martedì 26 maggio 2009

Trop c'est trop

sabrinamanca

Sono un'integralista della lotta contro il fumo, lo ammetto. Diversi traumi infantili e meno, hanno contribuito a rendere insopportabile l'odore, anche leggero, anche quasi impercettibile, del fumo in un luogo. Non ho mai fumato perché l'odore del fumo mi disgusta e perché ho sempre temuto come la peste le dipendenze psicologiche e fisiche di qualsiasi natura (vedere ad es. la mia relazione con internet), ma, ma.
Il fatto è che mai e poi mai sarei arrivata ad escogitare qualcosa di più idiota di quello che hanno trovato gli organizzatori in vista di un'Expo che si tiene da aprile ad agosto alla Cinématheque Française su Jacques Tati.
Per onorare la legge sul tabacco in un paese di accaniti fumatori e in cui, solo da gennaio 2009 è vietato fumare nei luoghi pubblici (e in alcuni mica tanto...) ,guardate che cosa si sono inventati questi signori:


Badate bene che non è uno scherzo. Nei manifesti pubblicitari affissi un po' dappertuto la proverbiale pipa di Tati si era trasformata in una girandola per bambini.
Dopo una polemica rovente si è proceduto a rimuovere l'obbrobrio regolamentando un po' meno ottusamente l'apparizione di sigarette e affini in manifesti pubblici, e attualmente la pipa di Tati ricompare in tutta la sua dignità:



7 commenti:

Barbara ha detto...

Che esagerazione!
E a Sherlock Holmes che gli danno? Il bastoncino per fare le bolle di sapone?
Te lo immagini Sabrina, mentre fa "elementare Watson" e dalla bocca gli escono le bollicine colorate?
I colpevoli la farebbero franca perchè le sue induzioni non sarebbero più credibili...

Giulia ha detto...

C'è il rischio che i bambini si fumino le loro girandole o che chi l'ha inventata questa "pubblicità progresso?" si sia fumato il cervello...

Un abbraccio Sabrina,
Giulia

Ermione ha detto...

ià, Sabrina, lo avevo letto anche io. E sono sobbalzata sulla sedia: toccare l'intoccabile pipa di Tati mi sembrava davvero ridicolo...Avevo anche letto che la curatrice della mostra aveva proposto, in alternativa alla girandola, un fumetto con la scritta "Ceci n'est pas une pipe", che trovo an'alternativa intelligente. Ma se la pipa è tornata al suo posto, è senz'altro meglio. E Monsieur Hulot ringrazierà senza dubbio per lo scampato pericolo.

Solimano ha detto...

Beh, l'idea del "Ceci n'est pas une pipe" di cui ha detto Elena sarebbe stata senz'altro migliore.
Ma in ogni caso, sarebbe stato meglio lasciar stare il grande Monsieur Hulot.
Questo piccolo episodio mostra a quale squallore si sta giungendo nella comunicazione, che è stata, fino a circa vent'anni fa, una cosa serissima: noi riuscimmo a far comprendere l'importanza di un buon servizio di manutenzione agli elaboratori elettronici utilizzando l'archetto di un violoncello.
Ma ci si pensava, ci si rifletteva. Soprattutto non ci si metteva nelle mani di certi brillanti di pura facciata ignorantissimi sul piano culturale. Adesso, si crede che la comunicazione sia come la carta della caramella. Non è così, e anche se lo fosse, prima di pensare alla carta, bisognaa ssicurarsi che la caramella sia buona. Passerà, come tutte le ubriacature, con un gran mal di testa.

grazie Sabrina e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Emmenomale che si sono ravveduti. Non si poteva guardare.

Anonimo ha detto...

Hai ragione Sabrina.
E' come ricoprire coi mutandoni certi nudi michelangioleschi:)
ciao, eh.
zena

sabrinamanca ha detto...

Zena: bisogna dire che di veli ne hanno messo a bizzeffe (si scrive così?) su nudi celebri...

Ceci n'est pas une pipe mi fa ridere anche perché in francese une pipe è come una sega: Potremo quindi dire che questi della girandola si sono davvero fatti una sega mentale per uscirsene con quella girandola, o come dice Giulia, si son bolliti il cervello.
La censura stupida e bigotta torna sempre Primo, siamo noi uomini che non cambiamo mai, ecco perché!

Eh si Barbara, diventerebbe l'ispettore Gadget!!!

Eh Silvia, mica son ravveduti da soli, purtroppo.