lunedì 8 giugno 2009

Seduzioni

zena

L’avete vista la luna ieri sera , quella delle nove, per capirci?
Bassa e rotonda, di una pienezza arancio, in quel bel grigio blu che sa prendere il cielo, ogni tanto.
(E’ un nostro vecchio vizio tener dietro alla luna, finchè non se la mangia qualche bosco di pioppi o qualche nube).

Si era usciti a cena, per tenerci su.
La notte è lunga, si diceva: non si è capaci d’aspettare la mattina, per sapere le ‘magnifiche sorti’ poco progressive di questo Paese, che ci sfugge come un tuorlo d’uovo, rotto il guscio.

Bene, conciliati alla vita da certe tagliatelle saporite, all’uscita ci troviamo la luna in tutta nitidezza. E allora la si segue: che altro si può fare?

L’abbiamo persa all’altezza di Stellata: non c’è posto migliore per perdere la luna e per trovare l’argine, disposto ad accompagnarci a casa.

Io vorrei sapervi raccontare il senso di pace che si respirava, col Po tirato a specchio, quasi la luce fosse finita tutta lì.
E poi, riemersa dopo tanta piena, una lingua di terra in mezzo al fiume, con certi cespugli snelli in fila indiana, appena un po’ più curvi.
Una canoa di alberi.
Scura scura.
Immagine di resistenza silenziosa.

P.S. Nell'immagine, La Luna di Agostino di Duccio c.1456 Tempio Malatestiano, Rimini.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Che bella luna trionfante!
Grazie Solimano:)
Come sempre...
zena

Solimano ha detto...

Zena, la Luna di Rimini è la dea Diana, e così infieriva papa Pio II contro Pandolfo Malatesta e quindi anche contro lo scultore Agostino di Daccio: "Aedificavit tamen nobile templum Arimini in honorem divi Francisci; verum ita gentilibus operibus implevit ut non tam Christianorum quam Infidelium daemones templum esse videretur" (Costruì un nobile tempio a Rimini in onore di San Francesco; ma lo riempì di tante opere pagane che non sembra un tempio di cristiani ma di infedeli adoratori dei demoni).
L'amore di Diana per Endimione è una delle più belle Favole Antiche, miti freschi più di tante chiassate odierne, tutti piccoli miti con data di scadenza ravvcinata. Ma pericolosi. Non c'è niente di peggio di un cattivo mito, e oggi siamo pieni, di miti cattivi.

Una passeggiata sotto una bella Luna (che sa anche nascondersi), aiuta a recuperare il nostro Sé. E' il primo passo, ma è indispensabile. Se si ha un centro, qualcosa si può fare, altrimenti ci si agita e basta.
Senza scoraggiarci, perché la tentazione c'è, quando in un paese come l'Olanda il partito xenofobo supera il 15%.

grazie Zena e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Esatto. E'l'Europa tutta a destra che mi preoccupa. Ma non dispero.
Anche se ieri sera non ho visto la bella luna, e non ho mangiato nemmeno buone tagliatelle:)

giulia ha detto...

"Io vorrei sapervi raccontare il senso di pace che si respirava", lo sai raccontare benissimo, cara Zena, e leggendoti ho goduto con te di questa pace. Almeno la luna sia trionfante come nella bellissima immagine di Agostino di Duccio, perchè noi siamo in mano ai "lupi".
Ma prima o dopo riusciremo a far fronte a questa ondata di xenofobia. Anzi cominciamo subito con le nostre povere forze, che se aspettiamo i partiti, poveri noi...

Per ora mi godo questo tuo passare "lieve" in stanza all'aria.
Grazie per i doni che ci fai

Un abbraccio

Solimano ha detto...

Oh là! Adesso sono riuscito a piazzare l'immagine in modo che le righe di testo non invadano né sopra né sotto. Piccole gioie di vita blogghiera...
Ma in questi giorni, le gioie (sebben piccole) è bene procurarsele, sennò i singhiozzi li sentono anche due piani sopra.

saludos
Solimano

Ermione ha detto...

i capisco Solimano! Io passo minuti, ore, a volte giorni per posizionare ammodo le immagini, poiché penso che la cura e la nettezza del post sia fondamentale. Piccole consolazione, ma sempre consolazioni.
Cara Zena, anche io osservo spesso il cielo di notte, e queste belle lune giugnine (si dirà così? O non piuttosto giugnesche? ma no, certo giugnine, vuoi mettere)non si possono perdere.

Habanera ha detto...

Zena e le tagliatelle saporite come gratificazione preventiva. Zena e il suo Po. Zena che segue in silenzio la luna insieme a chi sa stare anche in silenzio con lei.
Com'è lontana da questa pace, da questa forza interiore, la politica piccola piccola delle poltrone e del potere.

Grazie Zena, e grazie anche a te, Solimano. L'incomparabile luna di Agostino di Duccio è perfetta insieme a queste parole.
H.

Barbara ha detto...

Bello. Mi sembrava di essere lì anch'io.

zena ha detto...

Ci riprovo: il mio commento ieri sera è stato inghiottito :)

Volevo dire
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a Solimano che Endimione è per me uno dei personaggi 'notturni' più carichi di suggestione: simbolo della bellezza fermata nella sua perfezione, ma anche dell'amore senza tempo che perdura annullando il tempo e sottraendosi alla vita, come imbalsamato nella/dalla nuvola argentata di Selene.
§§
a Sivia che questo buio senza Luna mi spaventa , ma non fiacca la voglia di resistere, magari brancolando.
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a Giulia che, sì, davvero il dato inquietante è questo ripullulare di egoismi geografici, di millantati crediti di origine, di egoismi che sanno solo selezionare per fare cricca ed escludere. Il prodotto è la xenofobia e la paura di chiunque abiti una sua diversità. Per questo occorre tornare a 'fare cose divergenti', a dare, anche nel piccolo, segnali di discontinuità e di ospitalità, credo.
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a ri-Solimano ri-grazie per l’ottimizzazione del post:)
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a Ermione che ‘giugnina’ rende la luna tenera e o colorata come una mela campanine, quindi mi piace assai. ‘Giugnesca’, invece, mi sembra una luna con la luna di traverso, che guarda un po’ in cagnesco, vagamente imbronciata, anzi corrucciata.
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ad Habanera che le gratificazioni preventive sono sempre le migliori perché funzionano da paraurti e non escludono le consolazioni successive :)
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a Barbara grazie: sperando che qualche volta nella vita si possa davvero passeggiare su un argine, in compagnia…

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a tutti un saluto grande

annarita ha detto...

Concordo con te, Zena. La luna piena è uno degli spettacoli più belli della notte. A me piace tanto quando rosseggia sanguigna e mi fa ripensare alle storie di paura che ci raccontavamo da ragazzine in giardino, fingendo poi, al rientro, di non avere fifa della tromba delle scale che si perdeva nel buio delle cantine sotto il palazzo :-)
Salutissimi, Annarita.