sabato 1 novembre 2008

Leali o fedeli?

mazapegul

Per quanto io venga dalla tradizione PCI-PDS-DS, nel PD mi trovo bene con gli ex-DC-Margherita. Forse perché sono abituati allo scontro interno, e quindi fanno sempre domande, obiezioni, distinguo; il che li rende rompipalle, ma simpatici.
Stasera, al coordinamento del PD locale, ho detto che è importante essere "leali" verso il sindaco e i dirigenti della federazione, non "fedeli". Ho visto delle facce sperdute, quindi mi sono lanciato in una spiegazione che ha aumentato la confusione: "leali come i consiglieri del Principe nel Machiavelli, non accortamente fedeli come nel Guicciardini".
Solo alcuni ex-Margherita mi hanno capito.

5 commenti:

Giuliano ha detto...

Caro Nicola, se vuoi un'altra citazione, Kent nel "Re Lear" di Shakespeare.
Quando Kent fa notare al Re il suo errore, all'inizio del dramma, il Re lo scaccia; ma poi Kent sarà al suo fianco fino alla fine, cammuffato per non farsi riconoscere.
Ma Machiavelli va benissimo, gli sono molto affezionato anche se non lo rileggo da tanto tempo.

Solimano ha detto...

Eh, Màz, tu pretendi troppo! Il Macchiavelli ci può stare, ma il Gucciardini... immagino le facce dei buoni imolesi.
Però fai bene, continua così, verrà il giorno che ci spiegherai in modo comprensibile il teorema di Godel, annessi e connessi (lo so che sulla o di Godel ci va la dieresi...)
Sugli aggettivi e sostantivi usati sarebbe lunga, da militare cercavano di spiegarci il fatto che sulla libretta non c'era più scritto "obbedienza assoluta" ma "obbedienza leale", e praticamente la mettavano in un modo che assoluta e leale erano praticamente due sinonimi.
E i tuoi amici ex-DC si ricordano sicuramente quando si cominciava a parlare di "governo amico": era praticamente l'inizio della crisi di governo.
Personalmente, penso che il Gucciardini sia più profondo e coerente del Macchiavelli.

grazie Màz e saludos
Solimano

Roby ha detto...

E' curioso, Maz, ma proprio di lealtà si parlava qualche giorno fa con una mia collega, la più in gamba forse di tutte quelle con cui lavoro. "Qui in ufficio" diceva lei, sorridendo "non sarebbe necessario essere proprio AMICHE: basterebbe essere LEALI una verso l'altra!"

Cosa che non sempre succede.

Sarà perchè -solito luogo comune- siamo in stragrande maggioranza donne? E io e lei, allora, cosa siamo? Creature aliene???

Scusa per la digressione, e ciao. Lealmente. Oltre che amichevolmente!!!

R.

Silvia ha detto...

La lealtà non piace perchè non lascia scampo. Credo che piacciano di più le vie di fuga e le temporanee pacche sulle spalle che presagiscono alla pugnalata alle spalle. Così poi ci si può lamentare e piangere sulla cattiveria altrui e tutti sono felici e contenti. I leali sono persone destinate a rimere sole e fuori dal coro.
Proporlo in un'assemblea di partito mi pare un suicidio e lo dico con tutta la simpatia possibile:)
Da una che non frequenta il mondo politico anche per questo.
In bocca al lupo!

Habanera ha detto...

Caro Màz, leali si nasce e pochissimi lo sono realmente.
La persona leale lo è sempre, anche con gli avversari e i nemici.
Fedeli si può esserlo invece per tante ragioni: pigrizia, convenienza, mancanza di fantasia e/o di coraggio.
Spesso si dice "fedele come un cane" ma chi i cani li conosce bene sa che sono soprattutto leali. La loro fedeltà viene di conseguenza.
H.