domenica 10 maggio 2009

Politica per le famiglie

Barbara


Uh! Che parola grossa!
Eppure l'altro giorno in piazza c'era la festa elettorale (tra poco da noi ci sono le provinciali) e non so quante volte ho sentito pronunciare queste parole.

Io di politica non ci capisco niente, però mi sembra che tre asili nido per una città di oltre 40.000 abitanti siano un po' pochini, non credete?

A me sembra che diciotto mesi di lista d'attesa prima di essere chiamati, siano un po' tantini, no?
Che poi, facciamo finta che io mi metto in lista d'attesa il giorno che il pupo nasce (ma tanto tra frizzi lazzi e bombe a mano un paio di mesi passano sempre, che prima c'è da fare la registrazione all'anagrafe, la richiesta per il pediatra, per l'ecografia alle anchette e le prenotazioni per i viaggi interplanetari), poi passano diciotto mesi e me lo chiamano, facciamo l'inserimento e passa un altro mese, metteteci anche le vacanze di Natale o quelle estive (che una delle due in mezzo ci capitano), insomma alla fine per quando diventa operativo siamo arrivati che l'erede ha due anni. A due anni e mezzo (se la Gelmini non cambia idea) può andare alla materna quindi mi faccio tutto questo sbattimento per sei mesi di frequenza all'asilo nido pubblico. Però in compenso costa solo €250 al mese, cosa vuoi che sia. Più i pasti €2 al dì.
A questi prezzi forse converrebbe mandarlo all'asilo nido privato, come ho fatto con la primogenita. Solo che al privato cambiano la maestra una volta al mese perchè le ragazze usano quel lavoro come riempitivo in attesa di qualcosa di meglio. E per una bimba piccola cambiare in continuazione maestra non è bello.
Io non ne so niente di politica, ma a chi mi rende operativi due o tre asili in più gli dico grazie.
Nessuno lo ha promesso finora.
E intanto Sofia Luna ha cambiato l'ennesima maestra, io mi sono stufata e ho deciso che me la tengo a casa, fino a settembre che inizia la materna. Me la tengo a casa a discapito del lavoro, ovviamente. Politica per le famiglie...pfui! Tsk! Sgrunt! Roar! Grrrr!

Ah! Tutto questo sfogo era per dire che forse nei prossimi tempi potrei avere meno tempo per postare e commentare. Speriamo che riesco ad organizzarmi lo stesso.

9 commenti:

Giulia ha detto...

Cara Barbara, con la parola famiglia si riempono solo la bocca. Fa bella figura, ma poi bisogna vedere cosa significa nei patti. So che mia nipote qui a Torino ha fatto più o meno la stessa tua trafila ed era disperata. Ora finito con una che il prossimo anno andrà alla scuola elementare, comincerà con quella che arriva a giugno, ma credo che la situazione sia cambiata in peggio.
(Quando andiamo al concerto insieme cu portiamo anche la piccola!! che ne dici?)
Baci

Silvia ha detto...

Purtroppo credo che sia un male diffuso, tanti genitori sento che si lamentano perchè non sono aiutati dalle istituzioni e strutture cittadine, con liste chilometriche, ingiuste con analisi di reddito e condizioni familiari assai confuse. Ho sentito di ogni, e vorrei capire perchè ci sono queste gravi lacune.
Poi non si devono lamentare se siamo a crescita zero.

Solimano ha detto...

Barbara, quasi 300 euro al mese (facendo i conti ammodo) non mi sembrano pochi. Capisco perché le nonne siano così popolari, malgrado il caratteruccio che spesso hanno. Perché a gratis e meglio fanno quello che costa così caro. Solo che la nonna mica tutti ce l'hanno nel garage. E questa è un'altra bella contraddizione del lavorismo imperante che trasforma aspetti centrali nella vita delle persone e centrali generalmente nella società in problemi quasi tormentosi. Questo a proposito dell'ipocrisia con cui tanti si sciacquano la bocca con dichiarazioni di facciata che non costano nulla e con cui fanno pure bella figura, anche se le persone hanno sempre meno l'anello al naso, perché i fatti (e questi sono fatti) hanno la testa dura.
Barbara, mi auguro che da questo affaticante (e gratificante, a suo modo) teorema, non derivi il piccolo e spiacevole corollario che tu scrivi molto meno qui, ma so benissimo che aveva ragione quel medico toscano con sette figli che diceva: "I fanciulli, chi li fa se li culli". E non c'è match fra un bimbo piccolo e un blog, stiamo scherzando? La natura fissa delle priorità spesso faticose nei primi anni. Poi i bimbi crescono... e si rimpiangono i primi anni in cui ci si alzava alle tre di notte... e c'era la gara fra moglie e marito a chi cambiasse il pannolino al vero padrone di casa, la persona più importante.

Per il resto, ho scritturato un potente frate esorcista, perché qui, fra Roby e Amfortas, Barbara e Annarita e Habanera (anche, le due nipotine sono spesso con lei) ci sono priorità ineludibili che riducono il numero (non la qualità) dei post e dei commenti. Il fratacchione risolverà certamente al meglio tutti i problemi, nel frattempo io rivolgo un caldo appello... un caldo appello a chi? A me stesso, gli altri, si caldappellino da soli.

grazie Barbara e saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Giulia e Silvia, grazie per il sostegno morale

Solimano: 300 € sono un mare di soldi, ma una soluzone dovrò pur trovarla, perchè se nella bella stagione posso allentare la presenza in negozio, in autunno e inverno devo per forza starci anch'io, e sul fronte nonne non sono messa bene.
Comunque, a parte il fatto che conto molto sull'esorcismo del tuo frate, la mia speranza per il blog è che dopo qualche giorno di rodaggio con il nuovo life-styling io riesca ad organizzarmi più o meno come sempre. Nel frattempo un saluto a tutti

annarita ha detto...

Qui torniamo a bomba sulla riforma della scuola. Con tutti i tagli e ritagli previsti, ci saranno tante famiglie che si vedranno negato l'accesso dei figli anche alla scuola dell'infanzia, dopo aver magari tribolato per l'asilo nido come racconta Barbara. Aprire i quotidiani o sentire i telegiornali vuol dire ogni volta subire un travaso di bile non indifferente tra vane belle parole e affermazioni allucinanti. È tutto molto deprimente :-(
Riguardo il frate esorcista ingaggiato sa Solimano, spero proprio funzioni... intanto io mi caldappello da sola, ma non ci spero più di tanto...
Salutissimi, Annarita

Mamma che fatica! ha detto...

Scusate, ma sono io l'unica che paga 450 euro/mese per mandare una bimba al nido (privato) per mezza giornata??

Barbara ha detto...

Mamma che fatica: accipicchia! A me sembravano già tanti 300... Il tuo nick è azzeccatissimo.

mazapegul ha detto...

Cara Barbara, da noi il nido (pubblico) costa 250 euro al mese, ma nella città vicina costa il doppio. Da noi, tra l'altro, non c'è lista d'attesa: il nido comunale copre esattamente la domanda che c'è.
A volte una fetta consistente del reddito finisce lì, tra nidi e baby-sitter. Per alcuni, il reddito della madre s'esaurisce così. Io credo che valga comunque la pena: l'età del nido passa, e la madre ha ancora il lavoro, vi ha accumulato esperienza, ha mantenuto le relazioni lavorative intatte.
Io ho molto incoraggiato mia moglie a non mollare il suo contratto precario a Napoli. Il mercoledì e giovedì ho due nottate intense con pappe, pannolini e ninnananne (e anche la figlia grande ha le sue esigenze), ma preferisco così. Dopotutto, si tratta di tre anni al massimo; mentre se mia moglie molla il contratto, con la sinologia ha chiuso per sempre.
Auguri, e coraggio,
Maz
PS Nella nostra campagna elettroale si sfidano il sindaco antipatico, laico e senza figli del PD e e la candidata più socievole, con figli e cattolica (anche se divorziata) di destra. La seconda si riepie la bocca di valori della famiglia e aiuti alla famiglia; il primo ha voluto nidi per tutti i bambini a costi accessibili, e altri servizi di qualità per l'infanzia (un campo estivo bellissimo, per esempio). Spero che da noi si faccia eccezione alle regole della politica-immagine.

Barbara ha detto...

Maz: dopo l'esperienza della prima figlia mi sono accorta di essere favorevole al nido anche per un altro motivo, oltre quello che dici tu, ed è la socializzazione con gli altri bambini. Stare a contatto tra bimbi tutti i giorni è super positivo sia perchè crea un circolo virtuoso dell'apprendimento sia perchè toglie tanti vizi, specie nel caso dei figli unici. Ti dirò di più: Luna ha accolto benissimo l'arrivo del fratellino, molto sopra le mie aspettative e nessuno mi toglie dalla testa che è stato anche perchè i bimbi per lei non erano un "oggetto sconosciuto".
Ma ciò non toglie che sia dura, e che sogn uno Stato dove l'asilo nido pubblico sia senza liste d'attesa (fortunato te)e a prezzi umani (l'utopia sarebbe gratis).