lunedì 15 dicembre 2008

Un nipotino per raccomandata postale

Roby

Fra cinque, sei mesi al massimo diventerò zia.
Non per via biologica, se così si può dire, ma per raccomandata postale. E' questo il mezzo attraverso cui mia sorella ha richiesto l'adozione di un/a piccolo/a cambogiano/a, indirizzandola direttamente al governo di quel paese, per tramite di un ente a ciò preposto ed espressamente scelto da lei e da suo marito allo scopo. La creatura che -ancora di ciò inconsapevole- sarà mio o mia nipote potrebbe avere da uno a tre-quattro anni, e forse essere accompagnata da un fratellino (o da una sorellina) da lei indivisibile.
Che dirvi? L'idea mi elettrizza, mi commuove, mi riempie di gioia per mia sorella (da anni impelagata in tutte le interminabili procedure del caso)... però, nello stesso tempo, mi atterrisce. Anche una zia ha le sue responsabilità, non credete? E -in quanto zia d'adozione- forse ne ha anche di più!
Pur simulando disinvoltura e fiduciosa attesa, sono semplicemente ter-ro-riz-za-ta.

7 commenti:

giulia ha detto...

Non devi esserlo... Possono anche esserci momenti difficili, ma i bambini tutti hanno bisogno di affetto e basta. L'adozione può spaventare un po', ma è più naturale di quello che sembra. Saranno tue nipoti a tutti gli effetti e figli a tutti gli effetti come lo è stato mio figlio che ho adottato tanti anni fa a 4 anni. E' una bellissima espereinza anche se a volte come sempre può essere un po' faticosa. Allora tanta felicità carissima, un abbraccio a tutti: Giulia

Roby ha detto...

Grazie, Giulia: ascoltare le positive esperienze altrui rincuora sempre!

Baciottoni a te e al tuo fortunatissimo figlio!

Roby

Dario D'Angelo ha detto...

Avrei anche io le tue paure ma come riportato da Giulia in effetti tutte le esperienze con cui sono venuto a contatto mi parlano di rapporti "naturalmente" e gioiosamente vissuti.

Solimano ha detto...

Roby, a me sembra una cosa impegnativa e delicata, è bene non prenderla assolutamente alla leggera o crearsi aspettative radiose. C'è un nuovo radicamento, ma c'è anche uno sradicamento, ma certamente ne siete consapevoli. I primissimi anni di vita non ce li si ricorda, ma ce li abbiamo tutti dentro.

saludos y besos
Solimano

annarita ha detto...

Coraggio, Roby! Io ho adottato a distanza una deliziosa bambina del Bangladesh dalla quale ricevo regolarmente fotografie, disegni e brevi letterine in cui mi parla della realtà del suo villaggio. Mi sembra importante che continui a crescere nella sua terra, tra i suoi parenti, e spero che il mio piccolo contributo la aiuti a diventare un sostegno per la sua comunità.
Una persona che non esito a definire arida mi ha detto che le adozioni a distanza sono solo un modo per tacitare la coscienza. So benissimo che non hanno niente che vedere con l'impegno e il sacrificio di una adozione vera, ma mi sembra comunque un'opportunità importante e da non trascurare. Auguri!!!

Roby ha detto...

Dario e Solimano, grazie di essere passati di qua, e di aver partecipato al mio "terrore"!

Annarita, che siano a distanza o da vicino, le adozioni sono comunque una meravigliosa "invenzione". Complimenti per la tua piccola "protetta" del Bangladesh!

Baciotti

Roby

Silvia ha detto...

State facendo una cosa importante ed impegnativa. Una cosa che vi darà tanto, perchè tanto darete. Una migliore qualità di vita. Una possibilità che altrimenti sarebbe preclusa. Ed è la cosa più bella che si possa fare perchè equivale alla libertà. Tanti auguri a tutti di cuore e una bacione grande alla nuova arrivata.