domenica 22 marzo 2009

Cuore di pelo

Sgnapis

(Sgnapis)

Più importante della mia immagine forse, è sapere cosa mi porto dentro ogni giorno.
Ogni giorno lo porto meglio, però.

E’ una parte di cuore speciale quella per Sgnapis.
Ha il pelo.
Mi ha scaldata nelle gelide stagioni che la vita a volte infligge.
Mi ha sciolta nelle stagioni torride perché l’amore non si ferma davanti ad un termometro bollente.
Non mi ha mai fatta soffrire.
E’una parte di cuore che sa ringhiare, quella per Sgnapis e abbaiare, perché il suo piccolo cuore per me ha imparato a parlare.
A volte dormiamo insieme io e Sgnapis, io col suo pelo, lei col mio pigiama.
E’ davvero un amore speciale quello per Sgnapis.


Dopo quasi 18 anni mi è morta tra le braccia alle 5,35 dell' 1/06/2008.
Credevo si fosse fermato il mio cuore invece si era fermato il suo.
C’è un angolo di parco che ancora non riesco a guardare senza piangere.
Le piaceva prendere il sole, in quell’angolo di parco.
E’ un cane direte voi.
Sì, ma era il mio cane e noi ci capivamo a meraviglia.
Lei non mi ha mai abbandonata come è successo con altri, lei mi è sempre stata fedele, lei da me non ha mai preteso nulla che non fossi in grado di fare.
Lei mi amava. Anche io l’amavo.

Nove giorni dopo, in meno di dieci minuti muore il mio compagno.
E il dolore per lei viene spazzato via come se non fosse mai esistita.
Nemmeno ne ricordavo il nome.
Niente.
Ora, ogni tanto la sogno e mi commuovo. A volte mi pare di sentire le unghiette sul marmo del corridoio.
Il mio amore invece, non l’ho ancora sognato.

15 commenti:

Solimano ha detto...

Con i cani ho sempre avuto un problema: quello di essere stato morso da piccolo. Niente di grave fisicamente, ma è una cosa che mi sono portato dietro, e che mi impedisce la naturalezza. I cani lo avvertono, come mi disse una tosa-cani di Parigi, hanno il radar.
Ma se sto qualche ora a casa di amici che hanno un cane, tutto diventa normale, lo capisco io e lo capisce anche il cane.

Per i sogni, per me, che ne ho trascritti tanti (poi mi sono stufato, avevo capito il gioco) esiste una specie di rimozione preventiva, per non farci stare troppo male. Quindi certe persone che non ci sono più non si sognano, per un un bel po' di tempo. Prima o poi si comincia a sognarle, vuol dire che siamo in grado di sopportare. Non siamo corpo e spirito, siamo un unico organismo con diverse funzioni (yoga vuol dire unione) e quindi il sogno e il ricordo hanno la stesa realtà di una stretta di mano o di una carezza. Quando ce ne rendiamo conto, stiamo meglio, ma ci vuole del tempo, a volte tanto. Perché le persone care che non ci sono più hanno un posto dove vivere: in noi, finché ci siamo. Il nostro problema può essere che non ci rendiamo conto di quanto vivono in noi. Molto più di quel che crediamo, e non è una vita di serie B. Ciò che ho scritto non è consolatorio, ma l'ho sperimentato su me stesso. Per dirla meglio, ne sono stato sperimentato, e lo sono ancora.
Noi -tutti e tutte- siamo più vasti di quel che crediamo.

grazie Silvia e saludos
Solimano

Habanera ha detto...

Non sapevo, Silvia. Fino a pochi mesi fa tu ed io non ci conoscevamo ancora e non avevo mai incontrato in rete neppure lui. Avevo letto sul Blog di Remo la notizia che Carlo (Maria Strofa) non c'era più ma era soltanto un nome per me. Solo oggi, dopo questo tuo post, ho letto questo sul tuo blog. Ho visto la foto che avevi messo per ricordarlo, ho visto il suo sguardo dolce, il suo sorriso, ho letto le tue parole e quelle dei tanti amici che ti sono stati vicini. E ho avuto una voglia fortissima di abbracciarti.

Lo faccio adesso, con grandissimo affetto
H.

Silvia ha detto...

Solimano loro hanno un sentire particolare e tu sei un "buono". Loro lo sentono eccome.

Credo che tu abbia ragione sulla rimozione. Mi accorgo di farlo con molte cose in questo periodo e va bene così. Ho imparato a navigare a vista. Forse l'ho già sognato chiassà quante volte ma non lo ricordo, o forse no. Di certo non passa minuto che non lo ricordi. E questo è già "abbastanza". Sì ci vuole molto, molto tempo.

Haba, cara:)Mi prendo molto volentieri il tuo abbraccio. Anche per me con grande affetto.

Barbara ha detto...

In queste situazioni io non ho parole.
Ti abbraccio però.

Silvia ha detto...

Allora stiamo in silenzio. Grazie:)

Giulia ha detto...

Per questi dolori non posso che fare silenzio e abbracciarti forte, forte.
Giulia

Silvia ha detto...

Grazie Giulia:)

Ho riflettuto prima di pubblicare questo post rendendomi conto che vi avrei messo in imbarazzo.
Tuttavia, arrivata a questo punto del percorso in questo luogo, non mi sembrava nemmeno giusto che voi non sapeste il mio vero "volto" che sì è ciò che io ho scritto finora, ma è anche (eccome) ciò che ho scritto in cuore di pelo.
Per cui mi dispiace se questo può aver arrecato disagio, ma credo che fosse una condivisione non rimandabile, almeno da parte mia.

Grazie a tutti voi.

sabrinamanca ha detto...

Neanche io sapevo nulla di te e Maria Strofa. Come ti ho detto qualche post fa, ti avevo letto qualche tempo fa e poi più nulla sino a "stanze all'aria".Quando ho cominciato il blog MS veniva spesso a commentarmi,seguiva il blog, chiacchieravamo e mi ricordo persino una volta in cui misi qualche poesia di Emily Dickinson lui intervenne insieme a Giuseppe Ierolli del quale avevo scelto una traduzione.
Un giorno non so bene che accadde, un mio commento sul suo blog lo offese e poi non sono più riuscita a sapere perché. Mi é rimasto una sorta di fastidio e quando ho letto nel blog di Remo della sua morte,ero sgomenta, incredula ma in fondo, quel fastidio era sempre li', stupido, ostinato. Poi Remo mi disse, ti ricordi? (gliene avevo parlato pensando che lui lo conoscesse meglio).
Mi son fatta un gran pianto e quel sentimento stupido mi ha lasciata per sempre. Era, appariva sul suo blog, come un ragazzino, spesso un giocherellone, un insaziabile curioso.
Credo che esista solo un dolore superiore a quello di chi lascia questo mondo con una tale energia vitale, ed è quello di chi lo ama e invece resta.

Mio padre è morto undici anni fa. Si è ammalato di tumore ed è morto dopo tre interminabili anni di tortute. Io non ho mai sperato in un miracolo né in una remissione del male, ero in un perido della mia vita in cui lo avevo rimesso in discussione e ne avevo visto, spesso senza pietà, tutti i limiti, eppure, eppure non so nemmeno io quante volte ho fatto lo stesso sogno - che si', era malato, ma che poi guariva.

Un abbraccio fortissimo

giulia ha detto...

Non hai creato disagio cara Silvia, anzi. Il dolore va condiviso, quando si può e si vuole, ne sono pienamente convinta. Ma ci devono essere le condizioni per farlo. Quindi grazie per averlo fatto. Poi può essere ascoltato nel silenzio, perchè non ci sono o non si trovano parole adatte. Ma il silenzio può essere accogliente, può essere uno spazio lasciato libero perchè l'altro pssa portare ciò che desidera portare per essere ascoltato. Senza silenzio non ci sarebbe ascolto.
baci
giulia

Silvia ha detto...

@Sabrina.

C'è un rapporto parallelo che mi coinvolge in questa strana situazione, strana per modo di dire, per cui l'uomo col quale avevo un rapporto amoroso, col quale condividevo il quotidiano, era anche un personaggio "pubblico" proprio in questo contesto. Ho sempre tenuto separate le due cose, anzi, spesso vivevo con distacco la sua figura internettiana per quanto sapessi e conoscessi di molti dei rapporti e relazioni che aveva intrecciato in tanti anni di frequentazione. Tuttavia era il suo mondo e io non mettevo "becco" e la sfera privata per noi era sacra e intoccabile, questo è uno dei motivi per cui non abbiamo svelato la nostra relazione dall'inizio. Non ero a conoscenza del vostro screzio e mi dispiace per quel che può servire. Sono contenta però che tu abbia sciolto il risentimento perchè lui non era capace di portare rancore. Era un'anima dolcissima anche se non lo dava a vedere col temperamento bilioso che a volte faceva uscire dal cilindro:) Eravamo anche profondamente diversi nel gestire le nostre relazioni, per cui, anche qui, abbiamo mantenuto rapporti differenti e ben distinte. Questo mi è stato di grande aiuto, perchè quando ho riacceso il pc per scrivere di lui, con la consapevolezza che lui non sarebbe mai più stato, io non mi sono sentita sola perchè non lo ero, e ho trovato il coraggio per esserci di nuovo in una "nuova" veste. Lui ci teneva molto che condividessimo questo mondo. Ho fatto bene a dargli retta. Per quanto mi riguarda è un mondo che mi sta dando molto. Ho dovuto abituarmi a non ricevere più i commenti affettuosi di un certo "baffetto", ma è ben poca cosa a confronto con tutto il resto. Mi manca moltissimo come credo sia intuibile per chiunque. E' dura.
Ma con voi nei paraggi, meno, molto meno e mi pare che lui sia ancora qui, un po'.

Parlando di tuo padre, del quale mi dispiace moltissimo, mi hai fatto ricordare di un sogno terribile che feci da bambina, a circa nove anni, in cui tutti tornavano dal fronte, scendendo da questo treno sbuffante e mio padre non c'era. A stazione vuota il capotreno ci viene a dire a me e mia madre che mio padre era morto. Piango ancora se ci penso. Penso che abbia coinciso col periodo in cui i miei hanno cominciato a litigare pesantemente per approdare al divorzio alcuni anni dopo. I bambini le cose le avvertono anni luce prima degli adulti. O forse è solo terrore dell'abbandono.
Comprendo perfettamente il tuo dolore e il tuo scavare dentro un amore così importante come quello per tuo padre e il non nasconderti dietro un dito, riconoscendone i limiti. Anche io sono fatta così. Ma io piango ancora se ricordo quel sogno e tu alla fine lo avresti salvato ogni volta perchè alla fine di questi percorsi, li si ama ancora di più.
E'così.
Ti abbraccio forte. Grazie.

@Giulia
Sei una donna piena di sensibilità e intelligenza.
Come tutti qui. E tu hai la capacità di prendere per mano, senza che qualcuno si senta giudicato o in torto, mai. E' un grande dono.

Ho "sentito" in questi mesi una forte presenza qui, una grande capacità di comprendere la vita, i suoi percorsi, le persone. Un luogo privilegiato che grazie a Solimano ho potuto frequentare.
Lui non lo sa, ma credo che sia stato "guidato" in questo, o io sono stata guidata verso di lui:) Mi piace pensarla così. Concedetemelo.
Di fatto mi sento più forte con voi attorno. Per cui, forse non capiterà altra occasione per dirvelo così, ora e per sempre:

Grazie di esserci.
Di cuore.

Io so cosa significa silenzio. Mi piace molto perchè è un aspetto importante di me. Però c'è il silenzio del vuoto che io non auguro a nessuno.
Buona giornata:)

Amfortas ha detto...

Beh, ho letto e passo avanti, Silvia :-)
Non ho nulla di sensato da dire.
Ciao.

annarita ha detto...

Non ho da dirti molto di più di ciò che ci siamo dette nei mesi trascorsi. Non ci crea imbarazzo ciò che hai scritto, ma solo un senso di profonda emozione per lo struggente ricordo che hai voluto dividere con noi. Riesco a valutare la vastità del tuo dolore pensando a come starei male se Giuseppe non fosse accanto a me. Mi ha intenerita pensare che lui e Carlo sono intervenuti a commentare Sabrina nel suo blog riguardo Emily Dickinso. Non so, mi fa pensare che un ideale filo ci avesse già uniti prima di allora, prima che ci ritrovassimo qui grazie a Solimano. Se Carlo avesse potuto frequentare queste s stanze, sarebbe diventato un posto ancora più bello e luminoso. Mi fermo qui perché comincio a sentire quel certo tremolio nello stomaco, presagio di malinconia e di pensieri amari.
Annarita

Silvia ha detto...

@Am avresti un fracco di cose sensate da dire per cui va benissimo il silenzio:) Corri poco!

@Annina dolce:) un ideale filo c'era eccome e c'è anche adesso. Voi eravate nei nostri pensieri spesso, ed erano bei pensieri. Davvero:)*

zena ha detto...

Condividere il dolore.

Cara Silvia, credo che questa tua pagina sia una prova d'affetto grande per le Stanze e chi le frequenta.


E il fatto che tanti qui non sapessero... è, d'altro lato, la prova della riservatezza e del rispetto che questi luoghi coltivano.
Ti abbraccio
z.

Silvia ha detto...

Ciao amica mia:) Come sempre hai ragione. Io qui sto bene:)
Ho voglia di vederti.
Un bacio