venerdì 13 febbraio 2009

Oreste, Eluana e la democrazia

mazapegul

Introducendo la sua traduzione dell'Orestiade, premessa di un film mai realizzato, Pasolini osservava come si trattasse del mito d'origine della democrazia greca (della democrazia tout-court, quindi). Riassumo brevemente: Agamennone, per ingraziarsi venti propizi alla sua navigazione verso Troia, sacrifica la figlioletta Ifigenia. Al suo ritorno in Grecia, Clitennestra -sua moglie e madre di Ifigenia- si vendica uccidendolo, con l'aiuto dell'amante Egisto. Oreste, fratello di Ifigenia, uccidera' a sua volta la madre, essendo per questo perseguitato dalle sozze Erinni. Giunto ad Atene, il vivente Oreste e il fantasma di Clitennestra s'affrontano in giudizio di fronte a una corte d'anziani: era giustificato il matricidio? Non stava la ragione dalla parte di Clitennestra? La corte si spacca esattamente a meta'. Decidera' in favore d'Oreste la dea Atena, che solo a questo punto inserisce il suo voto nell'urna.
Da qui alcune brevi riflessioni.
La democrazia non nasce per decidere dell'ovvio, ma di difficili questioni di vita e di morte, con ragioni e principi che si trovano in conflitto tra loro.
Al momento di decidere, proprio perche' le questioni non sono ovvie, la comunita' si spacca secondo i principi che sono venuti in conflitto.
La decisione viene alla fine presa con pietas.
Le ragioni di chi e' vivo ora (di chi e' presente) finiscono col prevalere su quelle del fantasma (del principio astratto).

6 commenti:

Solimano ha detto...

Una decina di giorni fa, nel pieno della polemica, Poletto, cardinale a Torino, ha fatto una dichiarazione che cominciava così: "Esiste la legge fatta dagli uomini e la legge fatta da Dio etc etc". Ci siamo talmente abituati che non ci rendiamo più conto dell'assurdità pericolosa di queste parole: "Esistono diverse leggi fatte dagli uomini: alcune sono state fatte da non credenti, altre fatte da credenti." Non è una sottigliezza, perché con questo modo di ragionare dopo poche righe Poletto arrivava alla obiezione di coscienza dei farmacisti. Quale coscienza? Quella lavata con Perlana?
Màz, sono convinto che in queste cose sia indispensabile metterla già durissima. Ne sono convinto soprattutto per un motivo: ai tempi del Concilio Vaticano II il dissenso si manifestava a viso aperto da parte dei credenti, adesso il dissenso cattolico, che era un utile anticorpo verso gli autoritarismi, non esiste più, tutto è stato normalizzato. Ci hanno messo trent'anni e ci sono riusciti. Ed è una grossa anomalia: all'interno della Chiesa, per secoli, le contrapposizioni ci sono state. Ora non è più così, prendiamone atto e ognuno faccia la sua parte. Di fronte abbiamo non più la Chiesa, ma una setta. Si vede dalla disinvoltura con cui raccattano argomenti dovunque li trovino, senza nessun filtro.

grazie Màz e saludos
Solimano

annarita ha detto...

Concordo in pieno con entrambi. Mala tempora currunt e sembra che in pochi se ne vogliano rendere conto. C'è di che aver paura.
Salutissimi, Annarita.

Silvia ha detto...

Concordo in pieno. Bello il post e i commenti.
Scoramento. Bisognerà pur fare qualcosa. O no?

Amfortas ha detto...

Trovo molto lucido il tuo intervento, credo che dipenda dalla tua formazione scientifica, anche se citi i classici.
Sembra la dimostrazione di un teorema, purtroppo la variabile è l'uomo.
Ciao.

Giulia ha detto...

Concordo con te e con quello che dice Solimano. Una volta esisteva a cielo scoperto un dissenso all'interno della chiesa che aggregava e limitava lo strapotere del Vaticano, per lo meno faceva opinione. Oggi non è più così. Dobbiamo lottare per uno stato laico a tutti i costi... Giulia

sabrinamanca ha detto...

"La democrazia non nasce per decidere dell'ovvio, ma di difficili questioni di vita e di morte, con ragioni e principi che si trovano in conflitto tra loro.
Al momento di decidere, proprio perche' le questioni non sono ovvie, la comunita' si spacca secondo i principi che sono venuti in conflitto.
La decisione viene alla fine presa con pietas."

Perché chi deve decidere non capisce che è proprio con quello spirito?
Mi ricordo di un'intervista a una donna politica francese fatta all'indomani della scoperta di un nuovo caso di pedofilia.
Diceva: logicamente non si puo' lavorare a una legge dello stato sulla pedofilia all'indomani di un fatto cosi' sconvolgente!
Mi son detta, è il contrario di quello che si fa da noi, ogni giorno da un fatto di cronaca nasce l'emergenza, e con essa il decreto legge.