sabato 8 novembre 2008

Cicchittopoli

Giuliano

Questo signore qui è l’on. Cicchitto (o forse è senatore?): lo vediamo spesso al telegiornale, intento a rilasciare dichiarazioni con faccia ironica e severa nello stesso tempo. Forse la parola esatta è: “sardonico”. Certo, certissimo delle proprie ragioni; certo, certissimo, della miseria intellettuale di chi dissente. Nella lunga lista delle facce di tolla di questo Paese, l’on. Cicchitto non è al primo posto: del resto, stare al primo posto non è il suo posto, se mi si permette il bisticcio di parole. L’on. Cicchitto era un comprimario anche ai tempi di Bettino Craxi: uno dei suoi yes-man, come oggi. Fu in quegli anni, tra gli ’80 e i ’90, che si aprì la voragine del debito pubblico, governi Craxi e De Mita: e lui, Cicchitto, c’era. Oggi ci rivolge sguardi pieni di sdegno, e se mai dovesse leggermi deprecherà la mia meschinità: ma i fatti, per una volta, parlano chiaro. Ci sono grafici di una chiarezza sconcertante: mettendo in ascisse e ordinate le date e l’entità del debito pubblico, si vede che anche prima di Cicchitto la curva andava in pendenza, ma con un certo garbo. E’ dopo, in quegli anni lì, che si apre la voragine; ed erano anni in cui l’economia andava bene, quasi tutti ci ricordiamo ancora le vanterie di Craxi sull’Italia “quarta potenza industriale”. La curva si ferma un po’ in occasione del governo Amato, 1992-93, poi si comincia una timida ma decisa risalita: è il governo di Ciampi e di Prodi. Ecco, tutte le volte che vedo in tv la boccuccia imbronciata dell’on. Cicchitto il mio pensiero corre alla curva del deficit pubblico, e s’accende dentro di me una vocina che comincia a dire: “Oh mamma mia!”. Ecco, è a quel punto che corro a cambiar canale.
PS: “faccia di tolla”è un milanesismo. La tolla è la materia con cui sono fatte le lattine: se la si mette lì bene luccica e ha una bella presenza, ma sempre tolla rimane.

12 commenti:

Roby ha detto...

Conosco -ahimè- l'onorevole (?) Cicchitto, benchè -per fortuna- solo di vista "televisiva".Invece non conoscevo la tolla, almeno fino ad oggi. Ma il paragone mi pare esemplare.

'Notte, Giuliano!

Roby

mazapegul ha detto...

Mi fai venire in mentre, Giuliano, che Berlusconi s'è lamentato pochi giorni fa di quando, lui palazzinaro, ci si doveva presentare ai politici "col cappello in mano", al punto da costringerlo a cambiare mestiere.
La candida confessione m'ha fatto un certo effetto. Ma i politici dell'epoca, a Milano e Roma, non erano Forlaniani, Andreottiani e Craxiani? La classe dirigente "spazzata via da Tangentopoli", come Berlusconi ha sempre lamentato? E soprattutto, a chi Berlusconi si sarebbe presentato col cappello in mano? Un cappello pieno o vuoto?
In un paese occidentale, queste domande sarebbero state fatte su tutte le TV e su tutti i giornali; e sarebbero rimbalzate sul premier alla prima conferenza stampa. In un paese occidentale, per l'appunto.
[Certo, il premier avrebbe detto d'esser stato frainteso: ormai siamo abituati a questo]
Ciao,
Maz
PS La curva del debito, già. Non ci sono un'Italia di destra e una di sinistra, ma una di formiche e l'altra di cavallette (cavallette capaci di tirarsi dietro anche una bella fetta del formicaio, purtroppo).

Habanera ha detto...

Ed io che credevo di sapere ormai tutto della lingua meneghina.
Cosa fosse la tolla non me lo ero mai chiesta, pensavo però che fosse una roba simile al bronzo.
In quanto all'onorevole (o senatore?) da te citato non sono così sicura del suo ruolo di comprimario.
Questo è un paese torbido, Giuliano, niente è mai così semplice come appare.
Non credo però che sia il caso di esporre qui le ragioni per cui sono convinta che la politica nostrana sia molto più complicata (e pericolosa) di quanto gli ignari cittadini possano immaginare.
H.

Solimano ha detto...

Il nome di Cicchitto fu uno dei primi nomi usciti ai tempi dello scandalo P2. Gli altri nomi di politici coinvolti con tessera furono pochi e di seconda schiera, come se, visto che erano ambiziosi ma non riuscivano a sfondare, si fossero detti: "Proviamo anche questa, chissà mai!".
Ma la P2 non era uno scherzo, e Montanelli fece male, in una trasmissione televisiva, a buttarla sul grottesco dicendo che una volta aveva ricevuto Gelli e che gli sveva fatto l'impressione di una specie di magliaro cacciaballe. Perché Montanelli non poteva non sapere i nomi che c'erano dentro, che non erano solo di mezzi politici come Cicchitto.
Però Montanelli poteva anche aver ragione, a suo modo, riguardo Gelli come persona, magari era una mosca cocchiera. Però mi fanno ancora ridere le prese di distanza delle logge massoniche serie dalla P2: poche balle, il segreto massonico nacque quando il segreto era necessario perché l'alternativa nel Settecento era la persecuzione, ma ormai da tanti anni il fatto stesso che esista questo tipo di segreto con una serie di rituali strani squalifica questo tipo di organizzazioni. Ma ci sono ancora i massoni? Sì che ci sono, e la vera ragione sociale è il mutuo sostegno se qualcuno ha dei problemi.
Per la serie NON DIMENTICARE: ricordare sempre l'intervista in ginocchio che Maurizio Costanzo fece a Gelli e che fu pubblicata sul Corriere della Sera, che per un periodo non breve fu sotto controllo P2.
A proposito dello stato della democrazia in Italia.

grazie Giuliano e saludos
Solimano

Giuliano ha detto...

Cara Antonella, noi da piccoli si giocava con i tollini, cioè i tappi a corona delle bottiglie: martellati bene e appiattiti con cura, o così come erano. Molto meglio dei pokemon. (che si chiamassero tappi a corona l'ho appreso solo da adulto).

Caro Maz, io penso che, invece di attaccare manifesti con la faccia di Gasparri (mon Dieu, quel horreur! non ghe n'avemo già a bastanza?) sarebbe utile fare quel lavoro lì, quello che hai fatto anche tu adesso. Utile per il PD, intendo, e per l'Italia intera.
Per esempio, questo risorgere del fascismo inteso come Patria e Famiglia si può fermare con una semplice domanda: "Ok, ma chi c'era alla guida della Patria l'8 settembre 1943?".

Sulla massoneria, mi sono fatto un'opinione grazie a Mozart e a Tolstoj. Mozart fu massone alla nascita della massoneria, cioè prima della Rivoluzione Francese: la massoneria predicava l'uguaglianza e la fraternità, era un'ottima cosa. Ma si sa che dalla "fraternità" alla mafia il passo è breve, soprattutto nelle società segrete.
E forse qualcuno si ricorda che Pierre in "Guerra e pace" entra nella massoneria: c'è tutto un capitolo che descrive la cerimonia di iniziazione, e all'inizio Pierre ne è entusiasta, ma in seguito dirà che ne è profondamente deluso e che la massoneria gli sembra una cosa ridicola (siamo venti-trent'anni dopo l'epoca Mozart).

Arfasatto ha detto...

Cicchitto...quale orror! Lo ricordo bene ai tempi di Craxi, ora il suo ghigno ci perseguita su tutte le TV.
"Faccia di tolla" si dice anche a casa mia, dove si parla un purissimo fiorentino...non ci sarà qualche avo lombardo di mezzo?

giulia ha detto...

Cicchitto è uno di quelli che mi fa venire l'orticaria quando lo vedo. Ma sono romai tanti che spengo la televisione e così sto meglio.
Certo che fa rabbia vedere come hanno tanto bistrattato Prodi quando forse era l'unico a far risalire la china con il serraglio che aveva introno a fargli le scarpe ogni giorno... Giulia

Giuliano ha detto...

L'elenco delle facce di tolla sarebbe lunghissimo. L'altro giorno ho trovato Elisabetta Gardini (onorevole anche lei) che disquisiva di tv di qualità e di far lavorare in tv solo secondo il merito. E aveva la stessa faccia e gli stessi toni di Cicchitto, una grande sicurezza di far parte di quelli che hanno fatto la storia del cinema e del teatro in Italia (eh sì, ha fatto la scuola con Gassman!!)
Alzi la mano chi si ricorda qualcosa di bello Elisabetta Gardini, cinema tv o teatro, al di fuori delle sue lontanissime apparizioni con Fabrizio Frizzi.
(alzi la mano anche chi si ricorda qualsiasi cosa di Elisabetta Gardini, al di là del fatto che è una tipa carina).

Roby ha detto...

Io mi ricordo di quando la Gardini fece quella piazzata contro Vladimir Luxuria per averlo/a incontato/a nel bagno delle signore a Montecitorio. Ma non so se questo "vale"...

Comunque, odiosa anche lei (la Gardini).

E perchè, Bonaiuti no???
Mi hanno fatto un'intervista telefonica per un sondaggio, qualche settimana fa, dalla quale ho dedotto che Bonaiuti si candiderebbe a prossimo sindaco di Firenze. Spero di aver capito male....

Roby

Arfasatto ha detto...

Meschina, cosa sento! Bonaiuti sindaco di Firenze? Ma dai, Roby, se è uno scherzo è pessimo.
Mi ricordo bene la piazzata - e la pessima figura - della Gardini a proposito di Vladimir Luxuria. Che pena.

Giuliano ha detto...

Ecco, giusto: il posto di Luxuria e della Gardina è per entrambi l'Isola dei Famosi. Quantomeno, Luxuria non è più in Parlamento...

Roby ha detto...

Ahimè, Arfasatto, non scherzerei mai su simili argomenti!
Ad ogni modo, se la maggioranza degli intervistati ha reagito come me (orripilata!) alla proposta di un Bonaiuti sindaco, confido che il medesimo abbia già accantonato l'idea!

Giuliano, se proprio devo scegliere fra Gardini e Luxuria mi oriento su quest'ultimo/a. Sono sicura che almeno riuscirei a comunicarci...
Comunque, se dovessi trovarmi sull'isola dei famosi, vorrei che si trattasse dell'edizione con Luca Zingaretti: hai visto mai?

[:-P]

Roby