venerdì 12 dicembre 2008

Post di servizio: Pausa di riflessione

Solimano

Ho deciso di prendermi una pausa di riflessione di alcuni giorni, in cui in Stanze all'aria non scriverò post né commenterò. Continuerò ad esercitare la quotidiana attività di bidellaggio per sistemare alcuni aspetti di editing dei post pubblicati dai guest.
In gioco è la continuazione della esperienza del Diario in rete, decisione che posso e debbo prendere da solo, però ascolterò con vera attenzione l'opinione di tutti i guest.
Non è invece in gioco la continuazione del blog Stanze all'aria, ideato da Giuliano e da me come biblioteca dei nostri scritti. Stanze all'aria proseguirà, aggiungendo alla biblioteca altre attività che valuteremo. E non c'è alcun pericolo per l'ottimo lavoro che è stato fatto da noi tutti in questo breve periodo, che resterebbe a disposizione di tutti i visitatori, a parte il fatto che un guest può decidere in qualsiasi momento di cancellare i suoi post portandoli, se crede, da un'altra parte: nessun copyright.

Elenco alcuni dei motivi che mi hanno convinto a prendere questa pausa di riflessione:
1. Motivi personali, principalmente -ma non solo- il mio attuale carico di lavoro che non mi consente, ad esempio, di commentare in alcuni blog che apprezzo.
2. Forte discontinuità nella partecipazione di diversi guest. Il problema non è l'offering quotidiano, che c'è sempre ma è che, con 19 (diciannove) guest, ci si poteva attendere un senso di comunità superiore a quello attuale. Niente di male se qualcuno ha cambiato idea, basta saperlo in un rapporto di pieno rispetto, niente di che, ma non si può stare sulla porta con un piede fuori ed uno dentro.
3. Segni di opacità nel rapporto fra di noi, con un uso a volte strumentale dei commenti. Ho già detto che limpidezza e buon rapporto sono prerequisiti indispensabili, il che non vuol dire assenza di dialettica, tutt'altro: una buona dialettica è indizio di circolo virtuoso che tende al miglioramento.

Aggiungo un motivo di amarezza personale. A me piace esplorare nuove strade e nuove opportunità, sono un po' un cavallo che tira sul morso. Mi piace perché mi piace, ma mi piace anche perché ce n'è bisogno. E quando si esplora non per fare un giretto igienico ma per realizzare qualcosa, occorre decisione, che vuol dire piacere e dispiacere. Mi è capitato già alcune volte di essere lasciato solo proprio quando si trattava di fare un passo in avanti necessario, di essere lasciato solo nel momento in cui c'era il massimo bisogno di essere in compagnia. Salvo poi vedere rientrare quelli che mi avevano lasciato solo, perché la cosa ideata andava bene. Meglio così, ma l'è dura, quando si rema controcorrente. E non voglio sentire discorsi tipo io do una cosa a te tu dai una cosa a me, dove stiamo?

Infine, la commentaggine. E' vero che un complimento non cade mai per terra, ma Dante dice: "Perché il fatto dal dir non sia diverso". A me non riesce di pensare una cosa e di di scriverne un'altra nei commenti, al massimo posso non scrivere. A forza di zuccherosa commentaggine, chi usa la dialettica (e magari proprio per questo dà valore aggiunto) viene offeso e lasciato solo: si fa finta di niente, si volta la testa da un'altra parte. E mi sono fatto un punto d'onore di cercare di mettere un valore aggiunto in tutti i commenti che ho scritto, alcuni guest lo sanno molto bene. Non cambierò il mio modo a nessun costo. Per valutare il tutto, ditemi se sono mai intervenuto a livello dei post o delle ore di pubblicazione: gioco chiaro gioco bello, e così è stato.

Dico la mia opinione su questa esperienza. E' molto buona, se cessasse l'esperienza di Stanze all'aria certamente ne sorgerebbero altre: il progetto è giusto e ce n'è proprio bisogno. A livello qualità il livello è stato tendente all'ottimo: abbiamo messo dentro delle belle robe. A livello di quantità, cioè di visite, il livello è buono, un po' più di quello che mi aspettavo, ma so come potrebbe crescere. Quindi chiedo dei o dei No, non dei Se o dei Ma, di cui non abbiamo bisogno per rispetto reciproco. Meglio un No nei denti che una promessa da marinaio. Chiedo di non dover fare l'opportunista, sarà un bel mestiere ma non è il mio, lo farei malissimo per giunta a bocca storta. E siccome sono affetto da superbia ve lo dico chiaro: qui non c'è bisogno di un opportunista, ma di un rompiglione, se si vogliono veramente fare le cose. Niente gné gné ed opacità e remare contro e furberiole, possiamo essere tous parents tous differents, allora sì! Altrimenti, ho il Parco di Monza a duecento metri eh... eh... Ma andrei avanti volentieri qui, se le condizioni lo consentissero.

Frans Hals: Il cavaliere sorridente 1624 (83 x 67 cm)
Wallace Collection, Londra

18 commenti:

Fulmini ha detto...

@ Solimano

Per quello che ho capito del tuo 'post di servizio' (forse non molto, perché sono nuovo della compagnia e non conosco tutti i suoi trascorsi), sono completamente d'accordo.

Sottolineo la necessità di una maggiore solidarietà, e discussione (squotimento reciproco delle radici).

Roby ha detto...

Solimano stracarissimo, sono d'accordo con te ( e con il Cavliere SORRIDENTE di Wallace): per quanto mi riguarda, in qualità di diciannovesima parte dei guests, in questo periodo latito un po' (parecchio?) per due motivi: sovraccarico di lavoro in ufficio e piccoli disturbi dell'età. Non per altro!

In ogni caso, per me la risposta è indubbiamente SI'.

Baciotti-super

Roby

giulia ha detto...

Nel diario in rete ammetto che mi sono trovata un po’ in difficoltà per motivi che non ho del tutto chiari. Scorre troppo veloce e faccio fatica a seguirlo. Del resto trovo che essendo un blog collettivo sarebbe bello ci si commentasse meglio e di più in modo da interagire in modo dialettico.
Solimano, trovo sempre molto stimolanti i tuoi interventi proprio perché non si limitano al “sono d’accordo” e altri modi più o meno simili di commentare. Ma non è facile. Il tempo spesso ci rema contro.
Personalmente sono in un momento di ripensamento. Il mio blog personale non mi piace più e lo sto portando avanti forse perché mi è difficile chiuderlo, ma neanche mi piace continuarlo così. E il ripensamento lo devo proprio a te, Solimano, che mi hai fatto vedere il blog con un’altra ottica.
Mi piace l’idea della biblioteca e ti avevo detto di lasciare passare solo questo momento in cui sono molto presa da impegni che si sono accavallati e volevo pensarci con un po’ di calma, ma vorrei partecipare seriamente a questa idea.
Quello che è giusto è che se si dice sì, ognuno deve fare la sua parte.
Ho trovato però i post belli e il tutto è stato molto piacevole da seguire e leggere. Sicuramente il tuo impegno con quello di Giuliano e Roby è davvero stato molto forte rispetto a quello degli altri. Forse questo dovrebbe essere rivisto se si vuole continuare il diario in rete e ripensare l’impegno di tutti.
Riassumendo mi dispiace che scompaia il diario in rete anche se è difficile mantenere il ritmo e dovremmo definire quali sono le condizioni per poterlo continuare.
Concordo su ciò che dici sui commenti. Ti do il mio assenso per iniziare l’esperienza della biblioteca. Su questo ti dirò entro questa settimana su come intendo impegnarmi.
Non ho capito cosa vuoi dire con “Segni di opacità nel rapporto fra di noi”…

Amfortas ha detto...

Io continuo a scrivere, a leggere quando ho tempo, a commentare quando ho tempo e qualcosa da dire.
Vorrei che questo spazio continuasse a esistere, perché mi è utile e sperimento qualcosa.
Inoltre, per quello che può servire, ho pubblicizzato questo condominio nel mio ultimo post, allo scopo d'incentivarne la lettura.
Credo che tu, Solimano, faccia bene a fare il punto della situazione, sei il padrone di casa.
Ciao.

Giuliano ha detto...

Penso che sarebbe interessante mettere insieme Diario e Biblioteca: fare cioè come sta facendo Nicola con i suoi post sulla scienza, che potrebbero essere messi insieme tra un po' di tempo. O anche Fulmini, con le sue foto.
Non è una cosa complicata, anzi direi che viene spontanea dopo un po' che si scrive. Le "raccolte" mie e di Solimano e di Roby che sono qui nascono proprio da post pubblicati nel corso del tempo (anche tre anni) su un altro sito, e poi riveduti e ragionati e messi in ordine.
Poi ovviamente si può continuare a scrivere quello che ci ha colpiti quel giorno in particolare, scrivere "a programma" sarebbe una cosa noiosa.

Barbara ha detto...

Io scrivo poco, cerco di commentare come posso, ma so che la mia partecipazione è scarsa.
Al momento non posso fare di meglio, nè prendermi impegni che non potrei mantenere, ma mi dispiacerebbe se non ci fosse più il diario in rete, lo trovo molto distensivo.

Non ho avvertito tensioni o "rapporti opachi tra di noi", o forse non ho capito bene che cosa intendi...

mazapegul ha detto...

Caro Primo,
io sono senza dubbio un guest discontinuo, ma non riesco a fare altrimenti. In questi ultimi mesi per il arico di lavoro, al lavoro, a casa e nel PD, ma anche -in altri periodi della mia vita blogghiera- per un'intermittenza nella mia "sensazione di senso" che mi perseguita dall'infanzia. Cio' non riguarda pero' il periodo in questione, e pospongo le considerazioni in seguito.
Il tempo che passo in rete lo dedico solo ai blog di cui tu sei animatore e partecipante (ebbene si', sono una persecuzione!): non avrei un secondo da dedicare ad altri, neanche in lettura, e non so cosa succede nella rete in generale.
I contributi che do' a questo blog sono pochi e frettolosi: Giuliano e' troppo gentile dicendo che andrebbero raccolti quelli dedicati alla scienza. Se ne avessi il tempo, cercherei di incollare cose scritte in precedenza e integrarle con altre, per farne una piccola autobiografia matematica (non per autocelebrazione, ma perche' forse divertirebbero qualcuno). Ma il tempo manca. O scriverei dei teoremi di Goedel, ma per quello ci vuole tempo; sia per capirli bene, che per sminuzzare cio' che s'e' capito a utilita' d'altri.

Vengo alle discussioni di metodo, a cui prendo rarissimamente parte. Il rischio delle discussioni di metodo in rete e', lo sai meglio di me, che prendano il sopravvento sul merito e che degenerino in rissa e ripicca. Sappiamo che le si fanno meglio dal vivo, almeno se quelli che partecipano si stimano a vicenda. Pero' a volte ce n'e' bisogno.
Io leggo tutte le tue considerazioni, anche quelle piu' spigolose, e cerco di capirle e di trarne insegnamento, ma raramente le commento in rete, e non credo che cambiero' modo di fare, cosi' come tu male faresti a cambiare il tuo.
A me questo blog piace, soprattutto mi piace leggerlo, e mi piace pure scriverci sopra. Non ho la penna facile, cosi' come facile non mi vengono tante altre cose (neanche la matematica: io sono uno di quelli che si sudano ogni granello dio comprensione e ogni progresso nella ricerca), ma quando mi viene lo sbuzzo, ho il tempo e un computer connesso a fianco, contribuisco volentieri.
Io lo lascerei cosi' com'e', e magari un giorno (quando saranno finiti gli esami) cerchero' anche di mettere insieme un libriccino per la biblioteca.

Avrei altro da dire, ma ho gli scritti tra un quarto d'ora.

Atsalud, Maz

Giuliano ha detto...

Avere qui Solimano è una fortuna: lo dico per chi non se ne fosse ancora accorto (penso pochi).
Io l'ho conosciuto nel lontano 2001, dopo sette anni sono ancora qui e sono ben contento di esserci, anche se non sempre andiamo d'accordo sappiamo che per andare avanti bisogna remare, e magari a tempo e nella stessa direzione.

annarita ha detto...

Quoto Barbara che ha scritto quello che pensavo anche io mentre leggevo il tuo post. Io sono fra quelli che scrivono di meno, ma non è certo per mancanza di interesse verso il blog o mancanza di rispetto verso gli altri partecipanti. Aspetto di conoscere gli sviluppi e intanti ti rileggo per capire meglio. Buon fine settimana, Annarita.

Silvia ha detto...

Ho letto con attenzione e sarò sincera. Avrei molto da dire anche se buona parte delle considerazioni le hanno già scritte gli altri, che per altro condivido. Nutro molta stima per Solimano che dedica molte energie e passione oltre ai suoi blog. Questa idea collettiva è molto bella perchè si respira un'aria piacevole e stimolante. Sono molto lusingata di farvi parte anche se, causa gli impegni e la stanchezza, a volte mi trovo a nutrire sensi di colpa per la scarsa partecipazione o l'ansia da prestazione perchè non ho cose particolari da scrivere. Spesso non ho nemmeno il tempo di leggere tutti i post pubblicati e di commentarli come vorrei. Se si va a guardare gli orari dei miei commenti si noterà che spesso sono a tarda ora. A volte notte fonda.
Sarebbe un peccato chiudere questo blog perchè ha una freschezza e ricchezza difficilmente riscontrabili in altri luoghi. E per quanto riguarda la mia partecipazione, sarò ben felice di continuare ad esserci ma non posso promettere maggior impegno. Per cui se per equilibrio editoriale, per correttezza verso chi s'impegna maggiormente di me, e con più costanza, non sarà possibile che io rimanga, non avrò problemi di sorta a continuare a leggere e seguire con passione e stima. Mi dispiacerebbe molto se sparisse questo deliziosa isola.
Per quanto riguarda i commenti il discorso è molto ampio e l'ho sentito ormai tante volte, si presenta spesso poichè credo che dipenda anche dal limite del mezzo. Penso che ognuno abbia il diritto di esprimere ciò che crede in ogni momento, come credo sia normale che dall'altra parte le cose non vengano sempre recepite come si vorrebbe e il disagio, ammesso che ci sia, nasce più da un fraintendimento che da una reale divergenza di idee, che comunque, se espressa in modo corretto, come qui sempre accade, viene tenuta in alta considerazione e assolutamente rispettata. Si è tra persone civili mi pare. Per quanto mi riguarda, ogni "lite" intelligentemente espressa per me è un arricchimento, ovunque, quindi anche qui. Tuttavia spezzo una lancia a favore dei commenti che paiono di piaggeria, i gnè gnè di cui dice Solimano. Io ne scrivo di commenti del genere ma perchè mi piace ciò che ho letto, perchè se avessi la persona davanti le stringerei la mano, la bacerei, l'abbraccerei se ci fosse tanta confidenza. Allora cerco con le parole, cercherò di ampliare il vocabolario, il piacere che provo nel leggere la tal cosa, di esserne stata fatta partecipe, di aver imparato delle cose che non conoscevo. Spesso imparo qui. I tuoi post Solimano (ma non solo i tuoi) spesso sono delle lezioni che io assorbo come una spugna. Non posso scriverti altro che mi sono piaciuti perchè è vero. Come non riuscirei mai a sottrarmi dall'esprimere un piacere se l'ho provato. Per cui corro il rischio di ripetermi e scrivere sempre le stesse cose piuttosto che non comunicare che ho apprezzato. E' il mio modo di dimostrare affetto e stima. Se potessi farlo scrivendo e partecipando di più, giuro che lo farei, ma non ho il dono dell'ubiquità.
Comprendo che non sia facile gestire un luogo così affollato e poliedrico, per cui capisco il tuo bisogno di una pausa di riflessione, perchè vista dalla tua parte, possiamo sembrare tanti palloncini colorati che sembrano volar via da un momento all'altro al primo colpo di vento deciso. Di certo tenere tutti i fili è assai faticoso, forse alcuni palloncini sono più sgonfi di altri, forse alcuni hanno il filo più corto e si notano meno, però credimi l'immagine d'insieme è molto bella, a volte pure magica. Questa è una bella casa.

Solimano ha detto...

Pasquale, e perché mai scuotere le radici? Ci sarebbero meno foglie e fiori, e nessun frutto.
Il Brunelleschi e Donatello andarono a piedi da Firenze a Cortona per vedere un sarcofago romano antico che era stato appena ritrovato, anche se agli antichi dei non credevano più. Grazie per la condivisione.
Roby, bisognerebbe avere l'età del Cavaliere Sorridente ndi Hals: guarda bene l' immagine ampliata, in alto a destra c'è l'età in numeri romani. Un po' grassoccio, ma lo sguardo, quante cose ci dice con quello sguardo... e non finisce di dirle.
Giulia, i segni di opacità ci sono sempre, in tutte le situazioni reali e virtuali, non esistono paradisi, tantomeno paradisi blogghieri. Sui blog, come sai, io sono piuttosto critico, e non è detto che sia una qualità, l'essere critici. Cerco di abbinare sempre la protesta con una proposta praticabile e praticata. A volte, proprio il mode d'emploi è più importante dell'emploi.
Amfortas, esere più visibili è positivo, ma la prima cosa è fare quello che stiamo facendo nel momento in cui lo facciamo, come per lo scrivere: quand'è che ci escono le cose migliori? Quando per qualche minuto siamo totalmente immersi in quello che scriviamo. Io sostengo che non è sempre vero che si pensa e poi si scrive, in certe fortunate volte prima c'è la scrittura e il pensiero segue. Ma non ho bisogno di convincerti, lo sai, l'hai sicuramente provato.
Giuliano, al raccordo fra Diario e Biblioteca penso di frequente, non per chissà quali finalità perché l'osmosi è naturale. Però si scrive il diario per il diario, non per la biblioteca, solo dopo ci accorgiamo che quella cosa va anche organizzata in biblioteca.
Barbara, vai benissimo così, le tue priorità attuali le immagino. Proprio perché le rispetti, sei così vera quando arrivi qui (e noi facciamo fest).
Màz, sono stato sorpreso dalla tua presenza assidua fra di noi, che non mi aspettavo perché li so i tuoi impegni. Adesso non approfittare del fatto che te l'ho detto per diradarti. Credo di dire una cosa che anche altri pensano: i tuoi interventi hanno una esemplarità tranquilla: stai sulla palla della tua realtà intensa e proprio per questo ci riguardano tutti, che eravamo presenti alle tue lezioni di matematica en plein air davanti a San Francesco e a Santo Stefano. La matematica l'abbiamo capita poco, ma te sì, che ti abbiamo capito.
Annarita, la tua presenza si sente, non è sporadica. Si tratterà di trovare delle sinergie (brutta parola, ma il concetto è giusto) fra blog individuali e blog collettivo. Non tanto per un discorso visitaiolo (che comunque male non fa), ma perché la comunità funziona meglio quando c'è una grande personalizzazione di ognuno dei componenti. Siamo fortunatamente diversi come età, sesso, geografia, lavoro, studi, passioni (la parola hobby non fa parte del mio vocabolario) per questo fra noi può funzionare, e funziona, spesso.
Silvia, ma lo sai che col tuo commento appassionato e lucido mi hai fatto riconsiderare l'aspetto gné-gné? Non sto scherzando, ci scriverò un post, vedrai. Con te, d'ora in poi, sarò di gnegneismo sfrenato, benché tu sia reggiana, e le reggiane hanno l'antidoto contro il gné-gné, due parolette che conosci benissimo: pochi bali (poche balle, per gli ignoranti linguistici).

La pausa di riflessione è finita, scriverò un post.

grazie e saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Sono contenta che tu ti abbia riconsiderato il gnègnèismo. (che potrebbe essere una nuova corrente di pensiero) Se fatto con stima e affetto è altra cosa:)* E "pochi bali"!. Buon w.e.:)


p.s. Non mi sono dimenticata della Masina. Arrivo veh, arrivo..sempre di corsa!

Silvia ha detto...

Mi sono accorta che ho messo l'accento sbagliato sulle e. Sono irrecuperabile. Vado a fare la spesa.

Solimano ha detto...

Silvia, apri una bozza in bacheca, col titolo:
Ritratti di signore: Giulietta Masina.
Salvala come bozza senza niente dentro. Io te la riempio di fotografie della Masina ne La strada, poi ne parliamo sulla bozza stessa in cui possiamo scrivere entrambi.

saludos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Wow, come sempre arrivo con elegante ritardo.
Ho avuto una settimana davvero orrenda, solo ora riprendo la lettura. E siccome arrivo buona ultima, quello che potevo dire è già stato espresso dai commentatori prima di me. Diciamo che mi riconosco un po' in tutti, per me in particolare incide il periodo davvero difficile che sto attraversando. molto spesso non ho ispirazione o spinta allo scrivere, sto trascurando anche il mio blog personale e mi dispiace.
Mi piace scrivere su queste Stanze, mi piace leggere i post degli altri "autori", mi piace commentare anche se ho il problema di tutti, il tempo che è pochissimo. Che dire, non ho ancora messo mano al Ritratto di Signori, e dire che è in ballo il mio Trintignant!
A questo punto: rimboccati le maniche, Elena, e datti da fare!

Silvia ha detto...

Molto bene Solimano. Visto che arrivo a ritroso dagli altri post, e ho visto solo ora, lo farò domani sera.

Silvia ha detto...

Grazie, volevo aggiungere.

Solimano ha detto...

Bene, Elena non facciamolo aspettare troppo, Jean-Louis, lo sai che sotto quell'aspetto gentile ha il suo caratterino. Uno che sa farsi rispettare, tranne che da Vittorio Gassman, un tipaccio di tipo incantevole.

grazie e saludos
Solimano