martedì 6 gennaio 2009

Cortocircuiti

Amfortas

Bah, forse passerò per moralista o peggio, però questa mattina leggendo il quotidiano della mia città sono stato preso dallo sconforto.
La notizia non è poi così scandalosa, lo so che se ne sentono ogni giorno di peggio.
Vi riporto qui solo “il lancio” in prima pagina, tanto non serve altro. (Ancarano è una località slovena, a pochi km. da Trieste)

Triestine in fila ad Ancarano a rifarsi il seno a metà prezzo.

Ragazze giovani, poco più che ventenni, determinate a migliorare il loro aspetto fisico. Dopo aver passato ore e ore a guardarsi allo specchio, sbuffando insoddisfatte, prendono finalmente la sofferta decisione e si presentano, sempre più numerose, in cliniche private specializzate in ricostruzione estetica, nella maggior parte dei casi per aumentare il volume del proprio seno. Forse ispirate dalla televisione e forti di una solida disponibilità economica, sono pronte a spendere anche migliaia di euro.


Poco più di tre anni fa, mia moglie, che è stata sempre molto trendy, si era decisa per un’operazione radicale: via una tetta, la sinistra.
Scelse l’Ospedale di Udine, anche lei abbagliata non tanto dai minori costi, ma da una acclarata maggiore professionalità, in questo campo, del nosocomio friulano.
Anche lì c’era la fila eh?
Tutte contente di essere testimonial di questa nuova moda, come potete immaginare.

9 commenti:

Giuliano ha detto...

...e il risultato saranno due mezzi meloni duri e sferici? speriamo di no!
E' una cosa così bella, il seno: anche se è piccolo a me piace lo stesso, e il bello è che ognuna ha il suo.
Ma vaglielo a spiegare.

Giuliano ha detto...

E un pensiero per tua moglie, e per tutte le persone che hanno davvero bisogno della chirurgia plastica.

Solimano ha detto...

Amfortas, non è moralismo, ma lucidità. Sono fuori di testa, semplicemente. Completamente plagiate ed imbalordite dalla civiltà dell'apparire, verbo ben diverso dall'immaginare.
Non ho nulla contro i segnali sessuali che maschi e femmine si scambiano e su cui l'avoluzione della specie ha lavorato per decine di migliaia di anni: le code ai pavoni gliele hanno costruite le pavone, scegliendo preferenzialmente quello che la coda l'aveva più lunga. Ma che oggi, entro i ventitre anni, tutte queste si rifacciano naso, labbra, tette e chiappe, è semplicemente stupido. Diventano tutte uguali, ed anche quando si viene al dunque, a un certo dunque, sono rapporti da una sera, al massimo dopo qualche mese finisce tutto, perché lo spazio alla fantasia e alla creatività, che nell'erotismo è essenziale, non c'è. Allora avanti un'altra, del tutto uguale alla precedente. La creatività non è il famolo strano.
Ma che vadano a vedere che cosa ha dipinto il Tiepolo proprio ad Udine. Se c'era un pittore affascinato dalla bellezza femminile era proprio il Tiepolo, eppure la Sant'Elisabetta vecchisima è quasi più bella dell'angelo che le annuncia che le nascerà un figlio malgrado l'età. E il Veronese a Masèr si trovò una cicciona come modella, guardate cosa ha fatto. Alla civiltà desiderante si è sostituita qualla del timbro siliconico. Ma il desiderio non è un timbro. Poi se ne accorgono, queste supponenti e poverette, ben prima dei quarant'anni ma le jeux sont faits, come testa e come tutto. Che gusto ci sia poi a carezzare un pallone gonfiato al limite del granitico non l'ho mai capito. Chissà la brutta figura, se mi fosse capitato!
Eppoi c'è il voler esistere cancellando la sofferenza: non sta in piedi, la sofferenza arriva, e bisogna attrezzarsi a riceverla, non permette che le si chiuda la porta in faccia, entra comunque.

grazie Amfortas e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Da ragazzina -come molte mie coetanee- ero ossessionata dalle misure del mio decollété (così come i maschietti, credo, dalle dimensioni di qualcos'altro). C'è un momento, nell'adolescenza di una ragazza, in cui il cambiamento delle proprie forme è vissuto quasi con sgomento, con fastidio, e si vorrebbe nascondere sotto chili di maglioni e cappotti le rotondità appena accennate che cominciano a far capolino ai lati dello sterno. Il bello è che -pochi anni dopo- quelle stesse protuberanze vengono esasperate all'inverosimile, mettendole il più possibile in mostra come richiamo pubblicitario per i ragazzi del circondario. I quali, anche se per conquistarti ti sussurrano al chiar di luna "Lo sai che hai degli OCCHI stupendi?" sappiano bene TUTTE a quale altre parti ROTONDE del nostro corpo si riferiscono!!!

Ad ogni modo, la chirurgia plastica -nel senso esposto nel post- quella no, mai e poi mai!!!

[:->>>]

Roby

PS: Amfortas, un abbraccio speciale alla tu' moglie, con grande grande partecipazione!!!

Roby

Giulia ha detto...

Non mi fare dire cosa penso della cosiddetta chirurgia estetica...

Giuliano, grazie... finalmente un uomo a cui "piace piccolo"...

Un abbraccio a te, Amfortas, e a tua moglie, anche da me, Giulia

Giuliano ha detto...

Cara Giulia, io ero nato monogamo ma i fatti della vita mi hanno costretto a cambiare. Il mio parere completo, giunto a questo punto, è che dipende sempre non dalle misure ma dalla donna che c'è dietro.
Vale non solo per il seno, ma un po' per tutto: io pensavo che dopo i sedici anni tutti la pensassero così, invece mi accorgo che non è vero.

Habanera ha detto...

Ho meditato a lungo su questo post ed ho provato più volte a commentare ma non ero mai soddisfatta.
Ho accartocciato molti fogli virtuali nel cestino (virtuale anche lui) perchè l'argomento è vastissimo e proprio non riesco a risolverlo in poche parole.
Cosa spinge tante donne, magari ancora giovani o giovanissime, a ricorrere alla chirurgia estetica?
E' colpa dei tempi in cui viviamo, oppure è un'insicurezza atavica, profondamente radicata nella natura femminile?
Chi ha deciso che la donna debba essere soprattutto bella, ornamentale, gradevole, sessualmente appetitosa?
Chi, ancora oggi, vede la donna soprattutto come oggetto del desiderio?
Come se la donna non avesse anche un'anima, un cervello, una sua personalità forte, ben distinta da quella maschile?
Paolo, Giuliano, Solimano (limitandomi a chi si è espresso qui) sono sicuramente uomini veri, intelligenti, sensibili, capaci di amare una donna nella sua interezza; ma quanti sono davvero come loro?
Finchè le donne non impareranno ad amare e rispettare se stesse, finchè non impareranno a farsi amare ed accettare per come sono (invece di correre sempre dietro all'approvazione di qualche stupido maschietto) certe cliniche dell'illusione saranno sempre piene.

Un abbraccio a Paolo e alla sua bellissima moglie trendy.
H.

Amfortas ha detto...

Giuliano, bah, il risultato sarà un altro passo verso la perdita d'identità.
Contente loro...
Solimano, mi sa che questo quadro devo andarlo a vedere dal vivo, perché di certo non è santa, ma mia moglie si chiama proprio Elisabetta.
Per il resto, la tua anlisi e lucidissima e la condivido in pieno.
Roby, e sappiamo anche benissimo che la frase, riferita ad una ragazza, ha degli occhi meravigliosi, è uno dei giudizi estetici peggiori che un uomo può dare di una donna :-)
Un po' come dicono di me: "È molto simpatico e si vede che è una persona interessante", che mi viene subito la voglia di trasformarmi in un Tom Cruise decerebrato :-)
Giulia, io non vedo la chirurgia estetica come il male assoluto, si fa per dire, ma l'utilizzo idiota di questo mezzo sì: un po' come per i cellulari, insomma.
Habanera, io ho 53 anni e mezzo, e quindi penso di poter dire con certezza che la risposta a tutte le tue domande è che la società attuale è folle.
Un tempo non era così, lo so perché ho vissuto quel tempo e pure molti qui lo sanno meglio di me.
È una questione generazionale.
Ti risparmio la solita tirata sui valori, ché ormai è numero d'avanspettacolo, ma so benissimo che capisci ciò che voglio dire.
Non so se sono un uomo vero, sicuramente sono un uomo che non ha paura di nascondere i propri sentimenti, o di piangere se mi viene da piangere.
Comunque ti ringrazio per la stima :-)
Sottolineo che ovviamente mia moglie odia che si parli della sua malattia, e che quando leggerà questo post (se lo farà) mi cazzierà duramente :-)
Grazie a tutti.
(chiederò ai boss se mi danno l'autorizzazione a riportare qui una cosa che ho scritto a questo proposito, e che è stata pubblicata in un'antologia di racconti...è che è piuttosto lunga e mi sembra di rubare spazio agli altri)

Silvia ha detto...

Il discorso è molto lungo e qui sono già state dette tante cose che condivido che non starò a ripetere.
Io non condanno le ragazze che fanno la fila per rifarsi le tette o il culo o la liposuzione perchè la maggior parte di loro non "sa cosa sta facendo". Ne sono certa.
Ma questo dice di fare la capo tribù da loro eletta e va bene così. Il farsi tagliare e ricucire e modificare lo assimilo ai piercing/tatuaggi che i giovani e non solo, amano farsi ovunque, una forma di martirio moderno, un grido di dolore fisico che sottace un disagio interiore: io sono qui e appartengo a questo mondo.
Alla fine risultano tutti uguali partendo da sponde opposte: Barbie da una parte e pirati metropolitani dall'altra, col risultato che le urla e i gridolini si perdono nel caos di clacson e mancanza di tempo per vivere davvero. Non dirò nemmeno che mi fanno tristezza perchè non è vero. Forse hanno ragione loro e per vivere meglio bisogna attaccarsi del silicone e qualche pendaglio in posti strani. A me il concetto di diverso affascina, credo che a loro spaventi. Anche questo credo che sia frutto dei nostri tempi e non ne hanno colpa loro. In fondo, anche senza volerlo, tutti siamo uguali a qualcuno, almeno idealmente abbiamo un punto di riferimento al quale guardiamo. Se siamo fortunati, il nostro punto di riferimento non ci chiede di fare il gommone da salvataggio o l'albero di natale con ferraglia di vario genere.
Ma è solo fortuna, o no?



I miei omaggi al generale Ripley:)
Inchino coi migliori auguri di un felice 2009