giovedì 2 aprile 2009

Il rispetto

Barbara


Io ho un carattere piuttosto sarcastico.

Non sono una persona cinica, questo no, ma ho una tendenza innata all'irridere qualsiasi cosa mi circondi.

Vi faccio un esempio.
Mia nonna sta male, ha 88 anni e qualsiasi malanno a quest'età è da prendere molto sul serio. Ogni volta che vado al suo capezzale ci mettiamo a chiacchierare della morte. Lei è forte nella sua fede vecchio stampo, io sono forte nel mio umorismo.
-Sai che ho già prenotato il fornetto? (n.d.t. = loculo)
-Te lo hanno fatto scegliere?
-Beh, mi hanno fatto scegliere la zona. Se quando muoio c'è posto, allora mi danno quello lì.
-Allora nonna bisogna che ti sbrighi, se no te lo soffiano!

Il difetto di un carattere così è che tendo ad avere poco rispetto per le cose, "spoetizzi sempre tutto" mi viene spesso detto.

Però ci sono tre cose su cui difficilmente scherzo, tre cose per le quali provo un rispetto innato.
La seconda, in ordine di importanza, è un certo tipo di senso del dovere.
Ho imparato ad averne rispetto il giorno del mio diciottesimo compleanno. Ero in pizzeria a festeggiare con le mie amiche e sul televisore acceso sono apparse le immagini di un'autostrada divelta e macchine esplose. Non era un lontano paese in guerra, ma era l'Italia.
Sono stata colpita nel profondo.


Poi, dopo due mesi, le stesse immagini in un posto poco distante dal primo.

L'altra sera sono stata ad una commemorazione per Paolo Borsellino.

Una serata forse inutile, perchè non cambierà niente, ma ascoltare dalla voce del fratello la storia di un uomo che ha portato avanti il suo lavoro credendo nella giustizia e sapendo di andare per questo incontro alla morte, beh ecco, questa è una cosa su cui da allora non riesco a scherzare.

7 commenti:

Solimano ha detto...

I termini ironico, sarcastico, cinico non sono sinonimi.
Ironico (e autoironico) dovrebbe essere patrimonio comune perché è positivo: significa disattaccamento, non portare l'anello al naso, sana diffidenza verso chi si prende troppo sul serio. Solo che l'ironia (e soprattutto l'autoironia) non è come la pioggia del buon Dio, che piove su tutti. Succede come col senso d'umorismo che chi non ce l'ha non ce l'ha, né riesce a procurarselo al mercato. Però il termine lo conoscono, e lo usano quando offendono: "Ho solo fatto dell'ironia!" Eh no, bello mio, la c'è la differenza.
Sarcastico e cinico hanno una connotazione negativa, ma confesso che ogni tanto sono volutamente sarcastico e cinico. Sarcastico con gli ipocriti e cinico con i creduloni.
A parte il carattere, per me il punto è questo: il conflitto culturale è bene che ci sia, non condivido gli appelli alla serenità che ogni tanto si fanno: serenità de che? Se il conflitto non c'è, si innesca un circolo vizioso che tende al peggioramento, ad adeguarsi, al va bene tutto. Nei paesi più civili del nostro, il conflitto è normale, da noi è normale lo scazzo di dieci minuti e poi tutti amiconi come prima. Avete presente Sgarbi, che ha messo la sua firma sotto un brano scritto da Mina Bacci cinquant'anni fa? La cosa è uscita su la Repubblica, il plagio a livello di testuale copiatura era evidente. Il giorno dopo nessuno ne parlava più, e continueranno a chiamare il Professor Vittorio Sgarbi in Comitati, Mostre, Ministeri come se niente fosse. Negli Stati Uniti, in Francia, in Germania sarebbe stato naturalmente squalificato dalla intellighentia, e questo spiega tante cose: la culturaggine a volte è peggio dell'ignorantaggine. Zitti, boni e reciprocamente complici.

Alla Festa di Protesta in Piazza San Giovanni, magnifica giornata, i due oratori più apprezzati furono Rita Borsellino e Vittorio Foa. Gli addetti ai lavori partitici, un po' perché ciuchi un po' per personale interesse, intrapresero un paziente lavoro di demolizione e di azzeramento della grande, spontanea e generosa mobilitazione che c'era stata. Finalmente ci sono riusciti, ad azzerare, e il risultato del loro diuturno lavoro è sotto gli occhi di tutti. Non tengono vergogna, e sarebbe il meno, ma proprio non capiscono.
Che farci? Della buona prepolitica, almeno ci si istruisce e ci si diverte.

grazie Barbara e saludos
Solimano
P.S. Però tua nonna è troppo buona, dopo una battuta del genere poteva tirarti dietro almeno una padella! Ma a 88 anni si ha meno paura della morte, ci si batte per toccare i cent'anni, ma alla De Coubertin.

Amfortas ha detto...

Io sono dell'idea che, come in tutti i rapporti interpersonali, ci voglia misura e conoscenza di chi si ha di fronte, altrimenti non si è né sarcastici o ironici, né cinici, ma semplicemente stupidi o maleducati.
La conoscenza presuppone tempo e sacrificio, dedizione e una buona dose d'umiltà.
Per questo spesso ci scontriamo con il mondo: o presupponiamo che ci è concesso tutto e lo fanno gli altri e il livello di conflittualità sale.
Non so come sono io, spero di essere attento alle esigenze degli altri senza risultare accomodante, sarebbe già un bel risultato.
Il mio gruppo "storico" di amici è un inferno, non riesci a sparare una cattiveria che te ne arrivano addosso altre cinque, ma, appunto, ci conosciamo da quando avevamo i calzoni corti. Le ragazze (le mule, in triestino) sono ancora peggio di noi muli, se possibile.
I rapporti in Rete sono a rischio, in questo senso, perché si tende ad accorciare i tempi di conoscenza dell'altro, rischiano di fare o farsi del male.
Ecco, ora che ho detto la mia stronzata, me ne vado contento.
"Ti ho sentito dire di peggio"-esclamerebbe a questo punto la mia amica Luisa.
"Certo, ma quando parlo di te"-risponderei io.
E così via.
Ciao :-)

Giulia ha detto...

Sono d'accordo con te che ci sono cose su cui è impossibile ironizzare e scherzare e l'esempio che hai fatto è assolutamente tra queste.
Ricordo anch'io tutti e due gli venti e mi ricordo che ne rimasi sconvolta. Un ricordo che non mi ha più lasciata. Non so se serva o non serva andare ad una commemorazione e, se ci poniamo questa domanda, forse non ci rimane che sederci e non fare nulla. Si va, si ascolta per rispetto, perchè quelle persone sono parte di noi, hanno lottato per noi, sono morte per noi e appartengono alla nostra storia, non quella di tutti, ma la nostra, perchè rientarno nella sfera delle persone a cui vogliamo bene.
Almeno è così che io sento, per cui, quando c'è qualcosa del genere, vado e ascolto.

Giulia

Barbara ha detto...

Per Solimano: io confondo un po' il concetto di sarcasmo con quello di ironia. Tendo a considerarli la stessa cosa.

Amfortas: il fatto che io pensi certe cose non consegue sempre che io le dica ad alta voce. Come dici tu, dipende dal contesto. Ma non posso impedirmi di pensarle.

Giulia: sì.

Amfortas ha detto...

Barbara, lungi da me l'idea di pensare che tu non sia in grado di capire quando una battuta è opportuna, non volevo certo intendere questo.
Anch'io, per fortuna, mi trattengo quasi sempre.
Ciao :-)

Barbara ha detto...

Amfortas: non pensavo che tu pensavi che io pensavo ecc... Uffa! Il brutto della rete è che si complicano le cose che di persona sarebbero chiare con uno sguardo...
Voglio dire che il mio dubbio non era su di te, ma sulla chiarezza delle mie parole.
A volte tendo un po' ad ingarbugliarmi...

Silvia ha detto...

Le stragi Falcone-Borsellino mi hanno sconvolta profondamente e sono immagini che vedo apparire subito appena vedo o sento Saviano. Io vorrei che si parlasse altrettanto di loro, soprattutto di loro, e del loro lavoro. Ma vebbè non voglio entrare in questo discorso. Saviano è un'altra cosa però. Reset. A capo.

Io sono abbastanza ironica e autoironica ma anche sarcastica se mi mandano in bestia. In certi momenti anche cinica ma a ben guardarci è solo amarezza.
L'importante come avete ben individuato è capire chi si ha di fronte. Ci sono persone "fragili d'animo" che non vogliono affrontare la realtà. Meglio lasciarle nel loro brodo ed usare i guanti di velluto perchè ognuno decide per la propria vita e quindi consapevolezza. Anche io scherzo sulla morte coi miei geriatrici come fai tu con tua nonna:) E' un modo per esorcizzare secondo me. Ma non ti nego che a volte mi è pesante e che vorrei dire invece: non te ne andare. Ma so che farei molto più male e soprattutto anche volendo, non mi potrebbe accontentare nessuno.
A volte se la risata è eccessiva, ci accontentiamo del silenzio:)
Buona giornata