sabato 21 novembre 2009

Piccoli parti

mazapegul



Finiscono oggi le settimane più intense del semestre, quindi dell'anno: esamini di metà corso per trecento studenti, più le lezioni che continuano, la moglie col suo lavoro di due giorni a settimana a Napoli e qualche impegno politico, perché non ci si può mai eclissare completamente. In più, ho avuto la ragionevole pretesa di passare sempre del tempo con le figlie e quella meno ragionevole di dedicare un angoletto di ogni giorno (o notte) all'attività di ricerca.
La novità di queste settimane, comunque, è che siamo riusciti a far partire l'associazione culturale a cui pensavo da molti mesi. Riconosco volentieri che mi sono state utilissimi i resoconti di Solimano, così come le sue analisi più teoriche sull'importanza del prepolitico, di come tenere insieme la gente, di come porsi degli obiettivi. Lezioni che ho cercato di assimilare e interpretare, o dimenticare, seguendo il corso delle cose e la particolare alchimia di persone che avevo di fronte.
L'associazione, denominata ier l'altro con voto a scutinio segreto Incontri, vorrebbe avere come cifra primaria quella del volontariato culturale. In particolare, vorremmo occuparci di attività educative in senso lato, oltre che delle attività di cui si occupano altre associazioni culturali della zona. Mia moglie ha iniziato un corso di "italiano come seconda lingua" rivolto a figli di immigrati. Un'altra ragazza cerca di metter su un corso simile rivolto soprattutto alle casalinghe arabe; quelle che -nella loro maggior parte- passano la vita tra la casa e loro connazionali, e imparano poco o punto italiano. Io ho concordato con il dirigente scolastico una serie di quattro incontri su "giochi di carta&penna" per ragazzi tra i nove e gli undici anni. Due giorni fa ho scoperto con raccapriccio che il mio modesto laboratorio aveva avuto iscrizioni per ben più dei dieci-quindici bambini che avevo messo in conto. C'erano state più di sessanta iscrizioni e stamattina avevo nella mensa scolastica oltre cinquanta bambini armati di quaderno e matita.
Alla fine me la sono cavata. Merito dei ragazzi, soprattutto, che sanno come comportarsi di fronte a un estraneo, e delle loro tre insegnanti che sono venute ad aiutarmi: intelligentemente, usando niente di più che la loro presenza e la partecipazione al gioco. Dopo un'ora e mezzo di giochi, indovinelli e partite, ho annunciato che mancavano due minuti e che era ora di salutare. Nessuno ha alzato gli occhi dal quaderno su cui stava giocando a tris col compagno. Mi sono sbracciato, ho fatto un salto, ho urlato e, finalmente, sono riuscito ad avviarli verso i genitori in attesa.
La sorpresa è stata vedere che uno dei punti forti della mia esposizione, un trucco legato ai labirinti, è stato anticipato da una bambina che, alla domanda "secondo voi come si fa?" ha alzato la mano e mi ha rubato la risposta, che credevo nessuno potesse indovinare. E' una bambina timida e minuta dal nome islamico e dal faccino forse pachistano (ma potrei sbagliare).

PS L'associazione pare aver intercettato una diffusa domanda d'impegno, così partiamo con una configurazione deluxe, per così dire; pur avendo io (seguendo Solimano) ristretto le adesioni iniziali a quelli che hanno delle attività in corso o in via di progettazione. Il lusso consiste nell'avere un informatico come webmaster (il sito partirà la prossima settimana, in stile quantomai monzese, per così dire); una grafica, di cui vedete sopra un'ipotesi di logo; diverse insegnanti che hanno un particolare sbuzzo, senza cui l'associazione sarebbe nata paralitica; una sinologa, un astrofisico, un'esperta di Orhan Pamuk... E siamo solo all'inizio. [Molte di queste risorse avrei volute impiegarle anche nel PD, ma non c'è stato mai verso di convincere il resto del gruppo dirigente che i vantaggi superavano, e di gran lunga, i rischi].

3 commenti:

Solimano ha detto...

Mah! Dico mah come prima considerazione perché, Màz, con gli impegni che hai, ti converrebbe chiedere un anno sabbatico (ammesso che esista e ammesso che te lo diano).
Fra l'altro qualche teorema mostrerebbe il capino o quanto meno qualche congettura, seppur picciola.

Seconda considerazione, sul dimenticare ciò che dice Solimano (quel desso son io!). Concordo assolutissimamente, e non per umilismo falso e bugiardo in generale, ancor più nel mio particulare. Perché le idee, gli stimoli, le stradicciole, tutto va indossato nella propria situazione personale e di habitat e di priorità. Ognuno deve commettere in santa pace gli errori suoi, così da errante si muta in viandante.

Però mi sembra che l'aria sia buona, che ci siano bisogni ed esigenze precise, che persone motivate partecipino, tenendo ben presente che il blog o il sito è un corollario di quello che si fa, non viceversa.

Il passaggio dall'etica della testimonianza all'etica della responsabilità parrebbe il quadro, ma in rete attualmente è peggio: l'etica è quella del piagnisteo e del lamento, altro che testimonianza. Se così fosse, piuttosto che piagn-anestetizzare (neologismo orribile ma aderente), sarebbe bene trovarsi un blog di puro cazzeggio: ne ho trovato due in questi giorni, entrambi ad alte visite e quasi quasi mi ci butto come un pesce baleno. Meglio il cazzeggio, magari non sbracato, che leggere per l'ennesima volta che Berlusconi è brutto e cattivo e che o tempora o mores e che mettiamoci all'ombra della nostra umbratilità. Basta basta basta, con questi complessi di superiorità nullafacenti, alla meno siamo meglio stiamo.
Secondo me è più facile che vada bene a Dozza che a Monza.

grazie Màz e saluti
L'umbricio Solimano

mazapegul ha detto...

Solimano: la buona notizia è che, persi quattro chili in pochi mesi, posso ora tronare a mangiare, dormire un pò di più e anche scrivere in assoluta libertà su questo blog, che è uno dei miei riposi preferiti. Non sono uno sgobbone, ma ogni tanto mi ritrovo con degli stracarichi di impegni (spesso perché li ho presi senza far lo sforzo di calcolare quelli presi in precedenza) superiori di molto alle mie forze. Poi arriva il down, tipicamente a primavera (quando avrei il tempo di fare ricerca sul serio e il cervello, invece di accelerare, si spegne lentamente).
[I sabbatici esistono ancora, ma noi analisti d'ingegneria siamo troppo pochi e non li si può prendere].
Il "dimenticare" l'ho scritto apposta: per dimenticare, bisogna prima aver letto e ponderato attentamente. Dimenticare, non ignorare. Di fatto, ho fatto liberamente uso di gran parte di ciò che al riguardo hai scritto (ho dimenticato poche cose, che ricorderò al momento opportuno). Una regola che ho imposto (sperando che venga seguita) è: nel sito dell'associazione, nessun riferimento all'attualità spicciola (a quella minuta sì, invece). Non voglio battaglie sulla Croce: se proprio uno ne vuole parlare, che parli dei crocefissi del '200. Nessuna concione sull'Unità nazionale, ma porte aperte alle proprie esperienze di tale unione o disunione. E si può sempre parlare di Mazzini. E così via, imparando dall'esperienza che io e te abbiamo in comune, anche filtrata dalle tue sempre preziose considerazioni teoriche.
Tornerò su tutto questo.
Ciao,
Maz

Solimano ha detto...

Màz, a volte mi chiedo chi me lo fa fare con la mania del multiblog fatto in un certo modo, cioè non come sistema delle cassettine, che ce ne sono millanta che tutta notte canta, ognuno pensa ai fatti suoi e festa finita, niente discussioni e niente problemi.
Perché ho raccolto molti dispiaceri, con la mia impostazione, tutta con l'empatico-dialettico. Li ho raccolti nel blog del cinema, qui e sul Nonblog, recentemente.
Potrei starmene accucciato nel blog del cinema, che è come dei BOT ad alto rendimento: due post alla settimana e via. E mettere a posto la mia biblioteca.
E' che quando funziona (e capita che funzioni, specie adesso) Stanze all'aria trovo che sia un posto che non ha molti confronti, specie adesso in cui per mia fortuna faccio il guest con un po' di bidellaggio, scritturando qualcuno che secondo me ha la sua da dire.
Fare il re travicello è molto più facile che fare il cavallo che tira sul morso, ma mi annoierei, e smetterei nel giro di un mese: c'è sempre qualcos'altro da fare, al posto di annoiarsi.
Tutto per dire, Màz, che le delusioni arrivano e fanno male. Il punto è se abbioccarsi o andare avanti (non tirare avanti). Ricordarsi che la prima cosa è l'autogratificazione, non l'essere gratificati dagli altri.

grazie Màz e saluti
Solimano