martedì 24 febbraio 2009

Nicolas De Stael

Ermione

Ho scoperto questo pittore diversi anni fa, grazie a mia sorella storica dell'arte. Me ne sono innamoata, letteralmente, dopo aver visto le sue opere in una mostra splendida del 1994 alla Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo, in quel di Parma.


L'Humain

Il barone Nicolaj Vladimirovitch Stael von Holstein era nato nel 1914 a San Pietroburgo da una nobile famiglia russa, costretta a lasciare la patria e ad emigrare in Polonia in seguito alla rivoluzione del 1917.
Compie gli studi artistici a Bruxelles, poi si trasferisce in Francia. Si arruola nella legione straniera e compie frequenti viaggi anel nord Africa. Dopo il 1941 si trasferisce a Nizza, dove incontra Magnelli, Arp, Sonia e Robert Delaunay.






Per molti anni si dedica alla pittura astratta, con colori stesi con la spatola e col coltello, tirati ed appiattiti; oppure spessi e fortemente materici







Più tardi ritorna al colore dato col pennello, diluito e steso anche con garze, in modo da rendere la materia sempre più leggera ed impalpabile.


Tele colme di colore, a campiture piatte, talvolta addirittura geometriche, ricche di luce. Luce e colore sono i tratti distintivi della pittura di De Stael, una pittura di grande intensità, espressiva e lacerante, ma mai sfrenata, sempre tenuta sotto controllo dal suo spirito "ascetico".


Ciel rouge




Agrigente


Salines

In questa "lotta" con la materia De Stael produce dei dipinti folgoranti, come quelli dei paesaggi della Sicilia o del Sud della Francia.

Comincia ad avere successo, ma è spesso in preda alla depressione, a dubbi laceranti sulla pittura "fragile come l'amore", a un senso di "solitudine inumana".
















Le Soleil La route d'Uzès





Si uccide buttandosi dalla finestra della sua casa di Antibes, nel 1941, a soli 41 anni, lasciando un dipinto incompiuto, oggi esposto al Beaubourg. Si tratta di Le concert, un'enorme tela di sei metri per tre. Un'emozione.

Le concert

8 commenti:

Solimano ha detto...

Ma guarda un po'! La Fondazione Magnani Rocca... Vedo che adesso lo sanno anche al di sotto della linea gotica. Un posto magnifico, la collezione non è vasta, ma con alcune sorprese incredibili: uno dei più bei quadri di Goya, che trascorse un po' di tempo a Parma, un Durer, un Tiziano, diversi impressionisti, Cézanne in prima linea. E il parco giardino con dei pavoni con le code aperte che fanno ombra fino a Parma. Ma qui mi fermo, perché ne avrei da raccontare, sugli amici, le amiche e le visite.

De Stael è un grande pittore, lontano da certo astrattismo freddo e formalistico. Lui è tragico, apppassionato, lucido e concreto. Diverso anche dal famoso mazzo acido, i pittori inglesi come Bacon e Shuterland, che ammiro sì, ma prederisco Lucien Freud, in quei temi.

Elena, spero che avrai profittato di qualcuna delle ottime trattorie che ci sono nei paesi attorno. A due chilometri da lì abita un mio amico carissimo, che ormai vedo una volta ogni cinque anni, uno dei tre che a meno di vent'anni partirono per Parigi e ci stettero tutto il mese d'agosto. Ho ancora il ritratto che per quattro soldi mi fece un greco a Place du Tertre, su a Montmartre, e gli altri due, per sfottermi, passeggiando mi facevano segno che non mi faceva somigliante. E invece il greco era bravo...
Siamo tutti in un punto, come diceva Qfwfq di Calvino, che sarà il caso di ricominciare a rileggere, un giorno o l'altro.

grazie Elena e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Folgorante. Non lo conoscevo e ti ringrazio perchè mi piace moltissimo.
Cercherò di lui.

giulia ha detto...

Molto bello davvero. Non lo conoscevo neanche io. Impariamo qualcosa di nuovo, è bello...
Giulia

Arfasatto ha detto...

Mio caro Solimano, la fondazione Magnani Rocca è conosciuta anche da questi pidocchiosi delle trincee, e non da adesso. Devo dire però, a onor del vero, che non ci torno da tempo immemorabile; ricordo i pavoni, come no, ma non Goya, né Durer, né tampoco Tiziano. Per non parlare di Cézanne. Quanto ai ristorantini, si mangiò lì sotto un pergolato; ma come sai, io non amo la cosiddetta buona cucina, mi accontento di due foglie d'insalata. E un bicchier di vino, naturalmente-

Arfasatto ha detto...

Silvia e Giulia, sono felice di avervi fatto "scoprire" questo meraviglioso artista. Se vi interessa cercare qualcosa sul web, e sapete il francese, vi consiglio di usare Google.fr come motore di ricerca: nelle pagine in francese c'è tantissimo, molto più di quanto non si trovi in quelle in italiano. E, se andate a Parigi, non vi perdete il Concert al Beaubourg, un quadro che da solo vale il viaggio.

Solimano ha detto...

Elena, provvederò prima o poi a scrivere un post sulla Fondazione Magnani Rocca e sul singolare personaggio che fu Luigi Magnani, noto musicologo, che pubblicò nel 1972 un libro che suscitò molte discussioni: "Il nipote di Beethoven". Il libro indaga sui rapporti fra Beethoven e il nipote Carl, su cui il musicista riversò un affetto come minimo esagerato.
Riguardo la gastronomia, la tua dieta avrebbe consentito una gradevole nutrizione a base di Tortelli di Erbette (maiuscole del tutto volute), bevendo una bottiglia di Malvasia di Maiatico (ancora maiuscole del tutto volute). Sarà per un'altra volta.

grazie Elena e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Mille grazie.

Habanera ha detto...

Immagino che l'impatto diretto con De Stael sia un'emozione forte.
Io lo conoscevo un po' ma solo per aver visto qualcosa in rete e non è certo la stessa cosa.
La Fondazione Magnani Rocca sarà meta del mia prossima spedizione a Parma e i Tortelli di Erbette (maiuscolo e grassettato) saranno il degno coronamento.
H.