mercoledì 5 agosto 2009

Anteprima gattesca

Solimano

gatto gasato che prova una posa


Alla Biblioteca di Lissone ho trovato casualmente un libro di Ronald Searle: "Tipologia dei gatti" 1990 Glénat Italia Milano. Non lo conoscevo. Ci sto lavorando perché vorrei scriverci un post per i Fumetti 2009.
Però mi va di mettere tre immagini qui, e sotto le immagini le didascalie italiane. Mi piacerebbe trovare -prima o poi- quelle inglesi, nel libro originale che si chiama "Searle's Cats".
Si vede che Searle i gatti li conosce bene, ma attraverso la gattità descrive anche un altro tipo di animali: gli esseri umani. Ci si riconosce nei gatti di Searle, ci ci sente toccati sul vivo.

esausto gatto sultano che considera i vantaggi della monogamia


Ronald Searle ha avuto una vita allegra e tragica. Qualcuno avrà visto il vecchio film "Il ponte sul fiume Kway". Searle era tra i prigionieri inglesi che furono costretti dai giapponesi a costruire quel ponte. Ne crepavano ogni giorno per la fatica e per le febbri tropicali. Anche per questo Searle sa essere così pungente, grottesco, quasi cinico, ma penetrante. Fresco come un vento che rasserena.

raro gatto repellente sbigottito da un gesto d'affetto


6 commenti:

annarita ha detto...

Deliziosi, mi hai fatto venire in menti i coniglietti suicidi di Andy Riley. Quasi quasi chiedo in prestito i due volumetti a mio figlio e ci scrivo un post per la vista dei fumetti...
Salutissimi, Annarita

Melinda ha detto...

Solimano, con la storia del fiume Kway sollevi un problema: quante volte la pesantezza della vita non ha fermato la leggerezza della scrittura (o del disegno)? E mi vengono in mente Calvino, Ariosto e Cervantes.
Poi ci penso su un attimo, e mi chedo se non sia più l'eccezione, che non la norma, la pesantezza dello scrivere (e del disegnare). Se questa pesantezza non sia, cioè, un lascito del realismo cristiano, diventato poi la norma nell' Europa occidentale, e quindi -nel XX secolo- in tutto il mondo.
Detto ciò in margine ai tuoi gatti, che sono l'unica cosa che conta, in questo momento.
Un caro saluto,
Maz

Solimano ha detto...

Annarita, se hai un buon scanner, perché no? La vista logica Fumetti 2009 vorrei che superasse come numero di post sia i Fumetti 2007 che i Fumetti 2008.
Mi dispiace che quei coniglietti siano così autolesionisti.

Màz, condivido la tua osservazione sulla leggerezza nella scrittura. Ci aggiungerei due nomi forse inattesi: Italo Svevo con La coscienza di Zeno e Carlo Emilio Gadda con l'Adalgisa. Due situazioni personali difficili, eppure, quanta ariosità!
Sull'osservazione riguardo il realismo cristiano, l'esempio più evidente è quello del Manzoni, che intellettualmente le ha provate tutte per cercare la seriosità, ma il pregio massimo ne I Promessi sposi è costituito dai personaggi di stile medio, a partire da Don Abbondio fino ad arrivare a Donna Prassede.
D'altra parte, se chiedi in giro i dieci film più importanti e belli nella storia del cinema, nessuno ci inserirà Trouble in paradise di Lubitsch e Sorrisi di una notte d'estate di Bergman.
Con la seriosità i pedanti ed i pulpiti vorrebbero imbraghettonare la vita, per ridurla alle loro ragioni: puoi fare quello che vuoi, tranne quello che ti dà piacere, dicevano i puritani.
L'obiettivo della seriosità è il controllo sociale.
Maz, ho letto che adesso parti per due settimane, ma spero che tu ci sia ai primi di settembre, quando faremo una discussione necessaria: se proseguire oppure no (parlo de Il diario in rete, Stanze all'aria andrà avanti di sicuro). Se intanto tu mediti sui pro e contro è meglio. Io ci sto riflettendo da una settimana.

grazie e saludos
Solimano

mazapegul ha detto...

Solimano, daccordo su Manzoni e su Svevo. Di Gadda non ho letto l'Adalgisa. Non ho ancora scelto la lettura della vacanza: se domani mattina lo trovo nella mia incasinata libreria, lo prendo con me.
Leggerò la discussione al mio ritorno, o forse anche durante le vacanze (mia moglie ha una magica chiavetta Vodafone, forse la porta dietro). Intanto ci penso su in raminga solitudine, tra un pannolino e un gelato rovesciato sui pantaloni.
Ciao,
Maz

Solimano ha detto...

Molti brani lunghi de L'Adalgisa si trovano sul sito di Edimburgo dedicato a Gadda, che è fra i siti consigliati del blog del cinema.
Un po' macchinoso da girare, ma quando si arriva nell'agognato porto Ah! Ah! Ah!
A parte il racconto titolato appunto L'Adalgisa, consiglio il primo: "Quando il Gerolamo ha smesso" e "Un concerto di centoventi professori". Una goduria per tutti, ancor più per chi conosce Milano. E leggete le note, le note dell'Adalgisa!!!
Nel racconto dice ad esempio:"... abitava in Via Manzoni" e a fondo pagina c'è la nota: "Alessandro Manzoni, scrittore italiano".
E solo Gadda poteva trovare l'aggettivo giusto per gli integrali: "riccioluti". Ebbene sì.

Riguardo ai gatti di Searle, oggi ho messo il pattuglione dei gatti nei Fumetti 2009 del blog del cinema. Ma questi tre non li ho messi, restano solo qui. Altrimenti si tratterebbe di un palese caso di conflitto di interessi.

saludos
Solimano
P.S. Qui fa un caldo boia, e quando fa un caldo così a casa mia, la gente sviene per strada.
P.S.S. E com'è la natura, secondo il ragionier Carlo Biandronni, che sposerà l'Adalgisa? "Inscì granda!" "Inscì infinida!". Il ragioniere è un entomologo provetto e della sua cattura dello scarabeo stercorario con relativa pallottola di sterco ne parlano ancora in via Brera e in via Brisa.
Però l'Adalgisa non apprezzava questa passione del suo Carlo e li chiamava burdok, spregiando i nomi di Linneo.

Ermione ha detto...

Sono tornata ora dalla Corsica ed ho trovato tantissime belle cose qui; per adesso mi sono soffermata, estasiata e divertita, su questi bellissimi gatti. Hai ragione, Solimano, Searle conosce benissimo i gatti e si vede dagli atteggiamenti e perfino dalle facce; ma conosce bene anche gli uomini. Su Gadda, ahimè, non sono mai riuscita ad andare oltre le prime dieci pagine, lo confesso con un po' di vergogna, ma mica poi tanta. Quel genere di scrittura non mi piace, mi dà anzi un certo fastidio. Ma non si deve mica leggere tutto, no?
A presto.