sabato 25 aprile 2009

Burqa factor

Roby

Sabato mattina su Rai3 c'è uno dei miei programmi preferiti: TV Talk, sorta di riassunto di tutti i principali fatti televisivi della settimana, commentati da critici autorevoli, con un pubblico di studenti della materia e la conduzione di Massimo Bernardini, pacioso solo all'apparenza. Non ci si limita alla TV di casa nostra, ma si spazia dall'Europa all'America, passando per il Medio fino a raggiungere il Lontano Oriente. E così stamani, mentre inzuppavo goduriosamente nel caffellatte ampie fette di pane, burro e marmellata, ho potuto seguire un servizio su Afghan Star, specie di X Factor ambientato nella Repubblica Islamica dei Talebani, con centinaia di giovani partecipanti aspiranti stelle della canzone. Tra di loro -specificava il commento- persino TRE DONNE, il che sarebbe come dire che all'analogo reality nostrano s'iscrivessero gli scimpanzè del bioparco di Roma: e fra queste tre coraggiose pioniere una in particolare, graziosa e intonata, veniva mostrata mentre muoveva sul palco alcuni elementari passi di danza, poco più di un lieve ondeggiamento al ritmo della musica...
Cambio d'immagine. La telecamera inquadra le reazioni dei parenti maschi della giovane mentre la seguono sul piccolo schermo. I loro volti sono contratti, increduli: uno di essi -forse il fratello- scuote il capo balbettando: "Si sta muovendo... Perchè si è mossa? Non doveva... non posso guardarla...". Un anziano -il nonno?- afferma: "Chiunque può cantare secondo le norme del Corano, ma ballare no: è disgustoso!". Per strada, gli intervistati -rigorosamente uomini- sentenziano come dal banco di un tribunale che la ragazza "è una vergogna per la sua città", e che "merita di essere uccisa (sic)". Il filmato si conclude con la concorrente che, terminata l'esibizione, fa rientro a casa in auto, accompagnata da guardie del corpo nonchè rigorosamente velata per scongiurare rischi di linciaggio lungo la strada.

Il mio pane e burro è quasi finito. E mentre vuoto la tazza ho in testa due soli pensieri:
  1. quanto sono fortunata, io, a vivere in Italia! ma soprattutto
  2. quanto lo sono la Ventura, la Marini, Belen Rodrigues & Co.!
Davanti a un pubblico di talebani osservanti, le percentuali di share e l'audience sarebbero davvero l'ultima delle loro preoccupazioni...

9 commenti:

Silvia ha detto...

Sono senza parole. E incavolata. Però è giusto sapere queste cose, perchè al mondo ci sono anche cose così.
Quando dico che malgrado tutto, io vivo in un'isola felice, dico la verità.
Grazie Roby.
Mi hai fatto venire fame però, managgia...

annarita ha detto...

Poteva cantare, ma non muoversi? Magari 'sti talebani sono i medesimi che nelle banche islamiche, per aggirare la Shari'a, invece che concedere un mutuo per l'acquisto della casa, la comprano loro stessi e l'affittano per il numero di anni corrispondente al mutuo, dopo di che può avvenire il passaggio di proprietà. Alla faccia di Allah e di Maometto suo profeta, che naturalmente non si accorgono di niente!
Salutissimi, Annarita.

Solimano ha detto...

...mentre inzuppavo goduriosamente nel caffellatte ampie fette di pane, burro e marmellata...Gemellina Roby, ho sempre pensato (oltre ad altre cose)che la tua personalità ha uno zoccolo duro: di fondo sei una goduriosa che chissà perché finge di non esserlo, per dirla meglio, si sforza di non esserlo (che è peggio, non meglio...).
Ma perché ripiegare la bandiera della propria goduriosità? D'accordo, si propala che la vita è sofferenza, che gli anni passano come giorni, bisogna star vicino a quelli che soffrono, far propria la la loro sofferenza (un lacrimatoio universale) eccetera eccetera, ma il miglior regalo che possiamo fare agli altri (e alle altre...) è la nostra vitale umoralità, a volte pure incazzosa.
Non credo all'astrologia, ma se non fossimo così, che Arieti saremmo?

Riguardo i talebani, appartengono anche loro alle religioni del Libro, perché il non lo fo per piacer mio ma per piacere a Dio sulle camicie c'era scritto (per fortuna io non le ho viste, ma ero selettivo). Stai tranquilla che Ratzinger di queste robe non parlerà, in preda alla cronica ossessione sessuofobica, ma dovrebbe ricordare che per Dante, sia nell'Inferno che nel Purgatorio, la lussuria è il peccato minore, e non di per sé, come sesso, ma perché la ragion sommettono al talento che è tutto un altro discorso che a volte può avere un senso.

Giusta l'osservazione di Annarita a cui ne aggiungo una io: esattamente, a quale percentuale di interessi scatta il peccato di usura? Poi, andiamo a vedere come si comportavano lo IOR di Marcinkus e la Banca Cattolica del Veneto e il Banco Ambrosiano di Calvi (che è stato sempre tenuto in palma di mano dal Vaticano).
Ma sono certo che un leader tostissimo come Franceschini (stavo per dire Franceschielli) saprà dare la giusta risposta del Partito Democratico. A questo siamo ridotti, che quello che dovrebbe essere il partito della sinistra ha per leader un bravo figlio come Franceschini, che si nasconde in un angoletto appena Ratzinger accenna uno sbadiglio.

grazie Roby e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Ti prego Solimano che volevo passare una domenica uggiosa sì, ma serena...
Cmq è vero. C'è solo un dio che governa dietro ad ogni dottrina. Se si seguissero, conoscendoli, perchè spesso sono occulti i flussi finanziari del pianeta si comprenderebbero le formazioni politiche, religiose e culturali di un paese e il suo futuro in divenire.
Senza dimenticare mai i grandi business: petrolio, armi, droghe e sesso.
Le religioni sono usate come copertura.

Arfasatto ha detto...

Anche io credo di essere fortunata a vivere in un paese occidentale, Roby, anche se non so se sono fortunatissima a vivere proprio in Italia. Comunque non penso proprio che la mia fortuna sia quella di poter vedere, insieme ad altri milioni di scimuniti, le tette di Valeria Marini: sono una moralista vecchio stampo, lo so.Diciamo che la mia libertà è quella di poter scegliere se guardare le tette ecc, e di scegliere di non guardarle; ma certo non ho moltissime altre possibilità, se volessi cercare qualche cos'altro che mi nobilitasse, sarei (sono) in difficoltà.
Sul fatto che, invece, le soubrettes che tu citi devono essere felici di stare in un paese come ilnostro, è vero e concordo: fortunate, ricche e felici (forse).

giulia ha detto...

Nulla di nuovo purtroppo da quelle parti. E' pensare che siamo andati in guerra anche per le donne... Mi fa rabbia davvero.
E sono d'accordo: siamo fortunate tutte noi donne ad essere nate qui, ma sopratutto lo sono "la Ventura, la Marini, Belen Rodrigues & Co".

Abbracci

Silvia ha detto...

C'è ancora così tanto da fare Giulia e loro sono coraggiosissime.
Ti rendi conto di come dovrà vivere adesso questa ragazza?
Non ci voglio nemmeno pensare.

mazapegul ha detto...

Temo, sperando di sbagliare, che gli spiragli di libertà delle donne afgane siano appesi a un sottilissimo filo; più sottile forse di quando gli stessi spiragli s'erano aperti ai tempi dell'egemonia sovietica. Le due esperienza hanno in comune tra loro, e con tante altre nel mondo, che si tratta di una liberazione imposta con le armi; identificata quindi da molti nel paese con le armi che la impongono.
Per uscire dalla guerra afgana senza che ritorni il peggior talebanismo ci vorrà la massima saggezza, e forse neanche quella basta.
Ciao, Maz

sabrinamanca ha detto...

Mi pare che ci siano idioti di ogni razza e religione, e anche idioti che vogliono avere il controllo sugli altri e lo esercitano grazie alla superiorità fisica e all'arroganza (che per fortuna non è di tutti!).
Come dici tu,Roby, e questo avviene un po' in tutte le religioni, si seguono principi, si bypassano principi, con lo stesso zelo!