lunedì 8 dicembre 2008

L’esercito a Napoli

Giuliano
A Napoli la situazione dell’ordine pubblico è così grave che bisogna chiamare l’Esercito, e mettere i soldati nelle strade. A Napoli la situazione delle discariche è gravissima, si rischia l’epidemia, bisogna chiamare l’Esercito per riaprire le discariche e sconfiggere i facinorosi. A Napoli, fare il magistrato è un mestiere pericoloso e si rischia la vita.
A Napoli, e forse non lo sapete, dal 2003 in poi un gruppetto scelto di carabinieri sta indagando sul campionato di calcio. Chiusi in una stanzetta, le cuffie sulle orecchie, carabinieri e magistrati ascoltano e trascrivono le telefonate di dirigenti e calciatori, spiano gli arbitri, controllano i tabulati dei telefonini. Una scena che a me ha sempre fatto venire irresistibilmente alla mente Totò e Peppino de Filippo, magari con Aldo Fabrizi a fa’ de contorno. Ovviamente, che alcuni carabinieri ogni tanto si imboschino, con tutto quello che hanno rischiato e che rischiano (e mica solo a Napoli), a me fa solo piacere. Altrettanto ovviamente, non riesco a ritenere la vittoria nel Campionato di Calcio (lo scudetto) come una priorità nazionale: e penso che si capisca bene il perché e non ci sia bisogno di star qui a ripeterlo.
Tutto nasce dalla decisione del Parlamento, qualche anno fa (non molti) di rendere un reato l’illecito sportivo, che fin lì era passibile solo di multe e di sanzioni disciplinari all’interno delle singole Federazioni. E io mi chiedo: ma non c’era niente di meglio da fare? Il nostro Parlamento tiene ferme per decenni legge basilari, ma poi su queste cose si muove velocissimo, il più delle volte (per non pensare male) sulla spinta di questioni emotive derivanti da fatti di cronaca recenti.
Rifletto: truccare una partita è un fatto decisamente antipatico, ma a chi può recar danno? Nella mia vita ho vinto due mondiali di calcio e non è che la cosa abbia influito molto sulla mia vita; idem per scudetti, coppe, finali e semifinali di Champions. Il reato di “frode sportiva”, insomma, va a toccare principalmente gli scommettitori: ma scommettere non è mica obbligatorio, anzi mi permetto di dire (dal mio piccolo pulpito) che scommettere è una cosa negativa.
Intanto, l’inchiesta di Napoli (che dura da molti anni e riguarda le partite di quattro campionati fa) è sfociata in tribunale, gli imputati sono in numero esorbitante (roba da processo di mafia o di terrorismo), il processo terrà impiegati per un decennio magistrati, avvocati, custodi, carabinieri, poliziotti, impiegati... E finalmente alla fine potremo sapere se Luciano Moggi nel 2004 truccava le partite: vi pare cosa da poco?

5 commenti:

Roby ha detto...

Bella sintesi!

Non so se ridere o piangere. Forse un sorrisetto amaro è la soluzione migliore.


Roby

giulia ha detto...

Quadro lucido... Comunque lo sport è simbolicamente importante per chi lo segue, soprattutto per i giovani che guardano i calciatori come modelli...
Questo mi preoccupa.
Giulia

Solimano ha detto...

Giuliano, bisognerebbe -ahimè- dirla tutta, sulla magistratura, dirla tutta perché c'è di tutto.
Adesso, c'è Catanzaro che indebitamente indaga su Salerno, solo perché -debitamente- Salerno stava indagando per Catanzaro.
E che i magistrati-parlamentari facessero carriera come gli altri magistrati, non mettendo piede in un tribunale per decenni, non era una bella cosa (le carriere erano automatiche).
Dietro persone solerti, informate, attive, come Borrelli, Davigo, Colombo, Bacassini e il primo Di Pietro, tanti (fin che gli ha fatto comodo) si nascondevano, con le cause che duravano dieci anni.
A Monza, anni fa, arrivò un magistrato di cui non so la tendenza politica, che solo con una attività seria, competente, organizzata, riuscì in poco tempo a ridurre di molto la lista d'attesa dei processi. Di queste cose occorrerebbe parlare e dire ai tanti che non fanno così di adeguarsi e di imparare come si fa.
Se poi ci si mette sopra una spolverata di narcisismo (e nel caso dei processi per il calcio c'è eccome), non è un bel quadro.
Il grottesco della situazione è che Berlusconi lo sa benissimo com'è la faccenda, ed ogni tanto fa una bella strizzata d'occhio per dire che per chi si comporta bene, i soldi degli aumenti ci sono. Si sa cosa intende Berlusconi per comportarsi bene.
Altra cosa: l'adeguare automaticamente gli stipendi dei magistrati a quelli dei parlamentari.
Quando sento la parola automaticamente, so benissimo cosa c'è dietro: privilegi corporativi inattaccabili.

saludos
Solimano

Arfasatto ha detto...

Aaaahhh, mi sono detta, qui si parla di calcio!
Invece no, e meno male. Ma d'altra parte come potevo pensare a un post biecamente calcistico da parte di Giuliano?
Oltretutto io non so proprio niente di niente di calcio, sono rimasta ai tempi di Rivera e Mazzola.

Giuliano ha detto...

Siamo in un Paese dove il principale partito è stato fondato sulla "discesa in campo".
Una volta i Partiti si fondavano per difendere gli interessi dei lavoratori, o dei cattolici, o dei liberali...
Non è che ci si possa poi stupire se in questo clima (che dura ormai da vent'anni) ci siano inquirenti che chiamino a testimoniare tanti personaggi famosi e famosissimi per inchieste che poi vanno a finire in nulla.