sabato 2 gennaio 2010

"Dialogo sul Tango" (2)

annalisa6604

Nella prima "puntata" di queste riflessioni tanguere avevo pubblicato il punto:
1. Dialogo di coppia e importanza della sensibilità del ballerino
In questa toccherò il secondo e così via fino al quarto, anche se in origine la lettera-articolo non era stata pensata a puntate.
Qui considero l'effettiva capacità e la possibilità di raggiungere questo dialogo.....


2. Possibilità e capacità di raggiungere il dialogo

"Va da sé che per dialogare, farsi comprendere, saper ascoltare e rispondere si deve essere non solo padroni degli elementi linguistici, ma si deve anche essere in grado di saperli adattare alla situazione contingente e di poterli trasmettere; così, anche nel tango si deve certamente acquisire una padronanza di passi e figure, ma anche e soprattutto essere in grado di saperli adattare alla situazione musicale e di comunicarli al proprio interlocutore, vale a dire alla propria partner, che a sua volta deve sapere rispondere e continuare a dialogare, cercando di esporre le sensazioni che la musica le suscita senza tuttavia poterle tradurre in creazione.

Ed è su questa ultima considerazione (“senza tuttavia poterla tradurre in creazione”) che vorrei soffermarmi brevemente, per far capire come, per una ballerina, sia molto più difficile dialogare, se il partner non è in grado di instaurare questo stato colloquiale, ossia:

. se non riesce a usare gli opportuni codici verbali (passi o figure);
. se non ha un sufficiente grado di spontaneità (improvvisazione ed orecchio musicale);
. se non è in grado di trasmettere (marcation);
. se non è capace di ascoltare e adattare la risposta (sensibilità).

Al primo e al terzo punto si può sempre porre rimedio con corsi, suggerimenti, critiche, filmati da cui imparare nuovi passi o combinazioni, affinare la propria capacità di marcation: ma se un uomo non ha orecchio musicale, e soprattutto non possiede questa sensibilità interpretativa della risposta della partner, non si riesce più a dialogare, e si introduce un monologo o un discorso preparato.

E'come rispondere a una domanda imponendo una frase preparata in anticipo, studiata a memoria senza ascoltare la risposta (ossia senza adattarsi anche alle sensazioni che la musica suscita nella donna) o senza adattarla al contesto (cioè alle variazioni musicali)."


8 commenti:

Solimano ha detto...

Annalisa, come forma mentis, faccio fatica a vedere il tango - e qualsiasi danza a due - come se non ci fosse un rapporto in qualche modo erotico fra i due che ballano. Sarà anche perché ballando ho trovato moglie (detto fra noi, non sapevo ballare). Su questo tema inserirò un commento sul primo post del tuo "Dialogo sul tango".

Qui mi interessa un altro aspetto: la differenza che stabilisci fra l'uomo e la donna, come se non fossero alla pari, e le responsabilità del mancato decollo fossero prevalentemente dell'uomo. Perché?

Sono invece del tutto d'accordo sul salto di qualità fra grammatica e sintassi, chiamiamole così: è vero per ogni forma di comunicazione.
Ci sono persone che conoscono perfettamente tutte le regole (compresi i trucchi retorici), eppure, se leggi quello che scrivono, alla seconda riga hai già voglia di fare altro, per cui la gerarchia io la vedo così:

-prima la persona
-poi la scrittura
-poi la cultura

La cultura è importante, non si finisce mai, di curiosare e di imparare, ma, se vogliamo guardare le cose come stanno, dobbiamo partire dalla nostra esperienza individua, e c'è una parola difficilmente definibile, bellezza, che sta al primo posto. In tutto.

E non parlo del tanto bello che puzza, che è peggio del brutto, che almeno ha una sua soda genuinità.

Il mio discorso è più confuso che chiaro, ma tu l'esperienza ce l'hai.
L'esperire è la chiave che apre la porta della stanza del capire.

grazie Annalisa e saluti
Solimano

Roby ha detto...

Lo dichiaro pubblicamente: sono negata per il ballo, ma affascinata da coloro che sanno ballare. Il discorso del "dialogo" mi ha intrigato: conosco una coppia non proprio ben assortita, nè caratterialmente nè fisicamente (lei alta e magra, lui di media statura e tarchiato) che tuttavia ballando dimostra di "dialogare" benissimo. Tanto che, guardando un video che li ritraeva con altri partecipanti a una serata danzante, ho fatto fatica a riconoscerli...

2010 saluti da

Roby

annalisa6604 ha detto...

Solimano il tango è un ballo che nasce prettamente "maschilista"...prima tra i portuali e poi nei postriboli di BuenosAires....ma non sto a dilungarmi in questa sede sulle sue origini o presunte origini perché sono molto discusse....e la conduzione del ballo, dei passi, delle figure è sostanzialmente compito dell'uomo che "marca" alla donna (detta appunto seguidora). Comunque riguardo sia alla "sensalità" che alla responsabilità maschile forse tutto ti sarà più chiaro alla fine....mancano due punti....o almeno lo spero. Ritornando al tuo concetto di ballo come "rapporto erotico", è abbastanza tipico per coloro che non praticano o non abbiano una vera passione per il ballo vederne principalmente o solo l'aspetto erotico.
Nell'immaginario collettivo il ballo è un "mezzo" per entrare in contatto più diretto o intimo con un partner e non per sperimentare insieme un "dialogo" solo improntato sul raggiungimento di un'intesa musicale e di danza.
Davvero spero con i prossimi due punti di riuscire a far capire questa interpretazione della danza, in questo caso del tango, slegata da stereotipi o luoghi comuni.
Grazie a te per il tuo commento
un caro saluto
Annalisa

Silvia ha detto...

Scusate se banalizzerò, quale mediocre ballerina di liscio.
Ritengo che ogni ballo che venga eseguito in coppia, debba ricevere un'attenzione particolare riguardo la capacità di comunicazione da parte di entrambi i partner, perchè non è mai solo questione di tecnica. Questo, dato a mio avviso, dalla forte fisicità che i balli di coppia prevedono. Non mi pare così per la danza classica, anche se i ballerini si trovassero uno sopra l'altro, ma questo è un altro discorso. Il tango poi, a differenza del valzer inglese, o della mazurka o della polka, (quest'ultima la preferisco liscia) prevede una fusione di mente e corpo non facili da ottenere, perchè è un ballo libero,senza schemi predefiniti. E' un ballo che va "sentito", dove da una qualche parte occorre "agganciarsi", legarsi per trasmettere all'altro le proprie intenzioni. Rifacendomi al commento che mi hai lasciato nel post precedente, e che in parte condivido, continuo a credere tuttavia che questo sia un ballo da fare preferibilmente col proprio compagno, perchè credo che faccia scattare passioni fulminanti.
Se io riuscissi ad ottenere con un uomo, ciò che hai elencato in questo post,mi innamorerei perdutamente. Se a questo si aggiungesse che è anche capace di muoversi meravigliosamente i giochi sarebbero compiuti.
Preferirei litigare col mio compagno perchè gli ho pestato i piedi, piuttosto che guardarlo con occhi diversi perchè non in grado di eseguire un passo doble.
Questo perchè non sono una ballerina professionista, perchè non ballo da mane a sera e perchè non ho cambiato centinaia di ballerini e tutti capaci. Eppure sono convinta che anche in possesso di tutta la tecnica del mondo e di fronte a ballerini con gli attributi, non con tutti ballerei allo stesso livello, perchè così avveniva anche nelle balere che ho frequentato. Già da come un ballerino ti cinge la vita sai dove andrai a parare, già dal primo passo che muove, con che decisione, con che padronanza del corpo, sai già se ci ballerai anche una seconda volta oppure no. Già percepisci la compatibilità fisica. E tra i tanti coi quali balli bene ma non vai oltre il divertimento, arriva prima o poi, quello che comprendi sembra fatto apposta per te.
Ecco, io preferirei che quello fosse il mio uomo, della cui fisicità già sono innamorata. Per cui è sufficiente avere un compagno con orecchio musicale, che per il resto, con tanta pazienza, si possono ottenere degni risultati.
Per divertirsi, stuzzicarzi e avere un momento di condivisione in più.

annalisa6604 ha detto...

Silvia hai perfettamente ragione quando dici che ".....non con tutti ballerei"
Al di là degli aspetti "linguistici e tecnici", il tango non
solo è una metafora potente della relazione uomo/donna, ma svela la vera sostanza di ciascuno ballerino/a. Appena si acquisisce un minimo di esperienza, si sa che quando si balla per la prima volta con qualcuno, già ci si è messi a nudo e già spietatamente si sa, si sente, se il corpo dell'altro c'è, se ci può accogliere, se possiamo fidarci, sai se l'altro ti darà o ti userà....lo si capisce subito......e non a caso è difficile iniziare a ballare con chi non si/ci conosce.
In un mondo che ha rinunciato a sentire e conoscere le emozioni,
rassegnandosi alle leggi del controllo, della razionalità, o peggio, del cinismo, i tangueri ci provano ancora a incontrare l'altro, anche se un altro un pò idealizzato, fantasticato: il ballerino ideale, la ballerina ideale.
Ma di questo aspetto emotivo parlo nei prossimi punti.....l'averlo spezzettato in 4 punti è stato un tentativo per renderlo più "leggero" che ha però compromesso la continuità e lo lascia un pò monco.
Grazie per il tuo commento che ha sicuramente anticipato le considerazioni future.....anche se, lo sottolineo ancora come ho fatto all'inizio, in questo articolo/lettera destinato a un tanguero, sono considerazioni più tecniche che emozionali.
Un saluto
Annalisa

Anonimo ha detto...

Qui lo dico e lo confesso: amerei moltissimo imparare il tango.
Intanto 'gusto' con piacere grande queste riflessioni tanguere, per me vere e proprie finestre socchiuse sull'ignoto.
Grazie grazie.
zena

Silvia ha detto...

Attendo le future puntate Annalisa:)

Zena io sono convinta che fin dai primi rudimenti, in coppia col tuo magnifico Cavaliere, sareste in grado di emozionare.
Lo dico davvero, perchè è l'INTESA che conta, alla base di un ballo del genere.
Sempre che abbiate orecchio però...:)*

mariella ha detto...

Seguo lezioni di tango da 1 anno e mezzo circa e trovo incredibilmente appassionante l'abbandono consapevole della ballerina al ballerino e una musica che io considero 'raffinata' per la gestualità che consente a chi balla il ango ed 'erotica' per le milonghe.
Maris