martedì 1 dicembre 2009

La moglie di Putifarre (2)

Solimano



Nel mio post "Procaci andate in bicicletta...", ho inserito in chiusura due immagini dell'episodio biblico della moglie di Putifarre. Il tema è singolare, per un libro come la Bibbia: una donna che tenta di sedurre un uomo più giovane di lei. Oltretutto la donna è la padrona e il giovane è un servo.
Ci ho preso gusto e scriverò tre post (non di seguito...) puntando, come mio solito, sulle immagini, che spesso dicono di più delle parole. Le donne della Bibbia, che non sono molte, hanno tutte qualcosa a che fare con la cosidetta sfera del sesso: Giuditta, Dalila, Susanna, Betsabea, Ester... Eva, a pensarci bene. E le figlie di Lot.... Anche Agar, Lia e Rachele vanno considerate, senza dimenticare che oltre al sesso è in gioco un aspetto talmente usuale nella Bibbia che rischiamo di non accorgercene: il potere in una società patriarcale. Il non desiderare la roba d'altri è perfettamente simmetrico al non desiderare la donna d'altri. Roba-donna, donna-roba.
Eppure.
Questa situazione di soggezione, di minorità, di cosalità, ha un contrappasso, quasi una vendetta: gli uomini della Bibbia, visto uno, li hai visti tutti; le donne hanno personalità diverse, variegate, che si prestano a singolari interpretazioni. Non credo che gli artisti, nei secoli, abbiano creato tante immagini differenti di donne bibliche solo per l'occhio cupido di mecenati spesso più influenti che colti. Potrebbe essere che certe ragioni soffocate, non espresse, siano divenute quell'inesprimibile che diviene stimolo alla creatività. Un ragionamento analogo lo si può fare per la mitologia greca, tanto più vasta e libera della mitologia biblica, quindi forse meno generatrice di stimoli di questi tipo.
L'episodio della moglie di Putifarre (di cui non sappiamo nemmeno il nome) è un episodio secondario, quasi minimo, con aspetti in fondo ridicoli. Fatto sta che in contesti assai diversi gli artisti l'hanno personalizzato, avendo a disposizione pochi elementi: una donna vogliosa, un giovane che fugge, un manto che rimane nelle mani della donna.
Inserisco qui il testo biblico, su cui mi prendo due libertà: elimino i numeretti posti all'inizio dei brevi paragrafi e inserisco qualche a capo.

Genesi 39,6-20
"Così Potifar lasciò tutto quanto aveva nelle mani di Giuseppe e non si preoccupava più di cosa alcuna, tranne del suo proprio cibo. Or Giuseppe era bello di forma e di bell'aspetto. Dopo queste cose, avvenne che la moglie del suo padrone mise gli occhi su Giuseppe e gli disse: «Coricati con me».
Ma egli rifiutò e disse alla moglie del suo padrone: «Ecco, il mio padrone non si preoccupa di quanto ha lasciato in casa con me e ha messo nelle mie mani tutto quanto ha. Non c'è alcuno più grande di me in questa casa; egli non mi ha proibito nulla tranne te, perché sei sua moglie. Come dunque potrei io fare questo grande male e peccare contro Dio? ».
Nonostante il fatto che lei ne parlasse a Giuseppe ogni giorno, egli non acconsentì a coricarsi con lei né a darsi a lei. Un giorno avvenne che egli entrò in casa per fare il suo lavoro, e non vi era in casa nessuno dei domestici. Allora ella lo afferrò per la veste, e gli disse: «Coricati con me». Ma egli le lasciò in mano la sua veste, fuggì e corse fuori.
Quando ella vide che egli le aveva lasciato in mano la sua veste e che era fuggito fuori, chiamò i suoi domestici, e disse loro: «Vedete, egli ci ha portato in casa un Ebreo per prendersi giuoco di noi; egli è venuto da me per coricarsi con me, ma io ho gridato a gran voce. Come egli mi ha udito alzare la voce e gridare, ha lasciato la sua veste vicino a me, è fuggito ed è corso fuori».
Così ella tenne accanto a sé la veste di lui, finché il suo padrone non fu tornato a casa. Allora ella gli parlò in questa maniera: «Quel servo Ebreo, che tu ci hai portato, è venuto da me per prendersi giuoco di me. Ma come io ho alzato la voce e ho gridato, egli ha lasciato la sua veste vicino a me ed è fuggito fuori».
Così, quando il suo padrone udì le parole di sua moglie che gli parlava in questo modo dicendo: "Il tuo servo mi ha fatto questo!" si accese d'ira. Allora il padrone di Giuseppe lo prese e lo mise in prigione, nel luogo dove erano rinchiusi i carcerati del re. Egli rimase quindi in quella prigione".

Le immagini sono abbastanza sorprendenti, come minimo curiose.
In alto, si tratta di una piccola pergamena (31,8 × 25,8 cm) della fine del secolo VI. E' conservata nella Biblioteca nazionale di Vienna, difatti lo sconosciuto autore viene chiamato "Meister der Wiener Genesis". La pergamena è per metà scritta e per metà dipinta. Ho inserito l'immagine di tutta la parte dipinta mettendo sopra il particolare con la moglie di Putifarre, Giuseppe e il terzo personaggio, che non manca mai. Non è Putifarre, è il manto che costituisce la prova d'accusa contro Giuseppe.
Sulla destra del testo biblico c'è l'immagine del particolare di un dipinto persiano custodito al Cairo. Si chiama "Yusef Zuleykha" ed è stato eseguito nel 1488. Sì, perché l'episodio della moglie di Putifarre c'è anche nel Corano...
Due immagini chiudono il post.
Nella prima si tratta di un bassorilievo gotico della Cattedrale di Meissen nella Sassonia. Non ho la datazione esatta; possiamo ipotizzare che sia stato eseguito verso la fine del Trecento.
Nella seconda c'è una rappresentazione lignea: il dettaglio di uno stallo della Cattedrale di Amiens. E' stato eseguito fra il 1508 e il 1519.



8 commenti:

Silvia ha detto...

Arrivo tardissimo. Lo leggerò domani con calma perchè m'interessa molto visto che ormai io e questa signora abbiamo un'intesa straordinaria:) Buona notte Solimano.

zena ha detto...

C'è che un'offerta rifiutata rischia sempre di 'far agro il miele', diceva una vecchia saggia di casa mia:)

Bello! Solimano qui si attende il seguito di immagini e parole.

alberto ha detto...

è andata bene a Giuseppe,
se l'è cavata
con un po' di galera:
niente freezer
dove conservare
le tracce organiche
sicuramente presenti sul mantello,
qualche difficoltà
per la prova del dna.
e meno male che non c'era la Sciarelli

Solimano ha detto...

Siamo appena agli inizi, con la moglie di Putifarre.
Le tre immagini iniziali hanno in comune la totale assenza di sensuosità, sensualità, chiamiamatela come volete.
Sembra che l'interesse primario della signora sia rivolto al manto.
Non credo che Silvia abbia un'intesa straordinaria con la moglie di Putifarre, magari un po' di simpatia per questa povera donna che sa dire solo "Coricati con me"... e lo ripete, per giunta.

Ha ragione Zena, una offerta rifiutata rischia di 'far agro il miele' anche se forse non sarebbe il peggio: scatta la molla della vendicatività cronica, per questo si dice che è un piatto freddo. Ma chi dice che la miglior vendetta è il perdono credo che sia fuori strada. La miglior vendetta è quella umorale, a caldo... altrimenti, con la cronicità, la vendetta diventa autolesionismo: si sta male, ad essere vendicativi, non si riesce più a voler bene a nessuno, tanto meno a se stessi.

Alberto, tu metti in dubbio ciò che dice il libro? Il casto Giuseppe sarebbe passato a vie di fatto? Investighiamo sul manto, tracce organiche e dna ci aiuteranno. Lo dicevo che è il manto il personaggio principale. Anche se... anche se... tutto si svolge in Egitto... a cosa serve un manto in Egitto, col caldo che fa? Approfondiamo.

saluti
Solimano

Solimano ha detto...

Ho trovato un bassorilievo gotico sassone e l'ho inserito sopra lo stallo ligneo franco.
Ma soprattutto mi risulta che in trascrizioni medievali della Torahe la moglie di Putifarre non è più una illustre sconosciuta, ma ha un bel nome: Zuleykha. Ce l'avevo sotto gli occhi: nel titolo del dipinto persiano figura proprio quel nome.
Zuleykha è viva e combatte con noi! Vedremo le sue prossime imprese...

saluti
Solimano

Giulia ha detto...

Le immagini davvero raccontano benissimo ciò che è nel testo.
Molto bello, Solimano

Solimano ha detto...

Giulia, pensa a quanto sia ancora scarso l'utilizzo delle immagini per camire meglio fatti, storie, favole libri. Naturalmente al di là del proliferare generalmente grossolano della TV. Si è andati avanti con una visione generalmente estetizzante, quando il primo punto è capire cosa sia rappresentato in affreschi, tavole, tele, miniature. Ma quando venivano fatti non era così: era la prima cosa che guardavano e avevano ragione.

grazie Giulia e saluti
Solimano

Silvia ha detto...

Ho simpatia per questa figura Solimano, in quanto ha l'ingrato compito, come spesso accade alle donne, di rappresentare le pessime abitudini e i turpi pensieri. Uomini sì belli, onesti, acuti e probi contrapposti a femmine false, lussuriose, tentatrici e ingannatrici. Eva per prima.Insomma questi uomini così noiosi fanno fare il lavoro sporco alle loro donne.
Un po'comodo, mi sa.