giovedì 16 ottobre 2008

In difesa del patrio idioma

Roby
Ma a voi non dà noia -almeno un pochettino- l'uso ormai divenuto comunissimo del PIUTTOSTO col significato di OPPURE???

La mia maestra delle elementari ci insegnava che piuttosto ha valore avversativo, mentre oppure disgiuntivo. Tuttavia, pur senza addentrarci in turpiloqui del genere, vi chiedo: quando la gentile passante intervistata in TV risponde sorridendo che l'estate prossima le piacerebbe andare alle Maldive piuttosto che alle Baleari piuttosto che alle Seichelles, voi che càspita ci capite????
Personalmente, come prima cosa io evinco (!) che la signora in questione, da piccola, NON ha avuto una maestra come la mia: o che -in alternativa- ne ha dimenticato tutti gli insegnamenti, convertendosi alla scuola dei conduttori televisivi, dei commentatori calcistici e dei tronisti alla mariadefilippi.

Ma tanto, adesso, ci pensa la Gelmini a risolvere tutto.... piuttosto che a distruggere quel che resta dell'istruzione pubblica in Italia!


8 commenti:

Silvia ha detto...

La tua maestra è stata bravissima perchè tu scrivi divinamente. Ciao:)

Giuliano ha detto...

Su Repubblica, hanno posto la stessa domanda a Vittorio Zucconi: ha dato una risposta che non serve a niente ma che mi ha divertito, perché ha tirato fuori una vecchia canzone milanese di quelle che canta Nanni Svampa: "Pütost che tö una dona, me compri una Gilera..."
Traduzione: PIUTTOSTO CHE farmi la fidanzata, mi compro una moto (la Gilera), vado a spasso mattina e sera...

Solimano ha detto...

Ti ho comprato la moto Gilera
l'ho comprata soltanto per te
ma da quando tu fai la leggera
la moto Gilera la tengo per me.

(e lasciamo stare tutte le variazioni per la moto Guzzi e la moto Morini...)

Nel blog di Sabelli Fioretti ci fu la discussione sul qual è o qual'è.
Io avevo scritto sempre qual'è e fui sgridato, ma siccome sono tamugno mi informai e trovai diversi autori che usavano il qual'è fra cui Tozzi e Landolfi, mica brustulini.
La ligua, più che dalle regole, è fatta dall'uso e dagli Autori.
Chi sono gli Autori? Noi, per esempio, e se Roby usa ogni tanto i quattro puntini invece dei tre come da libretta o Nicola scrive un pò invece che un po'(lo fa perché è un pigraccio...) vuol dire che si può fare. Quindi, anche se Roby mette quattro puntini (lo fa perché è una libertaria...), io piuttosto la leggo lo stesso.
Perché? Perchè si, senza sè e senza mà.

saludos
Solimano

Silvia ha detto...

Mi pare che il Manzoni usasse quattro puntini per cui Roby è in buona compagnia:)
Da noi si dice bruscolini, presumo che il termine derivi da bruschetta, dalle briciole che cadono nel momento in cui si addenta. Almeno credo. Buona giornata.

Roby ha detto...

Vabbe' (o vabbeh? O vabbè? O vabbé?)... Boh (o bo'? O bò?)... Insomma (o in somma? O inzomma?)... Uffa! Volevo aggiungere un paio di cosette, ma me le sono dimenticate. Poco male. Punto. Due punti. Punto e virgola (vi ricordate Totò in "Totò, Peppino e la malafemmena"?).

Cmq vvb (tanto per accontentare anche i lettori di espressione sms)

R

Giuliano ha detto...

Mah, io direi che qui siamo nel campo delle parlate dialettali, e mi sembra meno grave dell' "attimino" e altre cose del genere.
Per esempio, a me è sempre suonato malissimo l'uso eccessivo del "pure", che per un napoletano è sicuramente normale, qui in Lombardia molto meno (noi diciamo più volentieri "anche").

Però va detto che ormai è saltato tutto, e non da adesso. Ai tg si ascoltano veri e propri orrori, che io potrei anche (pure) permettermi, ma uno speaker professionista no. (ma tanto sappiamo tutti con che criterio vengono scelti quelli e quelle che leggono le notizie in video: i migliori e le migliori sono quasi tutti confinati nei tg di mezzanotte o nelle piccole rubriche specialistiche)

Habanera ha detto...

L'orrore denunciato da Roby pare abbia origini lombarde. Infatti a Milano è usatissimo, specie tra gli snobetti del quartierino. Come è usatissimo il te al posto del tu.
"Te cosa ne pensi?", ad esempio, è un'espressione comunissima (a volte lo dico anch'io) che fa regolarmente inorridire il mio purista consorte.
H.

Solimano ha detto...

Però. Potremmo profittare del post di Roby per cominciare a farci un linguaggio snobbissimo.
Ho ancora sulla scrivania il Dizionarietto della lingua italiana lussuosa di Giampaolo Barosso (1977) che ho adoperato per un post dei Fumetti 2008 e ne traggo cinque definizioni, poi mi fermo:

RINCONCHINA s. Inchino aggraziato. Salutate con una bella rinconchina, o fanciulle.
PIRA s. Gallina. Di quella pira l'orrendo fuoco, l'orribile puzzo di bruciato di quella gallina arrosto (L. Illica & G. Giacosa). Pira pira!, così la massaia chiama la gallina; se più d'una: pire pire! Ai polli, invece, anche uno solo: piri piri!
MANAGERIALE ag. Relativo a manager. Non si confonda con mannaggeriale, relativo a mannaggia.
SBOCCO s. Conclusione che occorre dare alla vertenza; non dev'essere meramente rivendicativo ma deve far compiere al movimento un salto di qualità.
INTENDANZA s. Persona amata. Intendanza di Fidenza, persona amata, fidanzata che sta a Fidenza.

saludos
Solimano