giovedì 15 gennaio 2009

I favolosi Gufi

Habanera

Credo che la maggior parte di voi sia troppo giovane per saperne qualcosa ma questi quattro ragazzacci hanno avuto un successo enorme negli anni sessanta.
Originali, per certi versi geniali e sicuramente all’avanguardia sui propri tempi: Nanni Svampa, Roberto Brivio, Lino Patruno e Gianni Magni (quest’ultimo prematuramente scomparso nel 1992) sono stati precursori di un certo modo di intendere la comicità, l’umorismo e la satira del quale molti sono da considerare epigoni (lo stesso Giorgio Gaber deve loro qualcosa, per non parlare di Cochi e Renato).
Io ho avuto la fortuna di conoscerli di persona nel 1980, negli studi di Antenna 3 Lombardia dove Enzo Tortora era riuscito a ricomporre il quartetto che si era separato da tempo.
Il loro ritorno in tv, con la trasmissione Meglio Gufi che mai (andata in onda per ben 40 puntate ogni domenica sera) ebbe un successo di pubblico travolgente, tanto che la direzione della rete decise di replicare la fortunata esperienza anche per l'anno successivo con Più Gufi di prima.
Ma questa trasmissione purtroppo non andò mai in onda, a causa dell'uscita di Gianni Magni dal gruppo.
Peccato, erano veramente straordinari. Ma Gianni, che già aveva provocato la rottura nel sessantanove quando erano all'apice del successo, non se ne rendeva conto, inseguiva il cinema, cercava altre strade. Ricordo il suo sguardo stupito quando gli dissi: in quattro siete perfetti, se uno di voi si defila crolla tutto! Non ci ha creduto, ed è crollato tutto.

Ho trovato pochissimo in rete, solo qualcosa del vecchio repertorio degli anni sessanta, come questo che vi propongo


7 commenti:

Silvia ha detto...

Che bel ricordo Haba! Ecco alcune cose di Gaber da dove venivano... Sai che non ci avevo mai pensato?
Mi sono sempre piaciuti anche se sono stati una meteora. Purtroppo.

Giuliano ha detto...

I Gufi sono un bel ricordo. Io ero piccolino, non capivo tante cose, ma erano divertenti e anche un po' inquietanti, con quelle calzamaglie nere e quei toni surreali. Penso che debbano molto anche a Brecht, e a Giorgio Strehler che negli anni '50 lo aveva fatto conoscere a Milano.
E' davvero un peccato che si siano separati, anche se poi Svampa e Patruno in due si sono divertiti ancora per parecchi anni, e Nanni Svampa è ancora sulla breccia, col suo Brel e il suo Brassens.
Magni era il più divertente, ma forse era anche il più debole dal punto di vista della preparazione e della cultura personale, avrebbe avuto un gran bisogno degli altri tre...

Solimano ha detto...

I Gufi li ho visti diverse volte in TV, ma il ricordo indimenticabile è per due loro spettacoli teatrali che vidi a Bologna al Teatro Duse strapieno nella seconda metà degli anni Sessanta.
Forse Magni era il meno colto, ma aveva un grande talento naturale. In quegli anni a Milano ci fu un incredibile fiorire di talenti, e non faccio i nomi, che sono tanti, da tutti conosciuti. Ma il più grande di tutti, dico una cosa ovvia che però è bene ricordare, fu Dario Fo, e se devo scegliere fra quello che ha fatto allora dario Fo, scelgo gli spettacolini teatrali quasi da camera, come Gli arcangeli non giocano a flipper, Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri, Chi ruba un piede è fortunato in amore e un disco memorabile in cui non c'è Fo ma fu lui a volerlo e ad organizzare tutto compreso i testi: Ci ragiono e canto, il primo. Trascrivo i nomi degli esecutori:
Giovanna Marini, Giovanna Daffini, Caterina Bueno, Rosa Balistreri, Piero Nissim, il Gruppo Padano di Piadena, il Coro del Galletto di Gallura, Maria Teresa Bulciolu, Ivan Della Mea, Enzo Del Re, Ciccio Busacca.
Un disco meraviglioso che consumai fino all'ultimo solco.
E il grandioso Enzo Jannacci, anche lui con un disco dal vivo che cominciava con la Veronica, un disco che riuscii a portare su nastro magnetico e che mi accompagnò durante il servizio militare a Roma (avevo un grosso registratore nascosto in un modo strano in camerata, se me lo trovavano finivo in cella di rigore).
Per i momenti serissimi, per il senso di appartenenza, c'era Ma mi di Strehler-Carpi, che amavo in particolare cantata da Jannacci:

Serom in quatter col Padola,

el Rodolfo, el Gaina e poeu mi:

quatter amis, quatter malnatt,

vegnu su insemma compagn di gatt.

Emm fa la guera in Albania,

poeu su in montagna a ciapà i ratt:

negher Todesch del la Wermacht,

mi fan morire domaa a pensagh!

Poeu m'hann cataa in d'una imboscada:

pugnn e pesciad e 'na fusilada...


etc etc etc etc etc.....

grazie Habanera e saludos
Solimano

Giulia ha detto...

davvero un bel tuffo nel passato. A volte ci dimentichiamo di cose preziose come questa...
Sono durati poco, ma erano davvero grandi... Giulia

mazapegul ha detto...

Ah, i gufi!
Grazie per il richiamo alla memoria!

Arfasatto ha detto...

Anche io conoscevo i Gufi, li ricordo, come Giuliano, anche leggermente inquietanti. Adoravo proprio Magni, ero piccola e mi facevano ridere quei dentoni che mi ricordavano quelli di Dario Fo.
Grazie!!

Habanera ha detto...

Per i nostalgici dei Gufi, in calzamaglia e bombetta come da tradizione, ho cambiato il filmato.
La scelta su You Tube è scarsissima ma anche il poco che c'è merita di essere rivisto.
Una meteora, sì, che il passare del tempo purtroppo tende a cancellare.
Sono sorpresa che Silvia, Giulia, Elena, Giuliano e Mazapegul se ne ricordino. Sorpresa veramente molto piacevole.
Mi sorprende meno invece che li conosca Solimano che li ha scoperti addirittura prima di me, all'epoca dei loro primi successi negli anni sessanta.
Visti di persona il più simpatico, di una simpatia molto umana e naturale, era Nanni Svampa.
Il più gentile forse Lino Patruno.
Il più bello, amatissimo dalle donne, Roberto Brivio.
Il più geniale, assolutamente indispensabile al gruppo, Gianni Magni.

Grazie a tutti
H.