venerdì 24 aprile 2009

A proposito di romanticismo

Habanera


Il post di Barbara "Romanticismo vecchio stampo", a sua volta ispirato da un precedente post di Giulia sui giovani d'oggi, mi ha fatto ricordare che da adolescente anch'io andavo letteralmente pazza per i romanzi rosa di Delly.
Ce n'era uno in particolare "Schiava ... o regina?" che ho letto e riletto fino a consumarlo. Il Principe Ormanoff, scostante ed altero (ma poi ammansito dall'amore), era il mio ideale maschile in assoluto, più o meno come sarebbe diventato il Darcy di Orgoglio e pregiudizio.
Non è poi tanto strano, a pensarci bene, che l'uomo ideale per una fanciullina in età romantica sia una preda difficile da conquistare. Vuoi mettere la soddisfazione quando ci riesci? Altro che idraulici bonazzi o venditori di enciclopedie, disponibili più o meno con tutte, caro Solimano...
Cercando qualcosa in rete sul mitico "Schiava o regina?" ho trovato questo interessante articolo di Isabella Bossi Fedrigotti che è uscito sul Corriere della Sera ben 13 anni fa.
Non so se l'iniziativa editoriale abbia avuto successo, ma tutto mi fa pensare che un certo tipo di romanticismo faccia ancora presa sulle adolescenti di oggi e che le donne non abbiano mai smesso di sognare il loro Principe Azzurro.

Pagine per sognare con le nuove Delly

Tra le vittime del 68 c'è anche Delly.
"La" Delly, oppure "i" Delly, fratello e sorella francesi, scrittori di coppia, come si narrava, oppure marito e moglie o anche prete e suora o parroco a quattro mani con la sua perpetua.
Mentre il femminismo rendeva inaccettabili le loro storie di donne sottomesse, la cui unica aspirazione consisteva in un matrimonio, possibilmente danaroso, la nuova epoca rendeva troppo improbabili le loro ambientazioni tra principi e duchi, dentro magioni e castelli pieni di servitù .
E le decine di migliaia di appassionate di Delly, finite fuori tempo, fuori moda e fuori target, misero via vergognose i loro libretti rosa dai titoli sentimental roboanti (Il candelabro del tempio, L'Asia la volle, Schiava o regina?) che, come certe parole magiche dell'infanzia, giacciono semiaddormentati in fondo alla memoria.

Un capitolo si chiuse e nessuno osò più parlare della strana e fortunata coppia d'autori. Stessa sorte toccò a Liala e ai suoi aviatori. Sopravvissero i loro libri, camuffati da anonime copertine, solo nei cassetti segreti assieme allo smalto per unghie, al pacco dei biscotti e al tubetto di "Optalidon" di certe non giovanissime signorine segretarie; pronto soccorso per sogni cui ricorrere nei momenti morti del dopo mensa o tra uno stress e l'altro. Per le loro intenzioni continuarono a uscire per qualche anno delle ristampe semiclandestine dei fatidici romanzi; poi su di loro scese il silenzio.

Quasi trent'anni dopo la rivoluzione, la casa editrice Salani annuncia la collana "I sogni" che chiaramente si rifà a questi archetipi. E non solo perchè ripropone classiche e contrastate storie d'amore narrate al femminile, ma anche perchè testimonial del lancio è Melba Ruffo di Calabria, reginetta di bellezza dominicana (oltre che star della tv) andata a nozze con un vero principe italiano. Come dire: è di nuovo permesso sognare perchè a volte -Melba ne è la prova vivente- i sogni diventano realtà. Sempre ammesso che sposare un vero principe, forse squattrinato, forse snobissimo, forse buono a nulla, sia oggi avvenimento davvero auspicabile.
Non che la letteratura d'amore fosse rimasta bandita per tutti questi anni. Svilita però sì, degradata, insopportabile fuffa relegata nelle raffazzonate serie da edicola della Harmony, nelle quali Barbara Cartland e le sue sorelle hanno imbastito settimana dopo settimana storie fotocopia, dove cambiano i nomi dei protagonisti -Paul e Sara, Rupert e Susan, Eduard e Henriette- ma le trame restano sempre le stesse.

Oppure confinata nei romanzi shopping (chiamati così per via del fanatico dettaglio posto nella descrizione di vestiti, profumi, accessori e prodotti di bellezza usati dalle protagoniste) delle Judith Kranz, delle Joan e delle Jackie Collins, che la Sperling e Kupfer non ha mai smesso di pubblicare. Misto di sesso, sentimento e spregiudicatezza su sfondo dorato di grandi alberghi, ville di lusso, vacanze e feste da nababbi. Genere che però da noi non ha mai decollato, vuoi per le ambientazioni, più incredibili ancora delle antiche torri di Delly, vuoi per l' aggressività dei personaggi femminili, inimmaginabili anche nell'Italia più rampante delle donne in carriera e che anche in America pare volgere al declino.
Annunciate da Melba e impaginate nei "Sogni" giungono dunque le nuove Delly, le nuove Liala, italiane e straniere, specialiste -per il momento si parla soltanto di autrici- in storie d'amore, appassionanti e contrastate.
Aggiornati gli sfondi, non più castelli nè residenze miliardarie, ma case, appartamenti, a volte una villa; aggiornati i personaggi, non più conti e marchesi, ma avvocati o giornalisti; non più fanciulle in attesa esclusiva di venire infine colte, ma donne normali, con impegni e professione. Non per questo però ragazze della porta accanto: poichè il sogno vuole la sua parte, le protagoniste hanno tutte una misteriosa marcia in più delle lettrici, tanto che alla fine della loro difficile storia sono sempre saldamente in attesa di matrimonio.

In omaggio alle mitiche capofila, qualche vicenda è anche ambientata nel passato, non però tra cavalieri e dame nel buio dei secoli, ma più vicino a noi, prima della Prima guerra o tra le due guerre: nel tempo insomma dei nostri nonni, che ciascuno ancora si può immaginare, senza doversi affidare alla fantasia.
Torna dunque il rosa autentico, non più soltanto dozzinale nelle edicole o semiclandestino nei cassetti di impiegate all' antica, ma dentro una rispettabile collana seria.
E se i primi titoli sembrano fedelmente traslati da Delly (Tradimenti, Stella d'Oriente, Tessuti d'amore) potrebbe trattarsi di una specie di linguaggio a chiave, di un segnale per annunciare alle appassionate del genere che possono tornare in libreria.
Le classifiche dei bestseller ci diranno tra qualche mese se era questo che aspettavano le reali o potenziali orfane del rosa. Se i sogni d' amore interessano ancora o se invece sono stati sconfitti dal sogno della fotomodella, dell' indossatrice, della valletta, dell' intrattenitrice e della conduttrice tv.

Isabella Bossi Fedrigotti
Corriere della Sera (9 marzo 1996)


P.S. Tutte le immagini sono vecchie copertine di libri di Delly.

16 commenti:

Silvia ha detto...

Ma che meraviglia Haba! Molto interessante. E le immagini sono perfette. Ma come fai? Segreto:)
A chi massacra questo tipo di letteratura che considera spazzatura, io consiglio sempre di riflettere su quanto piace alla gente, da sempre. Conosco anche uomini, in apparenza duri e freddi come l'acciaio, che nei viaggi di lavoro leggono romanzi rosa. Perchè la favola deve messere circostritta rigorosamente all'età dell'infanzia? Non si può dare libero sfogo ai sogni anche se si hanno 80 anni? Preferisco i film ai libri, e più sono sfarzosi e in grande stile e più mi appassiono:)
i vecchi film in bianco e nero poi sono una magata.

Habanera ha detto...

Silvia, tesoro mio, per le immagini basta cercare, in rete si trova (quasi) di tutto.
E quando qualcosa non si trova si ricorre al caro vecchio scanner che in certi casi fa miracoli.
Sulla letteratura rosa sono d'accordo con te, piace e rilassa, ma non so se oggi sarei ancora capace di sorbettarmi certe storielle così ingenue. E' molto più facile lasciarsi coinvolgere da certi film che, per quanto datati, riescono a conservare intatta la magia della favola.
Se sono in bianco e nero, poi, quasi sempre è una goduria assicurata.
H.

Silvia ha detto...

Basta SAPER cercare. Qui sta la differenza:)E tu sei molto brava.

Pensa ciccia se fossimo sotto un bel piumotto a spararci un bel filmone anni '50 di famiglia che contrasta il grande amore dei due giovini. E una vagonata di poppicorni e un buon bicchiere di rosso perchè il tempo della cocacola è finito. Almeno per me:)Sarebbe un gran piacere.

Habanera ha detto...

Io ci sto. Adoro starmene sotto il piumotto a guardare vecchi film romantici e mi sta benissimo anche il bicchiere di rosso con una vagonata di poppicorni.Che bello!
H.

Silvia ha detto...

Affare fatto. Da me? Scegli il film.
Bianco e nero mi raccomando:)
Indovina chi viene a cena? Visto 8000 volte lo rivedrei.
L'amore è una cosa meravigliosa?
Casablanca?

A me piace molto quella commedia in cui lui comandate di una nave vedovo ha 10 figli e lei vedova 9 o viceversa, che si mettono insieme e ne fanno un altro. Ovvio. Per stare in allenamento. Non mi ricordo il titolo...

Barbara ha detto...

Silvia: quel film dei diciannove figli me lo ricordo anch'io, posso venire con voi?

Habanera: m'hai fatto venire un flash dalla mia infanzia! C'eravamo io e la mia amica quasi ragazzine ormai, che siamo sgattaiolate in camera di sua madre e abbiamo aperto un cassetto segreto.

-Eccoli, li tiene qua!
-Evvai! Prndine solo uno, così non se ne accorge.
-Quale?
-Questo qua si chiama "Il delta di venere" di Anais Nin...
-Nono, mi sa che è una cosa di fiumi e geografia. Prendine un altro.
-"Belve in agguato" di Delly?
-Sìsì, vedrai che qui ce le troviamo, le scene zozze!
-Evviva!

Bell'affare...la cosa più hard era lei che sveniva (o moriva?) tra le braccia di lui!

;-)

annarita ha detto...

L'articolo sembra scritto al giorno d'oggi. E vogliamo citare anche Sveva Casati Modignani, che continua a sfornare un best seller dopo l'altro. Io puntualmente li reaglo a mia madre che ne va pazza e li ha letti e riletti non so quante volte insieme all'intramontabili di Liala. Io non ci ho mai provato, semplicemente perché, come il solito, i libri sono tanti e il tempo è poco e finora mi è sempre capitato in mano il libro che non potevo fare a meno di leggere (è sempre così, ogni volta :-))
Salutissimi, Annarita.

Silvia ha detto...

Urca Barbara se puoi venire anche tu!
Ho un divano letto che è una magata!
Ma la mamma della tua amica aveva i capelli blu raccolti come la torre di Pisa?
No questo mi sa di geografia...sto ancora ridendo.

Habanera ha detto...

Silvia, con un notevole sforzo di memoria finalmente ci sono arrivata. Il film di cui parli è Appuntamento sotto il letto (1968) di Melville Shavelson, con Henry Fonda e Lucille Ball.
Allora è deciso: ce lo guardiamo insieme a Barbara e a chiunque voglia dividere fraternamente con noi divano, piumotto, vino rosso e popcorn.
Anch'io sto ridendo ancora per il commento di Barbara.
Che belle che siete!

Un abbraccione
H.

Habanera ha detto...

Annarita carissima, la storia si ripete. Anch'io regalavo a mia madre tutti i libri di Sveva Casati Modignani di cui era ghiottissima. Ricordo che il primo della serie (forse Il Barone?) dietro sua insistenza lo lessi anch'io e lo trovai molto ben congegnato. Capisco che chi è in cerca di facile evasione possa appassionarsi a quel genere di letteratura.
Che male c'è, specie ad una certa età, permettere ad un libro avvincente (e poco impegnativo) di farci compagnia? Nè tu nè io abbiamo giudicato la cosa negativamente e siamo state contente di regalare alla nostre mamme quei libri.

Ti abbraccio
H.

giulia ha detto...

E' bellissimo... immagini stupende.
Io ricordo, quando mia mamma è stata in ospedale, che andavo a comprare per le donne del reparto vagonate di libri rosa. Mi aspettavano sempre con ansia e poi si ritiravano ognuna nel proprio cantuccio a leggere. Le loro giornate erano sicuramente meno pesanti. E allora viva la letteratura rosa se ha questa funzione! Che male fa?
Io sono un'inguaribile romantica, ma mi sfogo più vedendo film che leggendo libri...
C'è posto anche per me Silvia?

Un abbraccio a tutte

Habanera ha detto...

Giulia, e lo chiedi? Per te il posto c'è sempre e le porte sono spalancate.
Dai, vieni anche tu sul divano che il film sta per iniziare.
Silvia torna subito, è uscita un attimo per fare scorta di pop corn e di... pesche che a te piacciono tanto. ;-))
H.

Solimano ha detto...

Habanera, non ho nulla contro la cosiddetta letteratura d'evasione, con gli scrittori che cercano tutti gli inghippi per catturare i lettori e soprattutto le lettrici. Lo facevano Dickens, Balzac, Hugo, Dostoevsky (eh sì) con i libri che uscivano a puntate sulle riviste.
Ho un blocco verso i libri tipo Delly, verso i gialli (anche se amo Greene e i primi libri di Le Carré , che sono su un altro piano) e verso la fantascienza. Trovo che siano ripetitivi, quindi prevedibili. Però mi piacciono alcuni scrittori intermedi, non mi viene la parola giusta: Soldati, Chiara, Camilleri, Pontiggia. E ho scoperto che da quasi tutti i libri di Graham Greene, che sono tanti, sono stati tratti dei film.

saludos y besos
Solimano

Silvia ha detto...

Eccomi donne, ho un vagone di poppicorni.
Giulia che piummotto vuoi? Quello verde bottiglia?
Brava Haba che hai trovato il film.
Annina ci sei anche tu vero?
Barbara mi fai posto per favore?
Solimano se volessi vuotare il vino nel decanter ci faresti un piacere.
Ma non vieni però sotto al piumotto con noi...
Per te c'è la chaise longue rosso fuoco. Va bene? Piumotto annesso si capisce:)

zena ha detto...

Questi libri...
La Rosa miamamma ne tiene sparpagliate scorte, assieme a quelli di Liala.
Torna ciclicamente a leggerli, perchè le piacciono le 'cosedamore', dice: è uno dei suoi modi di darsi continuità :).

Va da sè che rivendico un posto sotto il piumotto.
Sono per le brustoline, però, quelle piccole, di zucca lunga, poco salate e molto, ma molto abbrustolite.
Stasera piove e fa freddo: ci vorrebbe davvero un bel chiacchierare.
Buona notte buona.
z.
(Haba cara, hai un pvt su splinder)

annarita ha detto...

Vedo che avete pensato a tutto. Io mi preoccupo solo di venire ad accomodarmi sotto il piumotto e poi poppicorni, vino rosso e brustoline come se piovesse. Lascio a voi la scelta dei film (ci facciamo una maratona di bianco e nero?)
Baci a tutte, Annarita.