domenica 26 ottobre 2008

Tecnologia canaglia

Roby
Pazzesco: due cellulari, di tipo e di gestore diversi; batteria di riserva; scheda credito ben ricaricata...
E neppure uno dei due che funzioni!!!!
"Ti sto chiamando dal telefono dell'albergo" mi dice rassegnato il consorte, in Palestina per lavoro "Qui i cellulari non prendono" aggiunge "nemmeno quelli degli altri del gruppo...".
Lo immagino attaccato alla cornetta di un vecchio apparecchio in bachelite grigio scuro, col disco forato e il filo attorcigliato, consunto.
"Ci risentiamo domani sera." sospira "Forse".
Sospiro anch'io, delusa. Per una fanatica di sms, squilli e smileys come me, la pratica arcaica dell'unica, incerta, gracchiante telefonata serale suona quasi inconcepibile.
Per fortuna, sarà questione di pochi giorni.

Quando la tecnologia ci abbandona, tornare al passato -seppur recente- è dura, abituati ormai come siamo alle piccole, rassicuranti, irrinunciabili comodità del presente.


5 commenti:

Silvia ha detto...

Non mi fucilare. Lo ritengo romantico. Credo sia bello aspettare con trepidazione una telefonata, sentire la voce in mezzo a fruscii,rumori gracchianti, intrusioni fulminanti di altri idiomi,pensieri, consorti. Ed essere felici di esserci riusciti anche per pochi minuti, perchè poteva anche non accadere. Ma c'è il pendiero, il desiderio, questo è più importante.
Siamo abituati ad essere in ogni luogo in ogni momento ora, ma non è vero è solo illusione. Siamo abituati all'azzerare distanze e fusi orari a considere il tempo un elemento che fugge, scappa, lo si rincorre ma senza lo scandire dello stesso, in modo confuso e caotico. Forse per questo passa così in fretta, non se ne capiscono più nè il capo nè la coda. E' comoda la teconogia e ci si abitua subito alle comodità che porta ma forse non ci si accorge di ciò che prende. Ho impiegato un po' prima di abituarmi al cellulare, poi per esigenze di famiglia mi sono piegata. Sono anni ormai che lo tengo acceso giorno e notte. Giusto alcuni giorni fa, proprio quando sarebbe stato utile si è rotto. Mi hanno cercata per mari e monti mi è stato detto. Nessuno che abbia preso l'auto e sia venuto sul luogo di lavoro ad avvisarmi. Il giorno dopo, come il cellulare si è messo a funzionare sono arrivati 15 avvisi di chiamata. L'avrei scaraventato giù dalla finesta.
Devi tenern due di cellulari, mi è stato detto, uno per le emergenze nel caso l'altro si rompa. Forse sarebbe bastato chiamarmi sul telefono fisso con un po' di insistenza.
Buona notte:)

Solimano ha detto...

Roby e Silvia, io questo gruppo in cui nessuno riesce a ricevere telefonate lo guardo con lieve sospetto. Siamo sicuri che non ci sia campo? Non è che di campo ce n'è troppo?
In casa mia gli altri hanno il cellulare, io sono l'unico a non averlo, né lo voglio. Dietro c'è forse che mi piace starmene per i fatti miei, ma c'è anche un'altra cosa, che per lavoro ho condotto anche dei Corsi sull'Uso del Telefono, con simulazioni e tutto, quindi conosco benissimo i problemi e le sfighe che ci sono nell'utilizzo di questi strumenti. Erano corsi aziendali, legati alla produttività delle telefonate ai decision makers delle aziende, però certe caratteristiche del telefono sono comuni anche alle telefonate personali. Un caldo consiglio: non litigate per telefono, se il discorso piglia una certa piega è meglio parlarne vis-à-vis, perché al telefono non ci sono freni inibitori.

grazie e saludos
Solimano

Roby ha detto...

Confermo che i cellulari dell'intero gruppo sono rimasti muti per circa 12 ore: poi, spostatisi per ragioni organizzative di qualche chilometro, hanno tornato a trillare allegramente (o fastidiosamente, a seconda dei punti di vista). Una mossa del MOSSAD, lì a due passi? Una contromossa dell'OLP? Mah. Saperlo. Fatto sta che in tarda mattinata il mio telefonino ronzava tutto contento, e sul display appariva il numero del mio consorte. Che bello!

Io -dovete sapere- desideravo qualcosa di simile al cellulare ancora prima che ne fosse progettato il prototipo. Avete presente i vecchi telefilm di Arriva l'elicottero, con i protagonisti che comunicano per ricetrasmittente? Io me la fabbricavo col cartone e la colla, per giocare, e ci giravo per casa ripetendo: Passo e chiudo, passo e chiudo...

E poi, la fantascienza anni '60 e '70, con i piccoli trasmettitori luccicanti, che si aprivano e si chiudevano proprio come i cellulari di ultima generazione. "Capitano Kirk a Enterprise, mi sentite? Teletrasportateci a bordo!"

Ecco: il teletrasporto era un'altra delle mie passioni... Chissà... forse faccio in tempo a provare anche quello, prima di "partire" definitivamente!

Baciotti

Roby

Silvia ha detto...

Ho capito, sei una supertecnologica senza via di scampo:) Io torno a dar da mangiare al piccione che la legna bagnata per i segnali di fumo l'ho finita:)

Silvia ha detto...

A me Solimano è successa una cosa stranissima: è rimasto spento completamente almeno per 1 giorno intero. La batteria però si è caricata. Ho tolto la batteria, la scheda, ho pulito tutto, ricomposto, nessun segno di vita. Il giorno dopo,appena sveglia ho controllato di nuovo, nulla. Dato che non potevo stare senza cell, dopo varie commissioni, sono entrata in un negozio e senza nemmeno guardare l'ho estratto dalla borsetta e l'ho dato al commesso chiedendogli di controllare cosa potesse avere e lui mi ha risposto: Nulla signora, funziona perfettamente. Mi avrà considerato una deficiente.