venerdì 12 dicembre 2008

Livello di guardia
























Secondo tutti i TG, oggi a Roma l'apprensione davanti alla piena del Tevere era grande. Gente che si spenzolava dalle spallette di ponte Milvio per guardare le acque limacciose, pochi metri sotto... Turisti che fotografavano... Protezione civile allertata...

Qui a Firenze ci siamo (quasi) abituati, tanto da farne motivo di abbellimento artistico.
Da almeno 675 anni, dallo straripamento del 1333, il livello delle acque dell'Arno viene puntigliosamente ricordato sui muri cittadini da targhe marmoree -talvolta di pregevole fattura- sparse in tutto il centro storico, di cui quelle che qui vi riporto sono solo un piccolo esempio. Spesso le indicazioni delle alluvioni di anni (e secoli!) diversi sono collocate una accanto, sopra o sotto l'altra, in una sorta di gara sui generis. A volte il fiume è stato più prepotente, a volte si è accontentato di metterci solo un po' di paura.
In ogni caso, stasera la furia della corrente era impressionante, l'intorbidimento dell'acqua pesante e la massa di detriti notevole.

Io abito al primo piano.
Speriamo bene...


4 commenti:

Giuliano ha detto...

I fiumi ci ricordano che non siamo noi i padroni, che loro sono stati generosi e ci hanno concesso di vivergli vicino, ma che non bisogna esagerare con la confidenza.
C'è stata gente che ha costruito dentro il letto dei fiumi, magari non a Firenze o a Roma ma intorno al Po sì (e anche in Campania, e in tanti altri posti...).

Bello comunque rileggere le targhe. Ce ne sono anche a Como, qua e là, ma il lago di solito esonda pacificamente e dà il tempo di spostarsi. (qui a casa mia c'è un torrente, ma scorre un po' sotto al centro abitato, quindi anche se esce non fa grossi problemi).

Solimano ha detto...

Roby, qui a Monza passa il Lambro, che è più una specie di rigagnolone che un fiumiciattolo. E' tendente al brutto, perché c'è quella schiumetta che deriva dagli scarichi industriali dell'operosa Brianza.
Qualche anno fa straripò, inondando qualche prato del Parco e un po' di case contigue nel centro di Monza. Il webmaster Franco Isman andava in giro con gli stivaloni e la macchina fotografica, poi mi spediva le foto e tornava ad uscire. In quel giorno feci tre articoli su Arengario, corredati dalle foto di Franco, il massimo delle visite salvo il giorno in cui vinse Faglia. Alla sera mi ero montato la testa, mi sentivo un giornalista, poi lessi tre pagine dell'Adalgisa di Gadda e ridimensionai subito la mia testa... e il mestiere del giornalista.

saludos y besos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Ma lo sai, Roby, che l'altro giorno girellavo per Firenze e mi sono messa a fotografare proprio queste targhe sulle alluvioni? Quando si dice l'ispirazione.
La mia mamma mi ha detto che, in certe zone della città, l'acqua arrivò a 13 metri! Oggi guardavo il fiume da Ponte S.Trinita (io sto lì) e il fiume era parecchio alto, e un sacco di fiorentini erano lì a commentare. Un classico.

Roby ha detto...

Arfasatto, aspetto allora un tuo sequel del mio post, corredato dalle tue immagini!!!

In Borgo Pinti, dove stava una mia zia, l'acqua arrivò sul pianerottolo di casa sua, un primo piano "alto", lambendo la sua porta mentre lei si era rifugiata dagli inquilini di sopra.

Il Ponte a S.Trinita... non mi stanco mai di passarci, ogni mattina, sul 6. L'autobus è strapieno di ragazzine vocianti, il mio cuore stracolmo di gratitudine perchè -malgrado tutto e tutti- vivo proprio in questa vecchia, appannata, ineguagliabile città.

Sigh...

Roby