martedì 21 aprile 2009

Perchè ho un blog

Barbara


Il mio blog ha un nome ambiguo.
Si chiama "lavoretti" e Franti mi sfotte sempre perchè dice che quelli che arrivano per la prima volta possono scambiarlo per il blog di una ... ehm ... mignotta.
Il fatto è che non era nato per essere un blog di racconti, all'inizio ci volevo mettere le istruzioni per i lavoretti di bricolage che faccio fare ai bambini la domenica, dopo le favole animate. E poi, questo anarchico, si è ribellato trasformandosi in tutt'altro.
Ho pochissime visite, e attribuisco la cosa principalmente a due fattori: non faccio vita sociale (in rete e ahimè nella realtà) e sono prolissa. Non voglio prendere in considerazione la terza eventualità e cioè che i miei racconti facciano schifo.
All'inizio non me ne importava niente perchè la grande vittoria su me stessa consisteva nello scriverli. Dopo anni e anni in cui non avevo più toccato la penna, finalmente ricominciavo ad inventare delle storie, e tanto mi bastava. Per scrivere quei "lavoretti" ho rubato il tempo al lavoro e alla famiglia nei modi più strampalati.
Adesso, dopo due anni (ma fra pause e gravidanze possiamo dire uno), comincio a farci caso. Sulla vita sociale non posso cambiare, tanto o scrivo o cazzeggio. Ma sulla verbosità ci sto lavorando e trovo che sia un interessante esercizio di stile.
Il mio blog va bene per i raccontini, stanze all'aria va bene per lo scambio di idee, abbracci e pop corn va bene per lo stile saggistico e se riesco a trovare un modo per pubblicare (o autoprodurre) la storia per bambini che tengo chiusa nel cassetto potrò davvero dichiararmi soddisfatta.
E i vostri blog, che storia hanno? Perchè scrivete?

16 commenti:

annarita ha detto...

Prolissa, tu? A me piacciono tantissimo le storielline di Lilli e Franti e anche tutte le altre. Ma lavorare sul proprio stile non guasta mai. Il mio blog è nato per caso, mi ha spinta mio marito e io credevo che non ci sarei riuscita o avrei abbandonato assai presto. Invece mi sono appassionata perché avevo scelto il tema che più mi piace, la narrativa per ragazzi. Non sarei mai stata capace di tenere uno di quei blog un po' new age e un po' traboccanti di cuoricini e immagini luccicose solo per raccontare agli altri le mie opinioni personali, né tanto meno un diario in rete. Salutissimi, Annarita.

giulia ha detto...

Il mio blog è nato per gioco, per provare ad entrare in un mondo che non conoscevo. Poi ci ho preso gusto ed è andato avanti un po' così come mi veniva. Ora è ad un punto morto. Ho esaurito la spinta iniziale e devo dire che, se all'inizio, le visite mi gratificavano, ho capito in seguito che un reale scambio c'era solo con poche persone.
Insomma alla fine mi sono persa ed ora è in attesa... Chiuderlo? o cambiare qualcosa. Non lo so ancora. Per ora mi piace la collaborazione e il blog collettivo la trovo un'ottima idea così come sono quelli in cui stiamo lavorando insieme. Sul mio personale vedrò, così com'era non mi dice più molto.

Saluti cari
Giulia

mazapegul ha detto...

Ho partecipato a svariati blog, in maniera discontinua come tutte le cose che faccio (chiedete alle mie piante!). In genere, lo faccio seguendo la leadership di blogger molto competenti (Solimano, Habanera...).
Quello che mi piace è proprio il procedere della scrittura: trasformare in pagina scritta un piccolo avvenimento, esteriore o interiore che sia; magari cercando un piccolo effetto.
Il bello dei blog è che ci sono dei lettori, magari pochi, ma ci sono: la scrittura, senza lettori, non esiste (ciò non toglie che alcuni ottimi scrittori siano anche assidui lettori di sestessi).
Il mio blog di favole et similia nasce come deposito delle cose che scrivo da genitore. Doveva essere un deposito piacevole, una piccola mostra, ma è rimasto un magazzino. Penso sempre di abbellirlo, per rispetto di quelli che lo frequentano, ma finisco sempre col rimandare. Tra l'altro, nel tentativo (puerile?) di scrivere solo partendo da materiale grezzissimo (una rima, un oggetto...), il tempo della scrittura s'allunga e quello per la (pur importante) forma estetica viene meno.

Ciao,
Maz

Silvia ha detto...

:DDD Lavoretti...Sei simpaticissima.
Il mio nacque su richiesta, per accompagnamento, per condivisione.
Poi prese vita da solo, sottotono, sottovoce.
Non è un blog strabiliante e rivelatore, ma di sicuro ci sono io e la progressione di me anche attraverso le splendide conoscenze che ho fatto. Intrattengo attraverso i miei spazi, individuali e collettivi, le relazioni che m'interessa mantenere perchè arricchenti e stimolanti.
Incontri: argomento interessante da sviluppare. Attraverso il blog ne ho fatti di ottimi. Nella vita reale non avrei potuto scorrazzare per l'Italia così comodamente ed essere altrettanto fortunata. Perchè poi ci si sceglie. Tra tanti. Tantissimi.

Dario D'Angelo ha detto...

Vedo il mio come - copio - "un sistema componibile di contenitori chiusi da vetri, aperti o a cassetti" :-), mi piace, abbastanza spesso, cambiarne l'aspetto grafico, controllare le visite, provare nuovi gadget (quasi sempre subito tolti)... confesso che sulla scrittura mi manca parecchio lo stile, la palestra, dei newsgroup ma i blog son altro e credo di essermene fatto una ragione. Scrivo, quando lo faccio, perchè ho bisogno, ogni tanto, di incontrare me stesso :-)

Solimano ha detto...

Per me non esiste il blog come tale, esiste solo un software predisposto facilmente(abbastanza...) che chiamiamo blog. Quindi ho un progetto in testa e vedo se riesco a realizzarlo mediente questo software predisposto. Difatti, dei tre blog in cui scrivo, quello che assomiglia graficamente (non come contenuto) a un blog è Abbracci e pop corn, quello nato prima. Quindi (anche se non del tutto) mi tengo al di fuori dei normali riti blogghieri: lo sanno tutti che non ho mai fatto commenti di pura visibilità. La visibilità mi piace, ma nel commento spendo me stesso, non mi sentirei a posto, altrimenti. Questo mi ha procurato diverse rogne, ma anche apprezzamento. Poi c'è l'aspetto che a me non piace il monoblog, credo nel lavoro comune, come admin e come guest. E anche questo mi ha procurato diverse rogne.
Ci gioca il mio carattere, d'accordo, ma ci gioca che io, se dovessi tenere un blog con la mano sinistra (non sono mancino), spegnerei il PC e me ne andrei a spasso con gli amici e con le amiche.
Come sono oggi, riguardo ai blog dove scrivo? Tale e quale comne ero sul lavoro: gloriously insatisfied. E' un imprinting che non si cancella, che mi ha procurato e mi procurerà ancora diverse rogne e che indosso volentieri, specie nelle mezze stagioni.
Poi, ognuno fa come crede, ma a me piacciono le cose serie e allegre, non le cose seriose, tristi e... svaccanti. Meglio le parole crociate, il corso di ballo liscio, il punto a catenella e il punto a croce, piuttosto che svaccare in rete (o tirarsela, che è più o meno la stessa cosa).

grazie Barbara e saludos
Solimano

Barbara ha detto...

Annarita: il tuo blog è per me fonte di ispirazione, visto che condivido la stessa passione per la narrativa per ragazzi. Ci trovo delle dritte niente male.

Giulia: non so che dirti. Io sul tuo blog ho commentato molto poco, però l'ho seguito spesso. All'inizio mi dicevo "ma guarda che grinta che ha questa signora!", poi conoscendoti meglio, ho confermato questa mia impressione. Sono sicura che troverai un escamotage (ma si scrive così?).

Mazapegul: devo confessarti che mi sono innamorata del tuo blog. Adoro le filastrocche e mi rode non poco di non saperle fare, così seguendoti mi sono detta: -Ogni volta che leggerò un post di Maz a filastrocca, cercherò di rispondere anch'io "per le rime". Così magari imparo...

Silvia: è vero, ci si sceglie. E il bello-brutto è che non ci si vede di persona, così magari si salta l'impressione che ci si fa "a prima vista" (che è quasi sempre sbagliata)e si è un po' più veri (spero), ma allo stesso tempo può capitare di impelagarsi in malintesi che dal vivo si eviterebbero con un semplice scambio di sguardi. Speriamo che non capiti anche qui.

Dario: incontrare se stessi...è un po' lo stesso anche per me, e poi il fatto che ci sia scappato di incontrare gli altri è ancora meglio!

Solimano: il blog collettivo è un'esperenza bellissima, soprattutto per chi come me nella vita reale ha qualche problema di timidezza. Però, dopo che ho dormito in cameretta con mia nonna per vent'anni, un posto tutto mio ogni tanto ce vole! :-)

Arfasatto ha detto...

Il mio blog...mah, sta lì, lo aggiorno poco, diciamo ogni settimana se va bene. Come Maz sono incostante, solo per le piante ho una cura assidua, a differenza di lui.
Il mio Serapione è nato, come spesso accade, per puro caso, e prima, un anno e mezzo fa, nemmeno sapevo dell'esistenza della parola blog, e men che meno ne conoscevo il significato. Poi ci ho provato, e mi è piaciuto. Il mio è un vero e proprio diario, io che non ne ho mai tenuto uno di carta amo invece scrivere sui righi di questa rete. Ho incontrato anche io persone specialissime, vicine e lontanissime; con alcuni si sono stabiliti rapporti, un po' di affetto e di ugh amore, altri sono passati e ogni tanto li rivedo. Mi piace, anche se, come voi, non mi interessa la visita per il maledetto contatore. A volte vorrei commenti fiume, come quelli che ci scambiamo qui. Ma va bene anche così, in fondo.

Silvia ha detto...

Nel caso dovesse capitare di impelagarci, speriamo di essere tanto bravi da venirne fuori n bellezza. Io ne sono certa.
Credo sia giusto affrontare sane discussioni, anche accese, sempre nel rispetto dell'altro, che è alla base di ogni rapporto che si rispetti. Poi, posso comprendere che ogni tanto scappino i cavalli.
Si andranno a riprendere.

Ma Stefania, la dolce Stefania della Puglia, dov'è finita?

zena ha detto...

Ho cominciato a scrivere sul mio blog cinque anni fa.
Abbondanti.
Me ne fece dono un'amica.
Non avevo un progetto in mano, ma uno strumento per assecondare una passione, quella della scrittura, per la prima volta libera e non in risposta ad una professione o a un suo prolungamento.
E allora ho cominciato con le storie di casa mia, delle mie pareti e del luogo dove abito, per non dimenticarle e per non perdere il ricordo di chi le aveva fatte circolare. Poi ho lasciato anche uscire pensieri o annotazioni di lettura.

Scriverei tanto di più, potendo, perchè questa scrittura 'autoreggente' mi fa stare bene: è il mio gioco e la mia pausa.

Quello che sto vivendo, invece, è un momento che mi 'tiene' altrove, perchè la vita ha un suo modo di imporre priorità verso le quali non c'è né diritto di replica né potere di sottrazione.
Per questo il mio blog ha le ragnatele e non riesco a passare qui con la regolarità che vorrei.
E mi spiace tanto, perchè questi fili con voi mi sembrano radici da latte.
Presente quelle dei giacinti quando se ne trapiantano i bulbi? Fili bianchi e sottili, preziosi, ma anche bisognosi di terra buona e acqua, per tenere bene.
Potessero bastare i pensieri o le voglie...
C'è la sensazione, qualche volta, che le assenze, nei blog, siano ventate di aria fredda.
La presenza ha un suo tepore non sostituibile.
:)
A presto, dunque.
zena

Silvia ha detto...

La presenza sarebbe gradita è vero, perchè questo significherebbe anche che è tornato il tempo da dedicare alle cose che piacciono.
Ma la tua poltroncina vuota in realtà, è occupata da un gattone enorme che fa le fusa e la scalda. Sulla copertina s'intende, che la poltrona non si deve rovinare:) Così lo guardiamo dormire beato nell'attesa del tuo ritorno,e non c'è freddo.
Ci sono assenze che sanno essere presenza, sempre.*

Habanera ha detto...

Io mica ho ancora capito perchè ho un blog... ci sto pensando ma non riesco a darmi una risposta.
A volte, se sono molto stanca, mi dico " Ma chi me lo fa fare? " Poi ci sono dei giorni in cui sono più rilassata, meno presa dalla mia caotica vita reale, e torno ad occuparmi del Nonblog con rinnovato entusiasmo.
Mi piacerebbe viverlo come un rapporto libero, non sentirmi condizionata dalle circostanze, ed è un cosa su cui sto lavorando. In passato mi sono sentita troppo spesso prigioniera del blog e non è stato molto piacevole.
H.

Barbara ha detto...

Elena: eh! I commenti a fiume! Io sul mio blog non li ho mai avuti, ma sono rimasta stupefatta da una cosa: all'inizio mi sforzavo tantissimo di scrivere racconti articolati e intensi (nelle intenzioni almeno) e sentiti. Risultato: 1 o 2 commenti.
Poi una volta per sbaglio ho scritto un botta e risposta di una cavolata che era successa in libreria. Il post era lungo tre righe. Risultato: almeno 15 commenti (+ o -).
E' stato molto istruttivo sulle dinamiche della rete.

zena: io non ti conosco bene, almeno non ancora. Ma ti devo confessare che mi piacerebbe seguire il tuo blog, se riuscissi a capire qual'è. Cioè, in fondo alla pagina ci sono alcuni link ai nostri blog, manon ho ancora cpito quale è il tuo...

Habanera: io il nonblog vorrei seguirlo di più di come faccio adesso. Ma è che richiede un po' di attenzione e siccome il computer lo guardo soprattutto in negozio, con la gente che passa e ti interrompe in continuazione, lo rimando spesso a momenti migliori. Arriveranno però!

Habanera ha detto...

Barbara, il blog di Zena è Pesci di nebbia.
È (evviva, ci sono riuscita ad accentare la E: grazie Annarita!) un blog veramente speciale e
sono sicura che te ne innamorerai anche tu.
A proposito del Nonblog ti scriverò presto in pvt.

Ciao, carissima
H.

Barbara ha detto...

ok habanera, ora ti faccio un'altra confessione delle mie.

Quando abbiamo iniziato stanze all'aria ho linkato al mio blog tutti i link che c'erano qui, come atto di cortesia. Poi li visitavo col tempo, con il procedere della conoscenza con gli altri.

Per il blog di zena avevo fatto un copia incolla, così come per gli altri, anche se non avevo capito che era il suo.
Ma solo oggi scopro e capisco che il titolo è COL FAVORE DELLE NEBBIE, perchè dal basso della mia distrazione avevo sempre letto CAVOLFIORE NELLE NEBBIE, e pensavo "carino, prima o poi devo ritagliarmi cinque minuti per andarci". Adesso lo farò"!

zena ha detto...

:))))
Capita spesso che il mio nick venga letto così...
e siccome ciò che passa per la parola può passare per la realtà, non è da escludersi una metamorfosi futura...

Cara Barbara, Habanera, con la sua consueta premura, ti ha già dato ogni indicazione circa il mio blog, su cui scrivo poco in questo periodo, per la par condicio.
Ma avrei tante storie da raccontare: intanto le tengo da parte, a far granaio.

Un saluto a tutti e a ciascuno.
zena