certe frescacce uscite quindici giorni fa e che non li vuole più nessuno, anzi, non li vorrà più nessuno in saecula saeculorum. Amen.

Zena sei invidiosissima? Che bella cosa! Credevo di essere l'unico invidiosissimo della rete invece siamo in due, e non c'è due senza tre. Si accettano scommesse sul terzo che farà l'outing.

saluti
Solimano, l'invido libraiolo

Solimano ha detto...

Eccola! E' arrivata anche Silvia, che potrebbe capitalizzare sull'avviamento commerciale che stiamo creando per cedere a prezzo caro (giustamente), alcune opere minori della sua produzione disegnativa e pittorica.
Silvia, però ti racconto una cosa: la cultura serve, però bisogna essere veramente appassionati, l'opportunismo frega. Sai come era fatta la collezione d'arte di Federico Zeri? Quel meraviglioso ragazzaccio un bel giorno si disse: "Ha la collezione personale Bernard Berenson, ce l'ha Roberto Longhi? Me la faccio anch'io, spendendo quattro soldi però, non come loro". E si mise in pista fra gli antiquari e persino i falsari e siccome sapeva veramente le cose, riusciva ad individuare il tesoro nascosto sotto mentite spoglie. Si era dato un limite massimo di spesa piuttosto basso per opera acquistata. E ci riuscì. I soldi gli piacevano, sì che gli piacevano, ma se li fece con due cose che quasi solo lui era in grado di fare: i cataloghi dei grandi musei americani e il consigliori per gli acquisti di mecenati ed antiquari a livello mondiale. Intanto, qui in Italia, tutti stavano - e stanno - a scodinzolarsi l'un con l'altro.
La cultura può rendere veramente liberi e può consentire di non dover più fare i ruffiani.

grazie Silvia e saluti
Solimano

Barbara ha detto...

Eheh!
Me lo sono proprio visto il ragazzotto che gioisce perchè ha sbolognato la scatola.
Lo capisco.
Spesso capita pure a me.
Ci sono certi tomi che quando arrivano prevedi di venderli in un certo tempo, sei mesi, un anno.
Poi passano un paio d'anni e quello sempre lì, fermo. E l'occhio ti ci cade sempre più spesso. Passi davanti allo scaffale ed eccolo ancora lì, due anni, due anni e mezzo. Una spina nel fianco.
Allora dici: lo metto in vista, magari così lo vendo. Allora il libro si mette a fare il giro della libreria, nella speranza che l'occhio giusto ci cada sopra.
E tu passi dal:
-venderò questo libro
al
-maledetto fondaccio di magazzino, te ne vuoi annà?

Poi, un bel giorno, eccolo lì, il cliente che prende il fondaccio di magazzino...ehm...il libro tra le braccia, come se fosse una vecchia fidanzata del liceo.
Ah, sono soddisfazioni, e ancora non l'hai messo nel sacchetto che già con la testa pensi a quale libro mettere al suo posto.
Lo capisco quel ragazzo.
Bravo Primo!

Roby ha detto...

Delizioso il racconto bibliografico d Solimano e gustosi i commenti, fra cui quello di Barbara, che bene esprime il punto di vista di chi sta oltre il banco di vendita...

...adooooooro girellare fra bancarelle di libri usati! Poco prima di partire per Londra, l'estate scorsa, ho scovato per 5 euro una guida londinese del Touring, non nuovissima ma tuttavia atta alla bisogna. Un mese fa, invece, ho comprato per 1,50 un "Galateo per la donna moderna" del 1930 o giù di lì. Uno di questi giorni ve ne ricopio qualche brano: imperdibile!!!!

Roby

Solimano ha detto...

Barbara, ci sono parole nere, per tante persone che si dicono di sinistra: le parole bottegaio, venditore, commerciante, ad esempio.
Non si rendono conto di come stanno veramente le cose e come questi mestieri siano esposti al vento aspro della concorrenza (cosa di cui c'è assoluto bisogno, specie nel nostro paese).
Sono persone che ogni giorno devono vedere quello che succede dal punto di vista di un altro: il loro cliente. Altrimenti gli tocca chiudere la bottega.
Basterebbe andare in qualsiasi mercato rionale per accorgersi come ben prima dei vent'anni imparino qual è il cliente che può comprare e quello che fa perdere tempo.
Nel caso dei libri c'è anche la fatica fisica, perché i libri pesano e l'ho capito, quel ragazzo, ben al di là dell'ottimo prezzo che mi ha fatto, non per farmi piacere, ma perché aveva un problema che voleva togliersi... e l'affare, in fondo, l'abbiamo fatto in due!

Roby, il "Galateo della donna moderna" del 1930 (o giù di lì) è certamente di ghiotta lettura... cercherò di... non sogghignare troppo, ecco. Ho un piccolo sospetto: che sia anche spiritoso e non involontariamente, come hanno saputo e sanno essere spiritose Camilla Cederna, Natalia Aspesi, Claire Bretecher, Guia Soncini, Luciana Littizzetto, Serena Dandini etc etc etc.

grazie e saluti
Solimano

Solimano ha detto...

Ho dimenticato una cosa che credo sia interessante e che a qualcuno può essere sfuggita. Guardate con attenzione la prima immagine (quella del tirassegno), magari ampliandola. Ci sono i buchi delle pallottole, non è un tirassegno simbolico, i teteschi di Crande Cermania verso la fine dell'Ottocento facevano un bel tirassegno dipinto per festeggiare qualcuno, e poi ci sparavano contro. Probabilmente per coerenza: se non lo usi come tirassegno, che tirassegno è?

saluti
Solimano